Le strategie per lo sviluppo dell'agroalimentare italiano

Nel corso della conferenza stampa d'inizio anno il ministro De Castro ha illustrato le linee guida per il consolidamento del comparto agricolo

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Il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Paolo De Castro

"Non ho voluto rinunciare a questo appuntamento con voi" ha detto il ministro Paolo De Castro rivolgendosi ai giornalisti che affollavano la Sala Verde del Mipaaf per la programmata Conferenza di inizio anno, conferenza che molti si aspettavano sospesa per la delicata situazione politica. Alla Conferenza erano presenti anche il capo dipartimento delle Politiche di sviluppo del Mipaaf, Giuseppe Ambrosio, e il capo di gabinetto, Ezio Castiglione.

"Non vedo perché interrompere l'attività" afferma convinto il ministro facendo riferimento alle emergenze che affannano comunque la nostra agricoltura in questo momento, non ultime "le vicende dello zuccherificio di Jesi" e dopo la conferenza ha spiegato di voler trovare una soluzione per questa delicata vertenza.
Parlando del 2008 il ministro lo definisce "l'anno della Conferenza nazionale" che di qui a breve comincerà la fase operativa con il primo dei Forum tematici programmati. Il percorso della Conferenza come "un momento di riflessione che deve coincidere con la consapevolezza del ruolo dell'agricoltura nella società e a difesa dell'ambiente per dare sviluppo al Paese".
 
Il 2008 sarà dunque un anno di grandi sfide "sia per ragioni di politica nazionale che europea", ha sottolineato alludendo in particolare sul fronte Ue al dibattito in corso sullo stato di salute della Politica agricola comune.
Il ministro si sofferma sulla Finanziaria che, ripete, "si compone di tre pezzi". In maniera molto esemplificativa parla del tesoretto, della finanziaria 2008 e del collegato sul welfare, ai quali si interseca un quarto elemento il cosiddetto "milleproroghe". "Non sono pezzi isolati ma parte integrante di un organico piano di interventi" ci tiene a precisare il ministro De Castro passando poi ad analizzare i punti fondamentali, i cardini, della strategia governativa per il settore agroalimentare, forestale e della pesca.
Si parte dal potenziamento dell'export, la "via internazionale" dello sviluppo agroalimentare, più che un'opzione, oggi un vero percorso obbligato. L'export italiano nel 2007 si è concretizzato in 24 miliardi di euro con tassi di crescita in forte espansione.
Poi il consolidamento del mercato interno, una seconda priorità legata al rafforzamento della competitività e distintività delle produzioni e filiere nazionali. " Gli standard di qualità e i controlli sono la principale arma per difenderci da una concorrenza sleale" puntualizza il ministro che stigmatizza quanto stia a cuore al Governo proprio il sostegno alle imprese.
Ed ecco infine la terza priorità. La multifunzionalità. Si traduce negli investimenti sui nuovi servizi e nelle nuovi funzioni delegate o delegabili all'agricoltura.

De Castro non vuole enfatizzare i risultati dell'attività del 2007, dai provvedimenti in sede Ue alla capillare azione diplomatica e di supporto commerciale con le importanti missioni in alcune nazioni chiave dal punto di vista delle relazioni commerciali. Così come gli interventi a carattere nazionale: dal contrasto al rincaro dei prezzi agricoli, alla definizione dei Piani di settore, all'accordo sui crediti Inps, al pacchetto "Damiano-De Castro" per il welfare agricolo agli accordi per i progetti di riconversione dei 14 zuccherifici e ancora altro. Il tutto viene semplicemente enunciato dal ministro con poche note di commento.
Del resto la Finanziaria 2007 e i nuovi traguardi della 2008-2010 saranno oggetto di una edizione cartacea, di cui sapremo a breve, e che darà una rappresentazione organica delle politiche del Governo nel settore.

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