Agrofarmaci naturali, l'efficacia e la sostenibilità passano da una corretta applicazione

Gli agrofarmaci di origine biologica hanno il grande pregio di avere un profilo ambientale favorevole, ma devono essere applicati a regola d'arte se si vuole ottenere il massimo dei risultati dal loro utilizzo, a beneficio della coltura e non solo…

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

Contenuto promosso da Bayer
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Per aumentarne l'efficacia gli agrofarmaci di origine biologica devono essere irrorati in maniera corretta (Foto di archivio)
Fonte foto: © Oticki - Fotolia

Prosegue su AgroNotizie la rubrica dedicata a migliorare la conoscenza delle pratiche di uso sicuro e sostenibile degli agrofarmaci, obiettivo dell'iniziativa Bayer AgriCampus.

Per un uso consapevole degli agrofarmaci

Gli agrofarmaci di origine biologica stanno avendo un ruolo sempre più importante nella difesa delle colture in quanto rispondono ai bisogni dell'agricoltore moderno. E cioè avere prodotti per la difesa efficaci, sostenibili a livello ambientale e che non lasciano residui sulle derrate.

I consumatori e la Gdo stanno infatti spingendo per avere produzioni "a residuo zero", mentre da Bruxelles arrivano chiari segnali di sostegno ad una agricoltura a basso impatto ambientale, che faccia il minor uso possibile di mezzi tecnici di sintesi. Da qui l'esigenza di ricorrere ad agrofarmaci di origine biologica, la cui efficacia però è legata anche alla modalità di applicazione.


La regolazione delle irroratrici

Ogni agricoltore deve sottoporre obbligatoriamente la propria irroratrice al controllo funzionale per verificare il perfetto funzionamento della stessa. Inoltre ha l'obbligo di regolare (o tarare) l'attrezzatura adattandola alla tipologia di utilizzo in campo.

"Un conto è trattare un vigneto ad inizio stagione, quando la vegetazione è limitata, e un conto è intervenire nel mese di agosto, quando la parete fogliare è alta e compatta", spiega Massimiliano Mochetti, tecnico della ditta Braglia Srl. "Lo stesso vale per la tipologia di coltura. Ci sono enormi differenze tra trattare un frutteto a spalliera rispetto ad intervenire su piante allevate a vaso".

Oltre ad essere obbligatoria, la taratura è di fondamentale importanza quando si utilizzano agrofarmaci di origine biologica, la cui efficacia è prevalentemente di contatto. In questo caso occorre che le goccioline di miscela fitoiatrica arrivino su tutte le superfici da trattare garantendo una bagnatura ottimale.
 

 
"L'operatore deve agire su tutti i parametri a disposizione per ottenere una bagnatura corretta. E dunque sulla velocità di avanzamento del mezzo, sul volume d'acqua, sulla pressione d'esercizio e sulla scelta degli ugelli. Ma anche sull'impiego dei deflettori e della ventola", sintetizza Mochetti (leggi l'approfondimento sulla taratura).


I volumi di bagnatura corretti

Il volume di bagnatura è ad esempio un parametro fondamentale e troppo spesso sottovalutato dall'agricoltore che tende semplicemente ad aumentare i volumi pensando di incrementare in questo modo l'efficacia del trattamento. Così non è. "Non basta usare più acqua, occorre che tutti i parametri concorrano ad una corretta bagnatura", interviene Mochetti.

Un caso esplicativo è quello di Serenade Aso, un fungicida-battericida a base di Bacillus subtilis (ceppo QST 713) che possiede una funzione antibotrite e viene usato nelle coltivazioni di uva, da tavola e da vino. Durante i trattamenti di pre chiusura grappolo occorre prestare la massima attenzione all'irrorazione, impiegando volumi adeguati per bagnare bene le bacche e il rachide, prima che il grappolo si serri rendendo irraggiungibile l'interno in fasi successive.


La velocità di avanzamento

Altro fattore fondamentale è la velocità di avanzamento. "Più si va lenti più si dà modo alle goccioline di colpire il bersaglio e di penetrare nella vegetazione", sottolinea Mochetti. "Sbaglia chi pensa che si possa compensare una velocità elevata con maggiori pressioni o volumi di aria, poiché si ottiene come effetto quello di creare un aerosol che si disperde in aria facilmente aumentando il rischio deriva e abbassando la qualità del trattamento".


Sonata è un altro agrofarmaco di origine biologica, questa volta a base di Bacillus pumilus (ceppo QST 2808), impiegato per il controllo dell'oidio su svariate colture, compresa la vite. Se il trattamento viene eseguito ad inizio stagione, sfruttando l'efficacia del prodotto alle basse temperature, l'atomizzatore dovrà avere aperti solo gli ugelli basali, poiché la vegetazione è scarsa e bassa. E per lo stesso motivo la ventola può anche essere spenta, in quanto non c'è una parete fogliare compatta da penetrare.


