Sostenibilità, mitigazione degli effetti della crisi climatica e nuovi cloni: questi sono i tre pilastri che accomunano la ricerca nel settore della patata (Solanum tuberosum).

 

Questi tre obiettivi sono al centro della campagna europea Potatoes Forever! che in Italia viene promossa dall'Unione Nazionale tra le Associazioni dei Produttori di Patate (Unapa)

Venerdì 17 novembre 2023 il Progetto è stato presentato all'agriturismo "I tre casali" a Minerbio (Bo) e che ha visto la partecipazione di tecnici e produttori del settore.

 

Durante l'evento sono state presentate sette nuove varietà di patata a buccia rossa e gialla. Queste amplieranno il panorama varietale per venire incontro alle esigenze dei produttori e soddisfare le diverse destinazioni d'uso sul mercato.

 

Le nuove varietà

Per offrire ai produttori del materiale vegetale sempre idoneo e performante Unapa da qualche anno ha stretto una collaborazione con gli istituti di ricerca francesi, in quanto molto avanti con la ricerca genetica per questa specie (Comité National Interprofessionnel de la Pomme de Terre).

 

Gli obiettivi principali del miglioramento genetico per la patata sono nuove resistenze agli elateridi, tuberi con un buon contenuto di sostanza secca, migliore qualità dei tuberi (bassa suscettibilità ai danni da raccolta e basso germogliamento durante la conservazione). Queste caratteristiche si traducono per il pataticoltore nella possibilità di ampliare il calendario di raccolta, utilizzare meno input agronomici come l'irrigazione e i geodisinfestanti, utilizzare meno prodotti anti germogliamento. Per garantire quindi un minore impatto ambientale, una maggiore sicurezza alimentare e ottenere una retribuzione adeguata.

 

I nuovi cloni, di cui parleremo più avanti, a buccia gialla (pasta bianca o gialla) sono Altesse, Anaïs, Belami, JB 007, Sensation. Mentre i cloni a buccia rossa (pasta gialla o bianca) sono Dalida e Tornado.

 

Ma come sono nate?

 

Hanno passato diverse fasi di sperimentazione e in diverse zone di coltivazione, prima all'estero e poi in Italia, per testarne le capacità di adattamento e di produzione in base alle caratteristiche pedoclimatiche degli areali.

 

In genere la valutazione dapprima viene fatta su parcelle di piccole dimensioni per poi passare a parcelle sempre più grandi (parcelloni) fino ad arrivare alla valutazione in pieno campo.

 

In Italia i campi di prova per questi cloni sono stati creati in Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Lazio, Abruzzo, Campania e Calabria, dopo aver superato i primi test in altri paesi europei. Questo lavoro di valutazione richiede almeno 4-5 anni e se le varietà soddisfano i requisiti richiesti allora possono essere inserite in un percorso finalizzato alla commercializzazione.

 

Attualmente queste nuove varietà sono ancora in fase di osservazione nei campi varietali e non sono ancora in commercio.

 

"Molti di questi materiali hanno dato delle soddisfazioni in situazioni che sono completamente diverse le une dalle altre. Avere dei materiali che siano resistenti e con una certa rusticità è un fatto sicuramente importante perché questo ci consente anche di ridurre gli input in agricoltura" spiega Fausto Bosca, direttore di Unapa.

 

L'ibrido Sensation in esposizione durante l'evento di presentazione della campagna europea Potatoes Forever!

L'ibrido Sensation in esposizione durante l'evento di presentazione della campagna europea Potatoes Forever!

(Fonte: AgroNotizie®)

 

Per esempio, per la resistenza agli stress ambientali la varietà rossa Dalida ha risposto molto bene alle intense piogge e all'allagamento dei campi, che hanno caratterizzato questa annata produttiva, dimostrando di essere un materiale idoneo per affrontare queste difficoltà climatiche.

 

Oppure, per la resistenza agli elateridi una buona risposta è arrivata dalla varietà Belami che in alcuni casi ha presentato solamente il 6% di danni rispetto al 30% di danni registrati in altri materiali vegetali osservati nelle parcelle sperimentali.

 

Cloni a buccia gialla

Altesse: varietà a lunga conservazione, colore della polpa giallo, adatta per la produzione in condizioni di asciutta, mediamente sensibile alla dormienza, 19%-20% di sostanza secca, sensibile ai danni da raccolta, poco sensibile al germogliamento, poco sensibile al virus Y, resistente ad alcuni tipi di nematodi.

 

Anaïs: varietà interessante per la sua precocità, buona qualità gustativa, tuberi di grosse dimensioni, 18,5%-19,5% di sostanza secca, media resistenza ai danni da raccolta, buona conservazione, tollerante alla peronospora del tubero, buona resistenza ai nematodi.

 

Belami: varietà mediamente tollerante allo stress idrico, colore della polpa giallo, 20,5% di sostanza secca, resistente alla peronospora del tubero, tollerante ai danni da raccolta, tollerante alla siccità.

