I "Grana" alla riscossa

L'emergenza sanitaria ha generato un crollo dei prezzi del Parmigiano Reggiano e del Grana Padano. Le strategie dei consorzi per dare una "scossa" al mercato

Angelo Gamberini di Angelo Gamberini

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Ritiro delle forme, freno alla produzione e campagne di promozione al centro delle iniziative proposte
Fonte foto: Angelo Gamberini - AgroNotizie

E' un colpo pesante quello che l'emergenza sanitaria ha inflitto ai nostri grandi formaggi Dop, il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano.

Per il primo i prezzi registrati da Ismea si fermano nella seconda settimana di giugno ad appena 8,68 euro al chilogrammo, quasi il 30% in meno rispetto a un anno fa e la tendenza al ribasso non mostra ancora segnali di inversione.

Analoga la situazione del Grana Padano, fermo a una media di 7,32 euro per chilogrammo, quotazioni che rispetto a un anno fa sono del 13% più basse.

All'origine di questa brusca caduta la chiusura imposta agli esercizi di ristorazione collettiva, identificati nella sigla Horeca (hotel, restaurant, catering).
La loro recente riapertura non ha modificato il quadro di mercato.
Non c'è da stupirsene, i magazzini sono pieni e la ripresa degli ordini va a rilento, come pure la frequentazione dei punti di ristoro.
 

I rimedi da adottare

Attendere che i consumi riprendano la normalità e che con essi risalgano le quotazioni non è possibile.
Occorre troppo tempo e in gioco c'è il destino non solo di chi produce questi formaggi, ma di gran parte della filiera del latte, che al Parmigiano Reggiano e al Grana Padano è intimamente legata.

Non a caso il loro prezzo è preso a riferimento per la definizione di quello del latte, che ora gli allevatori si vedono ridurre da parte delle industrie, in qualche caso al di sotto dei costi di produzione.
In pericolo c'è la sopravvivenza di stalle, caseifici e stagionatori. Cosa fare dunque?
 

Le soluzioni del Parmigiano Reggiano

I due Consorzi di tutela sono al lavoro per mettere a punto le strategie per imprimere una svolta al mercato.
Il presidente del Parmigiano Reggiano, Nicola Bertinelli, è impegnato nelle assemblee di zona per illustrare le ipotesi sulle quali si sta lavorando, fra queste il ritiro di 320mila forme presenti nei magazzini, una strategia già messa in atto nella crisi di un lustro addietro.

Una misura questa volta da rafforzare con una contemporanea stretta alle quote di produzione.
Una scelta quest'ultima che prende le mosse dalla constatazione dell'eccessiva spinta produttiva che ancora nel mese di maggio non accenna a rallentare.
I dati diffusi dal Consorzio indicano un aumento del 4%, che corrisponde a quasi 348mila forme, oltre 13mila in più rispetto al maggio del 2019.

Per conoscere in dettaglio il programma di contrasto alla crisi, dove si parla anche di una forte campagna di promozione, occorre attendere il 24 giugno data per la quale è prevista la prossima assemblea del Consorzio del Parmigiano Reggiano.
 

Prezzo medio mensile del Parmigiano Reggiano
(Fonte: ©Ismea)


Grana Padano, cambio ai vertici

Si è invece conclusa da pochi giorni l'assemblea del Grana Padano, alla quale il presidente Nicola Cesare Baldrighi, protagonista di una lunga stagione di successi per questo formaggio, si è presentato dimissionario.

Dopo 21 anni di presidenza – ha esordito Baldrighi – lascio la guida del Consorzio pieno di soddisfazione per quanto, insieme agli associati e alla grande squadra del Consorzio, abbiamo fatto insieme.
La parola d’ordine che ci ha accompagnato in questi anni è stata ‘coesione’, grazie alla quale siamo riusciti a portare avanti politiche coraggiose e vincenti, come la definizione dei ‘piani produttivi’, che soprattutto all’inizio, sono stati strumenti difficili da comprendere ed applicare.

 

La risposta alla crisi

L'assemblea si è aperta con la “fotografia” della situazione del comparto, che nel 2019 ha portato il Grana Padano a confermarsi come il prodotto Dop più consumato al mondo, con un totale di oltre cinque milioni di forme prodotte (+4,70% rispetto al 2018), due milioni delle quali destinate all’export (+4,38%).

Numeri positivi che l'emergenza Covid-19 ha fatto passare in secondo piano, per prendere atto invece della crisi di mercato che sta travolgendo il settore.
Crisi che ha convinto il Consiglio di amministrazione del Consorzio a presentarsi all'assemblea con alcune scelte coraggiose e conseguenti alle difficoltà del momento.

Fra queste la riduzione del 3% dei riferimenti produttivi e l'acquisto di 120mila forme che resteranno nei magazzini sino a diventare “Riserva 20 mesi” e “Riserva Gold 24 mesi”.
Una manovra che evidenzia la volontà di “alleggerire” la pressione dell'offerta, dilazionandola nel tempo.

Un “pensiero” anche per gli allevatori, non meno coinvolti in questa difficile congiuntura.
Il Consorzio si è infatti detto disponibile a lavorare con il ministero per le Politiche agricole per destinare parte dei 500 milioni riservata al lattiero caseario a quegli allevatori che decidano di ridurre la produzione di latte.
 

Prezzo medio mensile del Grana Padano
(Fonte: © Ismea)

Il nuovo Consiglio

Durante l'assemblea è stato poi eletto il nuovo Consiglio di amministrazione del Grana Padano, che resterà in carica sino alla primavera del 2024.
Fra i primi compiti che dovrà svolgere c'è quello della nomina del nuovo presidente del Consorzio, che avverrà nelle prossime settimane.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: prodotti tipici import/export latte prezzi mercati formaggi

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