Meno di due mesi alla scadenza di settembre. Il primo del mese entrerà in vigore il regolamento 149/2008/CE sull'armonizzazione dei residui. Sul binario parallelo sta procedendo l'iter delle nuove norme sull'uso sostenibile degli agrofarmaci.

Produttori, aziende agrochimiche, esponenti dei ministeri coinvolti nelle evoluzioni del settore agricolo: dall'inizio dell'anno si susseguono occasioni di confronto per valutare come affrontare le sfide che attendono il comparto della difesa delle colture.

Ha aperto i lavori l'appuntamento organizzato da Sariaf nel febbraio 2008. Ultimo in ordine di tempo, il convegno 'Distribuzione e utilizzo degli agrofarmaci: quale futuro?', a cura di Fedagri Confcooperative.

 

Armonizzazione dei residui

Il regolamento 149/2008/CE, pubblicato sulla Gazzetta dell'Unione Europea del 1° Marzo scorso, definendo gli allegati II (MRL già precedentemente armonizzati a livello europeo), III (MRL temporanei precedentemente fissati solamente a livello nazionale) e IV (elenco delle sostanze cui non si applicano i MRL) del regolamento residui 396/2005/CE, ne ha completato la struttura e di fatto sancito la sua piena applicazione. Dal 1° settembre prossimo, sei mesi dopo la pubblicazione del regolamento citato, i limiti massimi di residuo di tutti gli agrofarmaci nelle derrate alimentari di origine vegetale e animale saranno i medesimi in tutti gli stati dell'Europa a 27 con i loro 493 milioni di consumatori. 

Fra i primi a sollevare preoccupazioni, le organizzazioni di produttori. 'Se la sicurezza alimentare e l'implementazione di processi produttivi a basso impatto ambientale sono i primi criteri di segmentazione, ne risulta che il tema è di particolare interesse', sottolinea Giampiero Reggidori, responsabile ufficio tecnico e qualità di Apo Conerpo. 'Inoltre, problematiche particolarmente complesse sono collegate alle combinazioni di prodotto e principio attivo'. La produzione organizzata europea ha già messo in atto numerose azioni, da una parte, per rispondere alle richieste della grande distribuzione organizzata, dall'altra, per garantire il rispetto nella nuova normativa sui residui. Innanzitutto, aumenterà il numero di analisi, le quali saranno svolte presso laboratori certificati. A queste si affiancano le buone pratiche agricole già da tempo adottate, inserite in protocolli Globalcap o in disciplinari di produzione integrata, riconosciuti o certificati.

Nuovi residui, nuove etichette. Tempi molto ristretti per i produttori di agrofarmaci: i titolari di registrazioni hanno dovuto presentare domande formali di adeguamento per quei prodotti contenenti sostanze i cui limiti massimi di residuo sono stati ridotti. Antonio Consolino, direttore Ufficio VII presso il ministero del Lavoro, della salute e delle politiche sociali, ha stilato il bilancio: al 26 di giugno, il tavolo del ministero ospitava domande per 1.200 prodotti. '900 saranno adeguate previo parere' evidenzia Consolino '150 sono relative a prodotti a base di rame, 300 saranno adeguate d'ufficio'.

 

Criteri di 'cut-off'

'Il cambiamento epocale che stiamo vivendo nel mondo degli agrofarmaci è relativo al fatto che la valutazione del rischio viene sostituita da una valutazione del pericolo intrinseco della molecola.' Entra così nel vivo l'analisi del futuro degli agrofarmaci. E' Marco Rosso, direttore di Agrofarma, ad analizzare le possibili conseguenze delle nuove normative sulla difesa delle colture in Europa ed in particolare in Italia.

'Ad oggi, siamo in una situazione in cui la disponibilità di mezzi tecnici si è andata sempre riducendo. Il cambiamento porterà ad una riduzione ulteriore. L'analisi che l'associazione delle aziende agrochimiche ha fatto a livello europeo e italiano ha riguardato le 210 sostanze più utilizzate. Sulle 210 abbiamo applicato i cut-off criteria della Commissione europea e quelli del Parlamento. Risultato: da un dato minimo del 9% secondo le indicazioni della Commissione Europea, ad un massimo dell'85% del Parlamento.'

La percentuale fa riferimento alla possibile 'esclusione' (cut-off) di sostanze attive dall'utilizzo in agricoltura.

Con gli stessi criteri sono stati analizzati i diversi segmenti. Applicando i cut-off criteria sugli insetticidi, secondo la proposta della Commissione la riduzione sarebbe fra l'8 ed il 21%. Si innalzerebbe ad un range fra l'83 ed il 94%, secondo le direzioni prese dal Parlamento.

'Abbiamo provato a customizzare l'analisi europea per le specifiche colture italiane e per le singole avversità', continua Marco Rosso 'arrivando ad evidenziare il pericolo di perdere il 100% delle sostanze attive per alcune avversità'.

I prossimi passi? Ad oggi, il Consiglio Europeo ha raggiunto un accordo politico sulla regolamentazione degli agrofarmaci (nell'ambito della seduta del 23/24 giugno). Dovrebbe essere in grado, secondo quanto riferisce il comunicato, di adottare una posizione comune sul testo in autunno, al fine di trasmettere il documento al Parlamento Europeo per la seconda lettura. La bozza di regolamento intende riformulare completamente l'attuale normativa, basandosi su elementi fondamentali quali: una lista positiva delle sostanze attive, l'adozione di criteri per l'approvazione delle sostanze attive e di uno schema di mutuo riconoscimento obbligatorio per le autorizzazioni, basato sulla divisione dell'Europa in tre zone (l'Italia è compresa nella zona Europa Sud, ndr)

Un'analisi dei riflessi economici del nuovo quadro normativo è stata stilata dal Nomisma. La società di studi ha evidenziato come una della disponibilità di agrofarmaci porterà a riduzioni di produttività e di capacità di auto-approvvigionamento. Le conseguenze per il modello produttivo europeo saranno un incremento della domanda di materie prime agricole, sviluppo dei paesi emergenti e produzioni non alimentari (bioenergie), competizione progressivamente crescente, apertura dei mercati a nuovi attori mondiali.

I tre casi presi in esame sono stati il grano (e cereali), la patata e la vite. L'applicazione degli attuali cut-off criteria porterebbe ad una diminuzione delle rese colturali pari ad un -29% per il grano, -33% per la patata e -10% per la vite per uva da vino.

Un richiamo alla collaborazione della filiera ed ai positivi risultati ottenuti nell'analisi dell'attività di monitoraggio sui residui è giunto da Paolo Bruni, presidente di Fedagri Confcooperative, a conclusione dell'evento bolognese. 'Parlare oggi di fare agricoltura è parlare di un mestiere che ha a che fare con tutti: alimentazione, prezzi, tutela dell'ambiente.'

'Tutti gli sforzi fatti finora per questa tutela dei consumatori e il contenimento dei rischi hanno contribuito ad accrescere la distintività dei prodotti agroalimentari italiani' sottolinea Bruni. 'Le parti della filiera devono continuare a cooperare per raggiungere l'obiettivo di trovare con la politica e le istituzioni le strade che ci consentano di continuare a coltivare e proporre sul mercato produzioni salubri e sicure.'

 

La difesa delle colture sembra quindi stretta fra due fuochi: sempre minori soluzioni tecniche a disposizione, da un lato; dall'altro, limiti sempre più 'stringenti' in termini di sicurezza alimentare. L'estate già calda sarà il preludio di un autunno rovente?

 

Foto di Tark Siala - Alcuni diritti riservati