La scelta dell'ugello

Scegliere l'ugello corretto non è una operazione banale e in questo articolo abbiamo fornito una guida semplice per capire quale utilizzare. "Gli ugelli devono essere scelti sulla base dell'attrezzatura in dotazione e della tipologia di coltura che si deve trattare", sottolinea Mochetti. "Si dovrebbero prediligere gli ugelli antideriva, per limitare la dispersione del prodotto in ambiente, e lavorare sempre alle pressioni raccomandate dal costruttore".

Ad esempio l'applicazione di erbicidi di contatto è un'operazione critica per la buona riuscita del trattamento. Se infatti con l'uso di prodotti sistemici basta che solo una porzione della pianta sia raggiunta dalla miscela per essere devitalizzata, con quelli di contatto la bagnatura deve essere totale.

Una coppia di ugelli a doppio ventaglio, antideriva (a destra) e convenzionale (a sinistra)
Una coppia di ugelli a doppio ventaglio, antideriva (a destra) e convenzionale (a sinistra)

Nel caso delle estensive occorre dunque lavorare a basse velocità e con ugelli ad ampio angolo, in modo che la barra possa stare vicino al suolo ed essere meno influenzata dal vento. Si può poi optare per ugelli a doppio ventaglio, che permettono di trattare le piante da due angoli differenti, e usare ugelli asimmetrici a fine barra (che deve sempre essere parallela al suolo). Questi ugelli permettono di distribuire in maniera ottimale la miscela anche nelle aree distali, evitando di lasciare "strisciate" di vegetazione sotto trattata.

Un esempio di erbicida di origine naturale è il Missito, a base di acido pelargonico (prodotto a partire da cardo e girasole). Un prodotto dal profilo ecotossicologico favorevole che per essere efficace deve essere applicato effettuando una bagnatura corretta.


Non tutte le acque sono uguali

Gli orticoltori che utilizzano la fertirrigazione sanno quanto sia importante analizzare l'acqua per conoscerne i parametri chimico fisici. Questo vale anche per l'impiego di agrofarmaci, soprattutto se di origine biologica, in quanto la loro stabilità non sempre è elevata come quella di un agrofarmaco di sintesi.

"Se la durezza dell'acqua influenza l'efficacia del trattamento, sull'etichetta dell'agrofarmaco viene riportato il range di utilizzo. Sta poi all'agricoltore far analizzare l'acqua utilizzata per essere sicuro di essere nelle condizioni ideali", sottolinea Mochetti. "Non bisogna poi dimenticarsi che la qualità idrica varia durante l'anno e tipicamente decresce con l'avanzata della stagione calda, quando le precipitazioni diminuiscono e le concentrazioni di sali aumentano".

Un esempio dell’importanza che riveste la qualità dell'acqua impiegata per produrre la miscela e la sua interazione con l'agrofarmaco riguarda Flipper. Flipper è un insetticida di origine naturale a base di acidi carbossilici insaturi di potassio (provenienti dall'olio di oliva di alta qualità) la cui diluizione in acque dure  (con presenza di carbonati totali superiore a 500 Parti per milione) potrebbe comportare la produzione di sedimenti nel filtro della botte a causa dell'alta reattività degli acidi carbossilici di potassio con il calcio ed il magnesio liberi. In questi casi, per prevenire il deposito del prodotto sul fondo della botte, occorre intervenire per addolcire l'acqua prima di miscelare l'agrofarmaco.

In Flipper il problema potrebbe essere esacerbato dalla precipitazione in botte, ma comunque in caso di eccessiva durezza, per la maggior parte dei principi attivi di agrofarmaci, l'efficacia viene ridotta dall'idrolisi alcalina anche se non si notano alterazioni nella miscela o all'atto della distribuzione.


La sostenibilità passa dalla corretta irrorazione

Gli agrofarmaci di origine naturale, molti dei quali autorizzati in biologico, hanno grandi vantaggi. Hanno un profilo ecotossicologico favorevole, sono rispettosi dell'entomofauna utile, non lasciano residui normati e hanno tempi di carenza bassi o nulli. Inoltre sono rispettosi per l'operatore e per gli astanti.

Tuttavia per garantire la loro efficacia devono essere applicati in maniera corretta. Solo in questo modo si potrà raggiungere la vera sostenibilità: economica per l'operatore che difende efficacemente i campi, ma anche ambientale e sociale. Per questo è l'agricoltore il primo a dire #iocitengo, l'hashtag scelto da Bayer per il progetto AgriCampus. Una iniziativa lanciata per promuovere l'uso consapevole degli agrofarmaci.
 
 
Bayer AgriCampus è un'iniziativa lanciata da Bayer Crop Science Italia con l'obiettivo di promuovere l'uso consapevole degli agrofarmaci.
Image Line è partner e su AgroNotizie ha creato una rubrica per ospitare i contributi provenienti da Bayer e dai partner di AgriCampus.
Consigli tecnici che se seguiti si traducono in vantaggi sia per l'agricoltore che per l'ambiente e i consumatori. Perché per tutti gli attori della filiera vale l'hashtag #iocitengo

Appuntamento a luglio per la nuova puntata di Bayer AgriCampus dedicata alla vita dell'agrofarmaco: dalla scoperta della sostanza attiva alla sua applicazione in campo.