 

JB 007: varietà ottenuta dall'incrocio fra Adriana* e Carrera*, 18% di sostanza secca, ciclo medio precoce, leggermente sensibile alla peronospora e alla scabbia comune, resistente al virus Yntn, adatta sia per terreni irrigui che asciutti.

 

Sensation: varietà precoce, buona resistenza alla scabbia comune, resistente al Pcn Ro1, chioma corta e densa che consente una copertura e una crescita rapide, moderatamente suscettibile alla ruggine e alla siccità.

 

Varietà a buccia rossa

Tornado: varietà a maturità precoce, elevata resa produttiva, tubero rosso intenso a polpa bianca, buona qualità gustativa, media dormienza, buona attitudine allo stoccaggio, resistente a peronospora del tubero, al Pcn Ro1 e alla scabbia comune, suscettibile alla scabbia polverulenta.

 

Dalida: varietà con una buona dormienza, grosso calibro dei tuberi, ciclo medio-precoce, buccia rossa e pasta gialla, qualità gustativa elevata, 18,5%-20% di sostanza secca, lunga conservazione, sensibile al germogliamento, sensibile alla peronospora del tubero e ai nematodi, poco suscettibile alla scabbia comune.

 

Patate in serra: come si comportano i nuovi cloni?

Nella maggior parte dei casi il tubero viene coltivato in pieno campo, ma può essere prodotto anche sotto serra, quindi in coltura protetta. Unapa insieme ad alcuni soci sta testando questa tipologia di coltivazione sulle nuove varietà per valutarne le risposte produttive e qualitative.

 

In particolare, le parcelle sperimentali sono state costituite con il clone Anaïs come nel caso dell'Azienda agricola Carlo Morisi di Bentivoglio (Bo) che ha esposto la propria esperienza durante l'evento.

 

La varietà Tornado esposta all'evento è un clone a buccia rossa e polpa bianca

La varietà Tornado esposta all'evento è un clone a buccia rossa e polpa bianca

(Fonte: AgroNotizie®)

 

Prima di tutto si usa la solarizzazione, cioè un metodo di geodisinfestazione che prevede l'applicazione in estate di un telo nero per 30-40 giorni con lo scopo di sterilizzare ed eliminare la carica fitopatogena nei primi centimetri del suolo. Permettendo così di abbattere l'utilizzo dei prodotti geodisinfestanti.

 

La semina viene svolta a mano entro la metà di febbraio e la raccolta inizia nelle prime settimane di maggio in maniera scalare essendo una varietà precoce. Questo permetterebbe al produttore di essere più competitivo sul mercato; inoltre, si potrebbe pianificare un secondo raccolto da settembre per posizionare il prodotto anche in inverno.

 

Viene utilizzato poi un telo pacciamante di 50 grammi per metro quadro in polietilene per evitare possibili fessurazioni a contatto con il suolo e perdite idriche, su baulature da 50 centimetri.

 

Il sistema di irrigazione usato è ad ala gocciolante in fondo alle baulature che ha permesso secondo l'azienda insieme al telo pacciamante di risparmiare il 65% di volume irriguo.

 

E ci sono delle differenze per costi e produzioni fra il nuovo clone e altre varietà in pieno campo?

 

"Anaïs costa 3.000 euro in più a ettaro rispetto a quella in pieno campo, ma i costi sono ben ripagati per le produzioni. - spiega Gianluca Rubbi, tecnico consulente dell'Azienda agricola Carlo Morisi - Quest'anno in Anaïs abbiamo prodotto 690 quintali per ettaro, tutta vendibile, mentre in pieno campo abbiamo prodotto 400 quintali per ettaro".

 

Uno sguardo al settore

"Negli ultimi due anni l'investimento a seme sta diminuendo in maniera importante e alcuni areali quest'anno sono stati fortemente colpiti da un andamento stagionale estremamente avverso che ha colpito la nostra produzione. Bisogna quindi cercare di andare incontro, tramite l'informazione, alla filiera e fare presente quali sono le difficoltà nel produrre per ottenere un prodotto di qualità" dice Augusto Di Silvio, presidente di Unapa.

 

Difatti la coltivazione pataticola in alcuni areali come l'Emilia Romagna è messa a dura prova dall'attacco degli elateridi e dal numero crescente di eventi climatici estremi, che hanno colpito prima con un'estrema siccità nell'annata 2022 e poi con l'alluvione nell'annata 2023.

Leggi anche: Elateridi e patata: Coldiretti denuncia gravi danni

A queste problematiche fitosanitarie e ambientali si aggiunge poi la diminuzione della disponibilità di fitofarmaci e un ristagno dei consumi. Ma non solo, come abbiamo visto alcuni dei nuovi cloni sembrerebbero essere idonei per la coltivazione sotto serra che anche se un settore di nicchia potrebbe aiutare la pataticoltura a rinnovarsi combinando tuberi resistenti, rese elevate e minor input agronomici.

 

La possibilità quindi per i pataticoltori di avere a disposizione nuovi tuberi più rustici per il pieno campo e commercialmente interessanti potrebbe essere una buona alternativa per evitare l'abbandono del settore.

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