Il Decreto Aiuti Ter - varato dal Governo uscente di Mario Draghi - non soddisfa il bisogno di aiuto espresso dall'agricoltura italiana, almeno a giudicare dalle richieste delle organizzazioni dello scorso fine settimana. E si capisce bene perché: il pur auspicato e poi concesso aumento del credito d'imposta - che comprende non solo i carburanti agricoli, ma anche le bollette di luce e gas - avrà effetto a distanza di mesi, mentre oggi ci sono le bollette da pagare, che dopo l'ultimo aumento deciso dall'agenzia Arera, da ottobre in avanti saranno ancora più care: tutto denaro da anticipare subito.
 
A questo punto tutte le organizzazioni agricole spostano la loro attenzione sul nuovo Governo, che con ogni probabilità dovrà essere formato dalla leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, a capo del maggiore partito della coalizione di Centro Destra, quest'ultima uscita vincitrice alle elezioni politiche del 25 settembre scorso. 

E se Coldiretti preme per una soluzione nazionale al caro energia, Confagricoltura e Cia chiedono si interventi del Governo, ma anche un accordo a livello Ue sulle misure da adottare in tema di energia.

 

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È tempo di elezioni

 

Coldiretti, aiuti immediati per sovranità alimentare

È molto chiaro l'allarme lanciato dal presidente della Coldiretti Ettore Prandini venerdì scorso, 30 settembre 2022, in occasione della manifestazione di protesta dei giovani agricoltori all'Arco della Pace di Milano all'apertura del Villaggio dei Contadini nel Castello Sforzesco: "Siamo qui a Milano con la prima manifestazione della nuova legislatura per ribadire che non c'è tempo da perdere e bisogna intervenire subito perché la drammatica situazione dei costi delle imprese agricole minaccia direttamente la disponibilità di prodotti per le forniture di cibo alle famiglie italiane con uno shock dal punto di vista alimentare, economico e occupazionale a livello nazionale".

 

E se i prezzi per le famiglie corrono, con la conseguenza di ridurre l'acquisto di beni alimentari di qualità - l'aumento dei costi colpisce duramente l'intera filiera agroalimentare diffusa su tutto il territorio che quotidianamente rifornisce le tavole dei consumatori italiani. Nelle campagne italiane - denuncia la Coldiretti - ben un terzo delle aziende agricole sta lavorando in perdita a causa di rincari dei costi che - evidenzia Coldiretti - vanno dal +250% dei concimi al +95% dei mangimi al +110% per il gasolio fino al +500% delle bollette per pompare l'acqua per l'irrigazione dei raccolti. Il risultato è un aggravio medio di oltre 17mila euro per azienda, mentre crolla il valore aggiunto (-42%).

 

Coldiretti ha chiesto alla presidente del Consiglio incaricata in pectore, Giorgia Meloni, interventi diretti e immediati per tagliare i costi, anche perché "nell'alimentare l'Italia deve recuperare il tempo perduto - ha detto Prandini a Milano venerdì - e lavorare per ridurre la dipendenza dall'estero intervenendo nell'immediato sui costi energetici per salvare aziende e stalle per non perdere quegli spazi di autonomia e sovranità alimentare che fino a oggi le imprese agroalimentari italiane sono riuscite a difendere per il bene del Paese".

 

La risposta che giunge dalla Meloni a Castello Sforzesco non è nel merito delle richieste, ma è politica e pensata guardando a Bruxelles: "La postura dell'Italia deve tornare, a partire dalla difesa del suo interesse nazionale, per trovare soluzioni comuni. E qualcosa che cambierà nei prossimi mesi. Non vuol dire avere un approccio negativo verso gli altri, ma positivo verso se stessi". Resta da capire quali saranno i tempi di insediamento del nuovo Governo, e i suoi margini di manovra effettivi.

 

Confagricoltura, urgono soluzioni condivise a livello europeo

Nella stessa giornata, sul tema caro energia Confagricoltura risponde: "Le imprese agricole non sono assolutamente in grado di assorbire ulteriori aumenti dei costi energetici" - lo dichiara la Giunta esecutiva di Confagricoltura riunita a Mantova, in occasione dell'apertura del Food & Science Festival.

 

"Senza il blocco del prezzo del gas a livello europeo e il varo di nuove misure a supporto della liquidità c'è il rischio imminente che un elevato numero di imprenditori del nostro settore sia costretto a sospendere o a ridurre l'attività produttiva. Di conseguenza, calerebbero le forniture ai mercati e alle industrie di trasformazione, a vantaggio delle importazioni da Paesi in cui i costi energetici sono inferiori" è scritto in una nota di Confagricoltura a nome della Giunta esecutiva.

 

Secondo i dati diffusi da Ismea, i costi di produzione dell'agricoltura, nei soli primi tre mesi di quest'anno, sono aumentati di oltre il 18% sullo stesso periodo del 2021. La Giunta di Confagricoltura ha anche esaminato le decisioni, annunciate giovedì dal Governo tedesco, che prevedono la fissazione di un tetto sul prezzo del gas a livello nazionale e uno stanziamento pubblico di 200 miliardi di euro a sostegno di famiglie e aziende.

 

"Le decisioni unilaterali degli Stati membri determinano una vera e propria distorsione di concorrenza tra le imprese. Il regolare funzionamento del mercato unico non può dipendere dalla capacità di spesa dei bilanci statali" sottolinea il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti.

 

"Il sostegno alle imprese deve essere attuato a livello europeo, riproponendo le misure comuni già attuate durante la pandemia a tutela dell'occupazione (con il programma Sure), oppure, autorizzando gli Stati membri a utilizzare per la riduzione dei costi energetici una parte dei fondi già assegnati dall'Ue per altre finalità, ma non ancora impegnati".

Nonostante l'intensità della crisi in atto - fa notare la Giunta confederale - l'Unione Europea ha mantenuto invariati gli stanziamenti all'agricoltura. Non solo: dal prossimo anno subiranno una progressiva riduzione del 15% in termini reali.

 

Cia, tempo scaduto

Continua a correre l'inflazione, che a settembre balza al +8,9% segnando il record dal 1985, mentre da ottobre la bolletta elettrica aumenta del 59%. Con conseguenze sempre più drammatiche sui bilanci delle aziende agricole e delle famiglie. Così Cia-Agricoltori Italiani, che rilancia il suo appello con le parole del presidente nazionale Cristiano Fini: "Il tempo è scaduto. Abbiamo assolutamente bisogno di stabilità, con un nuovo Governo operativo il prima possibile, per mettere in campo misure strutturali anticrisi che possano ridare fiducia a imprese e cittadini".

 

Il caro energia ha ormai raggiunto livelli insopportabili - ricorda Cia - con migliaia di aziende che rischiano di chiudere perché non sono più in grado di sostenere nuovi aumenti dei costi. Nel frattempo, le famiglie continuano a perdere potere d'acquisto, per colpa di prezzi sempre più alti, anche per comprare il cibo, con i beni alimentari cresciuti dell'11,5% a settembre sullo scaffale del supermercato, senza alcun vantaggio per gli agricoltori.

 

Per questo, ribadisce il presidente di Cia, "il nuovo esecutivo da un lato dovrà sostenere e rilanciare i consumi, dall'altro attuare ulteriori misure a supporto della liquidità delle imprese. Ma soprattutto - conclude Fini - bisogna continuare a lavorare a Bruxelles per il blocco del prezzo del gas a livello europeo e per autorizzare le imprese agricole a immettere in rete energia elettrica prodotta con il fotovoltaico oltre i propri livelli annui di autoconsumo".