Corpo 8, strada in salita

Molti i settori ancora in affanno per l'emergenza sanitaria. La prossima Pac ci darà più soldi. Un patto per rilanciare l'export. Braccianti, partita ancora aperta. Questi alcuni degli argomenti affrontati da quotidiani e periodici sui temi dell'agroalimentare dal 5 all'11 giugno

Angelo Gamberini di Angelo Gamberini

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Corpo 8 è la dimensione del carattere di stampa che con maggiore frequenza si incontra sui quotidiani

In breve

  • I prezzi dei prodotti agricoli continuano a scendere, mentre i consumi non si riprendono. E' uno scenario improntato al pessimismo quello immaginato dalla Fao.
  • Il prezzo del Parmigiano Reggiano è ai minimi storici. E il Consorzio di tutela si prepara ad assumere iniziative straordinarie.
  • Mai così in basso le quotazioni dei suini e le organizzazioni del settore invocano aiuti.
  • Per il mais e per il tabacco siglati accordi di filiera, grazie ai quali questi settori potranno riprendere fiato.
  • Bruxelles si prepara ad aumentare le risorse destinate alla prossima Pac. Per l'Italia gli aumenti più significativi.
  • Poche le richieste di regolarizzazione per le persone da avviare al lavoro sui campi. Continua intanto l'arrivo di manodopera straniera esperta.
  • L'ondata di maltempo ha causato numerosi danni. Fra le coltivazioni più colpite la frutta, il mais, la soia e i vigneti.
Questi sono solo alcuni degli argomenti incontrati sui quotidiani in edicola in questi ultimi giorni. Vediamoli più in dettaglio di seguito.



I mercati

E' un quadro a tinte fosche quello che emerge dalla lettura dei giornali sull'andamento dei mercati.
Si inizia il 5 giugno con "Il Sole 24 Ore", che sintetizza i dati raccolti dalla Fao a proposito dell'andamento dei prezzi agricoli, tutti in flessione secondo il "Fao Food Index".

Entrando poi nel dettaglio delle singole filiere, troviamo il Parmigiano Reggiano alle prese con un calo dei prezzi che si aggira sul 40%, come si legge sulla "Gazzetta di Reggio".
Una caduta verticale che il Consorzio di tutela di questo formaggio si appresta a contrastare mettendo in pista una serie di interventi, dei quali si parla su "Il Sole 24 Ore " del 9 giugno, e fra questi il ritiro dal mercato di un ingente quantitativo di forme.
Ne dà conferma con una breve notizia "Il Resto del Carlino" dell'11 giugno, specificando che saranno ritirate 320mila forme in stagionatura tra la fine del 2019 e i primi mesi dell'anno in corso.

Nel novero dei settori in crisi spicca quello dell'allevamento suino, del quale scrive "Repubblica" dell'8 giugno, denunciando che i prezzi del vivo sono scesi ad appena un euro al chilo.
A dispetto di questa caduta dei prezzi la crisi si allarga ai prosciutti, la cui stagionatura è iniziata circa un anno fa, quando i prezzi dei suini erano alle stelle. Così Assosuini lancia dalle pagine di "Italia Oggi" del 10 giugno un appello, chiedendo aiuti per il settore.

In forte difficoltà infine il settore delle macchine agricole.
Per questo comparto il conto del lockdown arriverà dopo l'estate e a parere de "Il Sole 24 Ore" dell'11 giugno il saldo sarà fortemente negativo, sino a un miliardo di fatturato "bruciato".


Olio e tabacco

All'elenco delle filiere in sofferenza si aggiunge quella dell'olio.
Le vendite, scrive "Il Messaggero" del 5 giugno riferendosi alle produzioni del viterbese, risentono degli effetti sui mercati dell'emergenza sanitaria.

E' sull'olio di girasole che si concentra l'attenzione de "Il Resto del Carlino", che si sofferma sull'accordo raggiunto da Olitalia e filiera agricola marchigiana per valorizzare la produzione nazionale.

Accordo raggiunto anche per il tabacco, coltura diffusa in particolare in Veneto e Umbria.
Ne parla il 9 giugno "Il Gazzettino" a proposito dell'intesa fra industrie del settore e rappresentanze dei produttori, con la quale si prevedono investimenti per 500 milioni di euro in cinque anni.
 

Un accordo per il mais

Fra i settori in difficoltà va aggiunto il mais.
Ma per questa coltivazione è già pronto un accordo che coinvolgendo tutta la filiera prevede una serie di premi per quanti producono qualità, a partire dall'impiego di sementi certificate.

