Programmare e rinnovare: la ricetta per una filiera organizzata

Caserta, 6-7 marzo 2008. VI Convegno nazionale sulla peschicoltura meridionale - Relazione

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Immagine tratta dal sito di ApoConerpo

'L'affermazione più semplice e anche più banale quando definiamo sinteticamente il mercato della frutta di stagione, vale a dire di quella che si consuma preferibilmente in uno stretto arco di tempo e solitamente ha una vita naturale molto breve dopo raccolta è la solita: viviamo in un mondo difficile!', sottolinea Giampiero Reggidori, durante la relazione 'La filiera organizzata per il mercato e la valorizzazione'. Il primo scoglio è infatti l'alta deperibilità e quindi lo stretto tempo di gestione di un prodotto come la pesca, che comunque percorre ormai in lungo e in largo almeno tutta l'Europa per arrivare sul tavolo del consumatore. Poi indipendentemente dalla qualità garantità, capita che un andamento climatico sfavorevole ai consumi (ritorni di freddi estivi, magari con frequenti piogge, ecc...) li riduce drasticamente anche solo per una settimana a tal punto che una sovraesposizione dell'offerta con domanda in frenata, rompe gli equilibri di mercato. Provocando soprattutto il crollo dei prezzi remunerati al produttore e il delicato equilibrio del giusto rapporto qualità/prezzo, che faticosamente si era creato fino ad allora. Spesso salta anche la garanzia di qualità offerta perché non ci sono più margini per sostenerla.

L'unica possibilità concreta che rimane per salvaguardare al qualità al consumatore, nel rispetto del giusto margine per ogni fase della filiera impegnata è a questo punto un rapporto 'fidelizzato' fra fornitore - ad esempio l'Organizzazione dei Produttori tramite i suoi uffici commerciali - e cliente - in questo caso, la Grande Distribuzione Organizzata con i suoi innumerevoli e capillari punti di vendita.

'Come si arriva ad affrontare il mercato lungo una filiera organizzata e 'fidelizzando' il rapporto Cliente-Fornitore?'

1) 'Studiare le principali vie di rinnovamento varietale, valutando quali sono le caratteristiche che dovranno avere le pesche e le nettarine perchè il consumatore le gradisca maggiormente.' Oggi la tendenza è quella di gradire frutti colorati uniformi, con grado brix maggiore del solito, pezzatura tendenzialmente grossa in Italia, non troppo nei paesi del Nord Europa. Frutto succoso, ma anche croccante, più facilmente pesca in Italia Centro-Sud e più nettarina al Nord e all'estero.

2) Gestire con programmazione la coltivazione (superfici e numero anni di investimento) e la varietà, in particolare con modalità gestionali in esclusiva.

3) Predisporre di un disciplinare tecnico di coltivazione finalizzato al raggiungimento di alti livelli di garanzia, sia in materia di sicurezza alimentare che di basso impatto ambientale che di qualità di prodotto.

4) Ridurre gli sbalzi termici forti e garantire un percorso molto lineare nella catena del freddo, durante il periodo di temporanea conservazione e durante le manipolazioni di confezionamento.

5) Mantenere un adeguato controllo sui principali parametri di qualità, integrando una documentazione di riscontro e una rintracciabilità delle partite specifica: una specie di 'carta d'identità' del frutto che assomma molte informazioni sia dei processi applicati che delle caratteristiche di prodotto ottenute.

Queste azioni contribuiscono alla tutela del produttore agricolo, ma occorre aggiungere il rispetto delle innumerevoli norme in materia e una maggior determinazione nel concentrare anche l'offerta. 'Basti pensare che in Italia' sottolinea Reggidori 'produciamo pesche e nettarine quasi 3,2 volte i nostri consumi'

 

Adattamento dell'abstract della relazione presentata nel corso del VI Convegno peschicolo meridionale di Caserta, 6-7 marzo 2008, a cura di Giampiero Reggidori (Ufficio Produzioni Agricole e Qualità - ApoConerpo) 

La redazione di Agronotizie ringrazia il Dott. Carmine Damiano ed il Prof. Claudio Di Vaio per la collaborazione

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