Latte, anomalie di mercato

Il latte spot italiano vale meno di quello tedesco mentre i prezzi dei formaggi "Grana" continuano a salire. Un "paradosso" favorito dalla produzione in aumento e dalle spinte al ribasso

Angelo Gamberini di Angelo Gamberini

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Sui mercati internazionali il latte in polvere continua a segnare spunti al rialzo

Non è frequente che il prezzo del latte spot italiano, quello venduto fuori contratto, abbia quotazioni inferiori a quello di importazione, in particolare per le provenienze dalla Germania.
E’ curioso allora notare che mentre il prezzo del latte spot italiano si ferma a 36,37 euro al quintale, quello tedesco arriva a 37,5 euro e tende anche al rialzo.
Appare quasi un paradosso che in queste condizioni sia il latte italiano a fare concorrenza a quello “made in Germany”, quando di solito accade il contrario. Almeno in condizioni “normali” di mercato.
 

Il prezzo del latte spot per diverse provenienze - euro/tonnellata
(Fonte: © Assolatte)


Tensioni anomale

Che sul mercato del latte italiano si stiano concentrando tensioni anomale lo conferma l’andamento dei prezzi del Grana Padano, formaggio al quale sono legati gli indici di riferimento per la formulazione del prezzo.
Le rilevazioni di Ismea collocano la media dei prezzi di questo formaggio a 8,42 euro al chilo (il riferimento è al mese di gennaio), con un aumento dell’1% rispetto al mese precedente e con un significativo più 6% rispetto a un anno fa.

E si sale ancora osservando le quotazioni di fine febbraio, che sulla piazza di Milano indicano per il Grana Padano prezzi di 8,73 euro al chilo per il prodotto stagionato 12-15 mesi.
Situazione analoga si registra per il Parmigiano Reggiano (+6,1% rispetto a un anno fa)
 

Andamento del prezzo medio mensile del Grana Padano
(Fonte: © Ismea)


C’è più latte

Più d’uno i fattori che contribuiscono a questa “strana” fase di mercato.
Fra questi l’aumento delle consegne di latte, che ancora nell’ottobre dello scorso anno (dato più recente disponibile) si mantenevano sopra a quelle del 2019.
Una tendenza mai venuta meno nel corso del 2020, come si nota dal grafico che segue, realizzato da Assolatte.

Mentre sul mercato giungeva più latte, sia il Grana Padano sia il Parmigiano Reggiano innestavano la retromarcia, ponendo un freno alla produzione.
Risultato: più latte sul mercato e minore richiesta da parte dei caseifici. Un “mix” perfetto per offrire alle industrie del latte gli strumenti ideali per spingere i prezzi verso il basso, come si è visto.
 

Andamento delle consegne di latte dal 2018 al 2020
(Fonte: © Assolatte)


Il prezzo nella Ue

Nel frattempo anche i prezzi del latte nell’Unione europea hanno ceduto qualche posizione, fermandosi in dicembre a 35,3 euro al quintale, come mostrano le analisi della Commissione europea.
Nello stesso periodo del 2019 le quotazioni erano in ripresa e avevano raggiunto quota 35,6 euro al quintale. Ma al contrario di allora, ora i prezzi del latte in polvere, sia intero sia scremato, sono in netto recupero, con aumenti superiori al 2%.
Un segnale che conferma come sui mercati internazionali la richiesta sia ancora vivace.
 
 

Mercati mondiali

Che la domanda di latte sia ancora attiva lo dimostra il confronto, riferito alla prima settimana di febbraio, fra i più importanti mercati mondiali, dove per la Ue si registrano prezzi del latte in polvere in ulteriore aumento.
Qualche segnale contrastante arriva tuttavia dai prezzi registrati in Australia e Nuova Zelanda e negli Usa.
 
 

L’import cinese

Sugli equilibri del mercato mondiale del latte pesa l’andamento delle importazioni cinesi.
Il confronto su base annuale mostra una tendenza a comprimere il livello dell’import da parte di Pechino per molti prodotti caseari.
Un calo che tuttavia si riflette solo parzialmente sulle provenienze europee, che al contrario guadagnano alcune posizioni, con alcune eccezioni, come il latte condensato.
 
 

Le previsioni

Quale la possibile evoluzione? In questo periodo dell’anno la produzione di latte tende per motivi stagionali a calare, per poi impennarsi già dal prossimo mese. Se questa crescita non sarà contenuta i riflessi sul prezzo potrebbero farsi sentire ancor più di oggi.
Tanto più che il latte non assorbito per la trasformazione casearia stenta a trovare spazio sul mercato del fresco, compresso com’è dalle misure per il protrarsi dell'emergenza sanitaria.
In queste condizioni chi spinge al ribasso, in assenza di una controparte capace di fare squadra, avrà gioco facile.
Compito difficile quello delle previsioni di mercato.
Un aiuto può venire dall'esame delle tendenze in atto. Ma occorre conoscere i "numeri del latte" e in tempi di mercati globali lo sguardo deve allargarsi a livello internazionale.
Le fonti non mancano e AgroNotizie le raccoglie per dare ai lettori gli strumenti per orientarsi.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: import/export latte prezzi mercati formaggi

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