"Dopo aver festeggiato i dieci anni del protocollo Combi Mais nel 2023, con il 2024 abbiamo riflettuto su come reimpostare il protocollo, valutato i risultati di questi dieci anni di lavoro e ci siamo chiesti se fosse necessario continuare. La risposta è stata perché la nostra sperimentazione va a favore di tutto il comparto maidicolo italiano. Con due annate particolari come quella 2022 e 2023, con la grande siccità e poi con eventi violenti ripetuti durante la scorsa stagione, ci siamo detti che l'innovazione e la ricerca sono l'unica possibilità di dare un futuro alla nostra maidicoltura".

 

Così Mario Vigo, ideatore di Combi Mais e presidente di Innovagri, che è entusiasta all'idea di affrontare una nuova stagione con Combi Mais 1.1.

 

Obiettivo del protocollo di coltivazione, che ogni anno viene aggiornato, è portare il prodotto verso standard di qualità migliori sia per quanto riguarda la produttività sia per quanto riguarda la raccolta di una granella di mais sana e ottimale per il consumatore finale. Oggi la sperimentazione è portata avanti su 30 ettari, ma, secondo quanto riferito proprio da Vigo, l'influenza del protocollo si estende su oltre 25mila ettari.

 

Il protocollo Combi Mais 1.1

Su cosa punterà dunque il protocollo Combi Mais 1.1 alla vigilia di una nuova stagione? "L'uso di nuovi biostimolanti, con nuove tecniche d'utilizzo oggi è fondamentale per mantenere in forza la pianta e per permetterle di affrontare gli stress - ci ha raccontato Vigo - per quanto riguarda la nutrizione poi, non solo elementi come azoto, fosforo e potassio ma anche ammendanti di natura organica. Torneremo quindi anche, in parte, al caro vecchio letame. Le sementi sono centrali, con nuove genetiche studiate appositamente per le condizioni di coltivazione, quindi ibridi nuovi. Senza dimenticare l'irrigazione, con nuove sonde nel terreno e nuovi sensori che ci danno risultati interpretabili più rapidamente".

 

Il protocollo Combi Mais ha dimostrato di riuscire a ottimizzare l'irrigazione, consentendo un calcolo dell'efficienza idrica e risparmiando oltre il 30% della risorsa. La nutrizione della pianta è incentrata sulla qualità in modo da ottenere una granella che assicura un prodotto finale esente da micotossine. Il protocollo Combi Mais ha dimostrato di poter essere remunerativo anche nelle annate più difficili grazie alla diminuzione delle spese di lavorazione, per diserbi e gestione fitosanitaria, all'ottimizzazione dei fertilizzanti e a un efficiente monitoraggio gestito tramite sensoristica per quanto riguarda i consumi idrici ed energetici.

 

Ad aggiungere un nuovo tassello al protocollo Combi Mais, già dallo scorso anno, c'è lo studio LCA, Life Cycle Assessment, ovvero lo studio d'impronta carbonica della coltivazione. "Stiamo portando avanti calcoli - ci ha detto ancora Mario Vigo - crediamo molto nei crediti di carbonio a venire e ci stiamo portando avanti per poi essere in grado di trattare, dati alla mano, quando sarà il momento, con le industrie che emettono e di farci riconoscere il carbonio che stocchiamo".

 

Ecco i protagonisti di Combi Mais 1.1

I partner coinvolti in Combi Mais 1.1, sotto la regia dell'agronomo Leonardo Bertolani e del professore Amedeo Reyneri del Dipartimento di Agronomia dell'Università di Torino, sono: Netafim, per le soluzioni di irrigazione, Unimer e Cifo per la nutrizione, Bayer a supporto sia della protezione delle piante che della genetica con il marchio Dekalb, per la selezione dei migliori ibridi e attraverso la piattaforma digitale FieldView per il supporto all'agricoltura di precisione, Agriserv, contoterzisti specializzati in gestione dei dati, VH Italia per la gestione del rischio, Ri.Vi per l'assistenza di macchine e attrezzature agricole di ultima generazione.