I dettagli si possono leggere sul quotidiano cremonese "La Provincia" del 6 giugno. Ulteriori approfondimenti si trovano il 9 giugno sulla "Gazzetta di Parma".


Più soldi per la Pac

Di fronte a tante notizie negative, non possono che essere accolte con ottimismo le notizie che parlano di un aumento delle risorse europee per la prossima Pac.
Stando alle anticipazioni fornite da "Il Messaggero" del 7 giugno, le proposte di riduzione degli aiuti comunitari sono rientrate e ora all'Italia andrebbe la quota maggiore dei fondi comunitari.

Non accade altrettanto quando si parla di aiuti al settore vinicolo. "Il Sole 24 Ore" del 6 giugno evidenzia infatti che l'Italia destina a questo settore risorse assai inferiori a quelle messe a disposizione  dalla Francia.

Più consistenti invece i fondi e i progetti destinati al rilancio dell'export. Si tratta, come scrive "L'Arena" del 10 giugno, di un vero e proprio "patto" per rilanciare il settore agricolo sui mercati stranieri.
 

Braccianti, dibattito aperto

Il tema della carenza di manodopera per il lavoro sui campi continua a raccogliere l'interesse dei quotidiani.
Mentre "La Stampa" del 5 giugno segnala che sono molti gli italiani che si propongono per i lavori agricoli, nello stesso giorno "La Verità" punta il dito contro i modesti risultati della sanatoria prevista per i migranti irregolari.

Il ridotto numero di domande di regolarizzazione, spiega "Italia Oggi" del 6 giugno, sono legati a numerosi fattori e fra questi la scarsa chiarezza sui costi e sulle modalità per l'emersione del lavoro irregolare.
Analogo il punto di vista de "Il Sole 24 Ore" in edicola l'8 giugno, che evidenzia le difficoltà per i requisiti necessari, che portano a precludere a molti la possibilità di accedere al permesso di soggiorno temporaneo.
Una conferma degli scarsi risultati raggiunti dal progetto di sanatoria la si legge su "Repubblica" del 10 giugno, dove si apprende che le richieste sono state appena 9500.

Critico il commento pubblicato il 7 giugno giugno da "Il Fatto", che giunge a supporre che si trattasse di una emergenza non reale.
Ma così non è visto che gli agricoltori continuano ad organizzarsi per far giungere in Italia manodopera esperta. La conferma arriva il 7 giugno da "Il Messaggero", che racconta l'arrivo di numerosi altri braccianti stranieri all'aeroporto di Pescara.
 

Pioggia e grandine

A complicare le vicende dell'agricoltura si aggiungono le bizzarrie climatiche delle ultime settimane.
In provincia di Cuneo, scrive "Il Giornale" del 5 giugno, i danni per le grandinate hanno compromesso la totalità delle coltivazioni di kiwi, mele e pesche.

Le conseguenze del maltempo non si limitano al Piemonte, come puntualizza "Cronache di Caserta" del 5 giugno, ma si estendono all'agricoltura di tutta l'Italia.
In Veneto le forti grandinate descritte da "Il Mattino di Padova" del 7 giugno sono arrivate a danneggiare fortemente le coltivazioni di mais.
Lo conferma anche la "Tribuna di Treviso" dell'8 giugno, per lamentare danni da grandine non solo sulla frutta, ma anche sulle coltivazioni di mais e in particolare sui vigneti di Prosecco.
 

Aiuti in vista

Sono in arrivo gli aiuti per fronteggiare i danni subiti con gli attacchi della cimice asiatica.
A disposizione ci sono 80 milioni di euro e la "Voce di Rovigo" del 5 giugno spiega come vanno presentate le domande.

Dalla "Nuova Ferrara" dell'11 giugno arriva però un nuovo allarme per le numerose segnalazioni di ulteriori danni per la presenza di questo insetto. Ma tutto è pronto per avviare il piano della regione Emilia Romagna per il lancio della vespa samurai, nemica naturale della cimice asiatica.

Un aiuto ai giovani agricoltori arriva dalla circolare dell'Inps con le indicazioni operative per l'esonero contributivo. Come dettagliato da "Italia Oggi" dell'11 giugno, l'esonero riguarda anche i familiari e si estende per 24 mesi.

Sono invece fermi gli aiuti destinati a fronteggiare l'emergenza Xylella, che nel frattempo, come scrive "Il Sole 24 Ore" del 6 giugno, continua ad avanzare.

Migliorano intanto i dati sull'impiego di agrofarmaci, il cui uso è ora molto più mirato rispetto al passato.
Negli ultimi dieci anni, conferma una breve nota su "Il Resto del Carlino" del 7 giugno, il loro impiego si è ridotto di quasi il 40%.

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