Un nome evocativo per una terra degna di un Re

Seguire la natura. E' la filosofia dell'azienda vitivinicola Terra dei Re Cantine del Vulture, in Basilicata, tra le prime ad aver aderito al progetto Magis

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Giuseppe Leone, agronomo ed enologo della Cantina Terra dei Re

Accarezzata dalla lava che, nella parte settentrionale della provincia di Potenza, pazientemente il vulcano Vulture ormai spento ha depositato nel corso dei secoli, le terre del monte Vulture accolgono l'antico vitigno da cui le sapienti mani dei viticoltori hanno 'rubatol'Aglianico, nobile vino rosso.

Qui, nel Comune di Rionero in Vulture, con una superficie di 31 ettari vitati l’azienda vitivinicola Terra dei Re Cantine del Vulture, il cui motto è 'seguiamo la natura', posa le sue radici.

Non c'è da stupirsi, dunque, se come spiega Giuseppe Leone agronomo ed enologo di 'casa', l’azienda è stata la prima in Basilicata ad aderire nel 2010, tra le così dette cantine fondatrici, al progetto Magis.

Abbiamo iniziato la sperimentazione mettendo a disposizione 2,80 ettari di vigneto impiantato ad Aglianico. Siamo” spiega l'esperto, “in un’area del Vulture che la toponomastica fa risalire ai tempi delle guerre puniche e per questo denominata 'Querce di Annibale'. Qui pare che Annibale abbia organizzato il suo esercito per affrontare i Romani nella famosa battaglia di canne del 216 a. C”.

“Per merito di una giacitura in forte pendenza e di una composizione del suolo frutto di antichissime eruzioni del vulcano, qui l’Aglianico ha trovato il proprio habitat ideale. La cantina Terra dei Re, con riferimento alla storia del vitigno e del territorio” prosegue, “porta scritta nel proprio Dna l'innata predisposizione alla ricerca e innovazione. Collaboriamo, infatti, da diversi anni con l’Università della Basilicata nella ricerca sui lieviti autoctoni. Non sono mancati studenti laureandi che in vigna ed in cantina hanno svolto attività di tirocinio finalizzata alla tesi di laurea”.

La predisposizione e l'innata attenzione ad ambiente e territorio, hanno fatto sì che alla proposta di partecipazione al progetto Magis seguisse un immediato consenso.
Alla luce dei risultati ottenuti nel primo anno di sperimentazione, per il secondo anno di Magis” spiega Leone, abbiamo portato a 9 gli ettari dedicati al progetto. Fatto piuttosto esemplificativo di quella che riteniamo essere la sua validità. La presenza costante dei tecnici Bayer e gli interventi del dottor Zappata per la gestione della chioma” prosegue, “hanno permesso di raggiungere risultati eccellenti”.

 

Cantina Terra dei Re

 

I vini ottenuti dall'applicazione del protocollo Magis nel 2010, sono oggetto di studio per un dottorando che sta valutando l’evoluzione dei due vini (tesi Magis e tesi standard) nel tempo misurandone anche l’aspetto sensoriale. I dati analitici sui vini ottenuti nel 2010, si sono distinti per l’alta qualità raggiunta sia dalle uve che dai vini. Ad oggi” conclude, “non è ancora possibile valutarne la ricaduta dal punto di vista commerciale; il vino prodotto dalla vendemmia 2010 sarà, infatti, commercializzato solo nel 2013”.

La riduzione del numero degli interventi effettuati in vigna, in ogni caso, ha prodotto sicuramente un abbassamento dei costi di gestione in termini di gasolio di ore macchina e di fitofarmaci e quindi di impatto ambientale.

Rimane però ancora da sottolineare il dato più rilevante: all’analisi multiresiduale i vini sono risultati esenti da residui di fitofarmaci ed esenti da ocratossina A”.

 

 

 

Intervento raccolto da Michela Lugli

Magis per la viticoltura sostenibile - piattaforma internet per la gestione del vigneto e del progetto