Le qualità di un prodotto fitosanitario, in fondo, hanno origini simili a quelle di una persona. Con alcune qualità, infatti, ci si deve nascere, perché difficilmente le si potrà acquisire nel corso della vita. Appurata la bontà genetica originaria, però, conta anche la capacità di lavorare assiduamente per limare i difetti ed enfatizzare i pregi.
Queste sono le ragioni per le quali alcuni prodotti apparentemente simili a uno sguardo superficiale, sono invece molto diversi alla prova dei fatti.
È il caso di Rapax di Intrachem Bio, un insetticida in sospensione concentrata a base di Bacillus thuringiensis var. Kurstaki, ceppo EG 2348. Intrachem Bio, peraltro, è l’unica società in Italia a detenere registrazioni di Bt ceppo EG 2348 formulate come “liquide”.
Rapax è quindi figlio di un lungo e approfondito processo di ricerca e di messa a punto, basato sulle più avanzate tecniche di miglioramento genetico tradizionale. Un processo che prevede anche il trattamento dei plasmidi e la transconiugazione batterica.
Il ceppo EG2348 alla base di Rapax è di fatto un “isolato” che presenta caratteristiche diverse da altri ceppi comunemente presenti in natura, rispetto ai quali risulta avvantaggiato nel trattamento di specifici fitofagi.
Inoltre, la sua particolare formulazione oleosa permette di ottenere elevati livelli di efficacia soprattutto contro alcuni Lepidotteri quali Tuta absoluta, ovvero la Tignola del pomodoro, Lobesia botrana e Eupoecilia ambiguella, cioè la Tignoletta e la Tignola della vite.
Il prodotto assicura infatti un’omogenea distribuzione sulle superfici vegetali trattate, anche su organi di difficile copertura come gli acini e i grappoli, aderendo in modo ottimale alle componenti cerose.

 

Consigli di impiego

 

Per massimizzare l’efficacia di Rapax, è necessario accertare innanzitutto la presenza delle tignole e l’andamento dei loro voli. Pratica resa possibile dall’uso di apposite trappole a feromoni. Dopo queste valutazioni preliminari sui voli, è bene anche accertare in campo la presenza di uova, in modo da posizionare le applciazioni di Rapax quando esse si mostrino in prossimità della loro schiusura (fase di “testa nera”).
Normalmente si devono eseguire due interventi a distanza di 6-8 giorni l’uno dall’altro, adottando dosi comprese fra 1 e 1,5 litri ettaro.
Questa strategia permette di ottenere risultati paragonabili a quelli dei migliori insetticidi di sintesi ed è perfettamente integrabile anche con le tecniche di confusione sessuale eventualmente adottate. In tal caso, i diffusori consigliati sono gli Isonet L e Isonet L Plus di Cbc Europe Ltd.

 

Non solo tignole

 

Oltre all’apprezzabile efficacia sulle tignole della vite, va segnalata anche l’attività che Rapax mostra possedere anche contro i ricamatori dei fruttiferi (Argyrotaenia pulchellana, Archips spp., Pandemis spp.), la tignola dell’olivo (Prays oleae), la tignola degli agrumi (Prays citri) e la Piralide del mais (Ostrinia nubilalis).