Gestione del rischio e Pac, quali sono le carte in tavola?

Dalle assicurazioni contro la grandine e le gelate si è avuta un'evoluzione per comprendere diversi casi di copertura, arrivando ad abbracciare non solo la perdita del prodotto, ma anche la perdita di reddito e il mancato guadagno. Il punto sul ruolo della Politica Agricola Comune

Matteo Bernardelli di Matteo Bernardelli

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Nella riforma della Pac che entrerà in vigore a partire dal primo gennaio 2023, sono stati inseriti specifici elementi per la gestione del rischio (Foto di archivio)
Fonte foto: © Arthon - Adobe Stock

Nel film "21" di Robert Luketic si racconta la storia del Blackjack Team, un gruppo di talentuosi studenti del Mit di Boston, che fra gli anni Ottanta e Novanta ha sbancato i casinò di Las Vegas con il metodo (illegale) del conteggio delle carte. Una pellicola interessante, con un buon ritmo e che racconta una storia accaduta realmente.
Le abilità matematiche di brillanti studenti riescono ad avere la meglio sulle probabilità di un gioco di carte come Blackjack. Ci fermiamo, per non rivelare l'intera trama del film.

Restiamo ai giochi. Perché il Monopoli è uno dei più venduti al mondo? Quanto pesa l'alea degli "Imprevisti" e delle "Opportunità"?

Passiamo alla vita reale. Quanto è importante lo smartphone per voi studenti? Non lo assicurate contro il furto o l'eventualità di smarrimento? Esistono assicurazioni che coprono il rischio di perdita dei dati (contatti, messaggi, fotografie, email, ecc.), che di fatto rappresentano il vero patrimonio che uno smartphone contiene?

Ecco. Quando si stipulano dei contratti di assicurazione entra in gioco la teoria del rischio: le variabili cambiano, si evolvono, si modificano. E cambiano, naturalmente, le formule (e spesso anche le clausole) del contratto.


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Lo stesso accade in agricoltura. Dalle assicurazioni contro la grandine e le gelate si è avuta una evoluzione per comprendere differenti casi di copertura, arrivando ad abbracciare non solamente la perdita del prodotto (pensiamo a una gelata tardo primaverile in un frutteto, che provoca una mancata produzione, soprattutto in una fase di cambiamenti climatici così accentuati), ma anche la perdita di reddito e il mancato guadagno. Una soluzione quest'ultima molto efficace in caso di fenomeni di spiccata volatilità, che possono provocare crolli di mercato e, di conseguenza, minori entrate economiche, sia pure in presenza del prodotto. È il caso del prezzo del latte o dei cereali, soggetti in alcuni frangenti a marcate oscillazioni di prezzo, magari per sovrapproduzione temporanea, che il mercato non riesce però ad assorbire.


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Se andiamo indietro di qualche anno, nel caso del latte, tale fenomeno si è verificato nitidamente dopo la fine del regime delle quote latte, un vincolo cioè che imponeva quantitativi massimi di produzione, abolito con il 31 marzo 2015.

Da alcuni mesi, invece, le tensioni si sono concentrate sui prezzi dei cereali, in parte per fenomeni speculativi in atto, in parte per le maggiori difficoltà di trasporto legate, appunto, ai trasporti. O magari ancora per uno sbilanciamento della bilancia commerciale a vantaggio di nuovi big player del mercato, come la Cina, che detiene il 70% delle scorte mondiali di mais, il 34% degli stock di soia, il 50% del grano a livello globale. Come fronteggiare i maggiori costi per gli acquisti di cereali?


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Negli ultimi anni la Politica Agricola Comune (Pac), entrata in vigore sessanta anni fa, nel 1962, ha accompagnato l'evoluzione della gestione del rischio, proponendo agli agricoltori assicurazioni "agevolate", cioè finanziate in buona parte (fino al 70%) a livello pubblico.


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Perché questo supporto? Perché il cibo è fondamentale per la vita e la Pac, fra i propri obiettivi, ha anche quello di garantire la produzione di cibo e il suo accesso. Detto altrimenti: aumentare la competitività e la produttività del settore agricolo in modo sostenibile, per far fronte alla sfida dell'aumento della domanda in un contesto di scarsità di risorse e incertezza climatica.

Nella riforma della Pac che entrerà in vigore a partire dal primo gennaio 2023, sono stati inseriti specifici elementi per la gestione del rischio, come ha ricordato Paolo De Castro, componente della Commissione Agricoltura al Parlamento Europeo. "Oltre al mantenimento degli strumenti attuali finanziati fino al 70% tramite i Fondi per lo Sviluppo Rurale (assicurazioni contro la perdita di produzione, fondi mutualistici contro la perdita di produzione e strumento di stabilizzazione del reddito), viene introdotta anche la possibilità di stipulare polizze assicurative contro la perdita di reddito".


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Sul tema delle assicurazioni in agricoltura l'Italia si è battuta in fase di elaborazione della nuova Pac per ottenere adeguato sostegno. D'altronde, l'Italia è uno dei Paesi europei maggiormente esposti al flagello dei cambiamenti climatici, con la conseguenza che l'agricoltura è esposta a siccità, gelate, ondate di calore estive, eccessiva piovosità, e quindi probabili perdite di produzione, perdita di qualità, calo dei redditi delle imprese agricole.

Su spinta, appunto, dell'Italia, è stata inserita nella riforma della Pac 2023-2027 la possibilità per gli Stati membri di "accantonare una parte di risorse per la creazione di un Fondo Mutualistico su scala nazionale, che porti obbligatoriamente tutti gli agricoltori a proteggersi dai rischi di perdita di produzione".


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Viene anche istituita - ricorda De Castro - una "nuova riserva permanente di crisi, con l'obiettivo di aiutare gli agricoltori nel caso di volatilità dei prezzi e dei mercati. Tale riserva dovrà operare con un budget annuale di minimo 450 milioni di euro".

Essere assicurati significa poter pianificare la propria attività con meno fattori di rischio. Non è esattamente come studiare le carte di Blackjack per sapere dove puntare, ma aiuta a non subìre crolli verticali in caso di avversità atmosferiche o repentini rovesci di mercato.

 



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Fonte: Agronotizie

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Tag: assicurazioni pac politica agricola

Rubrica: ParteciPAC: studenti e insegnanti

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