Feasr-Psr, Patuanelli accontenta tutte le regioni a carico del Mef

Da Napoli l'assessore Caputo (Campania) ha annunciato ieri che sarà applicato il criterio di riparto misto bocciato in Conferenza Stato-Regioni lo scorso 28 aprile. Ma le perdite di alcune regioni - pari a 92 milioni - saranno compensate con un fondo ad hoc

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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La soluzione annunciata da Caputo (in foto) è speculare all'accordo del 2015, quando le regioni del Centro-Nord ottennero compensazioni dallo Stato per accettare il criterio storico
Fonte foto: © Regione Campania

C'è finalmente una soluzione all'orizzonte per i criteri di riparto tra i Programmi di sviluppo rurale delle regioni italiane dei circa 3.915 milioni di euro del Fondo europeo per l'agricoltura e lo sviluppo rurale sul biennio 2021-2022. Un compromesso che a prima vista dovrebbe soddisfare pienamente le richieste di tutte le regioni, ma che inciderà su bilancio dello Stato per circa 92 milioni: soldi che andranno a compensare integralmente le perdite delle regioni del Sud, quelle in ritardo di sviluppo, denari sui quali chi sembra aver ceduto è il ministero per l'Economia e le finanze, che pure si era pronunciato per l'invarianza del cofinanziamento dello Stato alla spesa pubblica dei Psr. Una soluzione che arriva, vale la pena ricordarlo, dopo la fermissima presa di posizione delle regioni del Centro-Nord.

Ad annunciarlo ieri sera è stato l'assessore all'Agricoltura della Regione Campania, Nicola Caputo, che non ha mancato di esprimere apprezzamento per il ministro Stefano Patuanelli che ha realizzato la mediazione, che dovrebbe essere deliberata da uno dei prossimi Consigli dei ministri, dato che sul punto non vi è stata intesa nella Conferenza Stato-Regioni per una precisa scelta politica: non votare i criteri di riparto a maggioranza.

"Finalmente abbiamo trovato un punto di sintesi sui criteri di riparto dei fondi Feasr. Sarà creato un fondo ad hoc - questo è il punto di mediazione - di circa 92 milioni che andrà a compensare la perdita di risorse delle regioni del Sud" ha affermato ieri sera l'assessore campano Caputo, in un comunicato stampa.

Secondo la nota "In sostanza, per il 2021 sarà applicato il criterio del 90% storico e 10% nuovi criteri, mentre per il 2022, le aliquote saranno del 70% storico e del 30% nuovi criteri". Si tratta, a ben vedere, della stessa proposta già bocciata il 28 aprile 2021 dalla Conferenza Stato-Regioni, presieduta dalla ministra per gli Affari regionali Mariastella Gelmini, quando si registrò la "mancata intesa" sulla "Proposta di ripartizione del Fondo europeo per l'agricoltura e lo sviluppo rurale relativo agli anni 2021 e 2022".

Ciò che rende digeribile alle regioni del Sud la proposta già bocciata in Conferenza Stato-Regioni è, dunque, la compensazione con la quota di cofinanziamento dello Stato di 92 milioni di euro dei denari del Feasr che si perderanno con l'applicazione della quota parte dei nuovi criteri competitivi voluti dalle regioni del Nord.

Si tratta di un esito rovesciato rispetto all'accordo del 2015, quando le regioni del Nord accettarono per l'ultima volta l'applicazione integrale dei criteri di riparto su base storica del Feasr, più favorevoli alle regioni del Sud, in cambio di congrui indennizzi sotto forma di cofinanziamento statale dei Psr. Non a caso l'assessore campano Nicola Caputo ha affermato: "Dunque per il 2021-2022 il ministro Stefano Patuanelli, che ringrazio per la disponibilità che ha sempre dimostrato al confronto, ha garantito a ciascuna regione le dovute risorse. Il Consiglio dei ministri si terrà nei prossimi giorni per l'adozione dei provvedimenti".

Ma non si può certo sottacere che sul fronte del principio dell'intangibilità del riparto dei fondi Feasr con il criterio storico sul 2021-2022, inteso come naturale prosecuzione del periodo di programmazione 2014-2020, le regioni del Sud hanno ceduto e molto, rinunciando persino al placet giunto da Bruxelles, mostrando pragmatismo e coraggio in vista delle future trattative sul periodo 2023-2027, che riguarderanno tutta la Politica agricola comune. Sarà in quella occasione che le regioni meridionali insieme all'Umbria potrebbero utilizzare proprio questa soluzione di compromesso - pure mediata dall'alto - come moneta di scambio in un negoziato ben più ampio e complesso.

Non a caso l'assessore campano all'Agricoltura chiosa: "Non resta che rimboccarci le maniche per definire i criteri di riparto delle risorse Feasr per il periodo 2023-2027. Mi sembra un grande risultato per la Regione Campania, ma anche per tutte le regioni. Tenacia, determinazione e senso di responsabilità hanno portato ad un risultato importante per l'agricoltura della Campania e del Sud e del paese".

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