Il 31 gennaio 2019 segna la svolta verso una fase alta di confronto tra gli agricoltori di Puglia e le istituzioni sul tema dell’olivicoltura. Una giornata che non mancherà di avere contraccolpi politici forti.

Caduti nel vuoto gli appelli del coordinamento nazionale di Agrinsieme e del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, volti a chiedere al governo un decreto legge ad hoc per dare norme certe ed indennizzi agli olivicoltori colpiti dalle gelate e dalla Xylella, in serata di ieri i Gilet arancioni, in un’assemblea tenutasi a Ruvo di Puglia, alla quale hanno partecipato oltre 500 agricoltori, hanno fissato una data simbolica per una grande manifestazione di protesta a Roma – da tenersi il 14 febbraio prossimo, giorno di San Valentino – contro il governo, dal quale tarda ad arrivare una risposta sulle vertenze aperte. Le richieste sono note: indennizzi per le gelate del febbraio-marzo 2018 ed un piano di rigenerazione dell’agricoltura per la zona infetta colpita dalla Xyella fastidiosa che sia organico e preciso e recuperi anche i 70 milioni promessi dall'esecutivo nell'autunno scorso.

Poco prima l’assessore all’Agricoltura Leonardo di Gioia da Bari aveva annunciato il varo in giunta di un disegno di legge che prevede il commissariamento dell’Arif, e la definitiva assegnazione all’agenzia dei compiti già svolti in via straordinaria di monitoraggio e di abbattimenti delle piante infette da Xylella fastidiosa.

Ma proprio su questo tema, Coldiretti Puglia scopre che i soldi assegnati all’Italia dalla Commissione Ue per il monitoraggio di otto organismi patogeni da quarantena – tra i quali la Xylella fastidiosa – sono pochi, appena 3 milioni di euro. Briciole secondo Coldiretti Puglia. E che diventerebbero ancora meno, se con quei soldi si finanziasse anche una fitta maglia di trappole per verificare in Campania la presenza della Mosca orientale della frutta, la cui presenza è stata notificata a Bruxelles dal Servizio fitosanitario centrale della Regione Campania il 2 novembre 2018.
 

A San Valentino tutti a Roma, per amore della terra

I trattori dei Gilet arancioni puntano verso Roma: il 14 febbraio le organizzazioni agricole che hanno fondato questo movimento della terra – Agci, Associazione frantoiani di Puglia, Cia, Confagricoltura, Confcooperative, Copagri, Italia olivicola, Legacoop, Movimento nazionale agricoltura, Unapol, Liberi Agricoltori - daranno vita ad una grande manifestazione di protesta, insieme ai sindacati degli operai e ai sindaci, contro il governo, disattento alle richieste degli agricoltori del Sud, per sensibilizzare l’approvazione di misure vere in favore dell’olivicoltura pugliese ed italiana, colpita da calamità naturali senza precedenti. A precedere la grande mobilitazione degli agricoltori pugliesi ci saranno presidi fissi in diversi Comuni della Puglia.

“Siamo una fabbrica a cielo aperto, la più importante in Puglia ed in Italia, non arretriamo nemmeno di un millimetro: è una questione di dignità - spiega il portavoce dei Gilet arancioni, Onofrio Spagnoletti Zeuli -. La data della manifestazione è simbolica: il giorno di San Valentino rinnoviamo la promessa d’amore alla nostra terra.
La prossima settimana sarà dedicata alle assemblee nelle città olivicole più rilevanti della Regione, da Cerignola a Leuca, verranno anche pianificati i percorsi che seguiranno i trattori che partendo da ogni angolo della Puglia arriveranno a Roma il 14 febbraio. Sono in programma anche diversi incontri con gli olivicoltori delle altre regioni italiane che in massa stanno manifestando solidarietà e sostegno al movimento pugliese.
“Il 14 febbraio sarà mobilitazione nazionale, bisogna salvare realmente l’olivicoltura italiana - conclude Spagnoletti Zeuli -. Serve un decreto con risorse reali ed una serie di interventi per rilanciare uno dei settori più importanti dell’agricoltura italiana”.
 

Di Gioia, all'Arif pieni poteri sulla Xylella e arriva un commissario

E’ stato intanto approvato il 30 gennaio dalla Giunta regionale della Puglia, su proposta dell’assessore alle Risorse agroalimentari, Leonardo di Gioia, il disegno di legge che modifica la legge regionale n.3 del 25 febbraio 2010, istitutiva dell’Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali. All’Arif, nella proposta, vengono così attribuite anche funzioni di supporto all’Osservatorio fitosanitario nella gestione della Xylella fastidiosa, ovvero monitoraggio, prevenzione, estirpazione e comunicazione.

L’Agenzia  svolgerà, tra le altre cose, anche attività istruttoria per l’eventuale riconoscimento alle aziende agricole di contributi finanziari a fronte dei costi sostenuti per l’attuazione delle misure fitosanitarie e attività amministrativa in materia di interventi conseguenti a calamità naturale da Xylella fastidiosa, finalizzata a garantire alle imprese agricole e alle aziende vivaistiche il diritto di accesso tempestivo al fondo di solidarietà nazionale.
“Oltre a ciò è prevista anche una riforma complessiva della macchina organizzativa al fine di implementare le nuove funzioni e riorganizzare il personale - sottolinea di Gioia - che sarà affidata ad un commissario straordinario per la durata di sei mesi”.
 

Coldiretti, appena 3 milioni per i monitoraggi dei patogeni da quarantena

Esprime delusione Coldiretti Puglia sull’iniziativa di di Gioia sull’Arif. E dall’organizzazione arriva un monito: “Solo nell'area infetta rientrano 183mila ettari e 22 milioni di alberi e contro il dilagare della Xylella che è arrivata a Monopoli i fondi Ue per monitoraggi e test di campionamento, 3 milioni di euro per tutto il territorio italiano e per altri 7 patogeni della stessa categoria, sono solo briciole", commenta il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia. 
Sono saliti a 1,2 miliardi i danni provocati dal diffondersi della Xylella fastidiosa – ricorda Coldiretti Puglia - il batterio che provoca il rapido disseccamento dell'olivo, che avanza inesorabilmente in Puglia dove è comparsa per la prima volta nell'ottobre del 2012, quando fu data la prima segnalazione di anomali disseccamenti su un appezzamento di olivo. "Monitoraggio e campionamento sono attività cruciali – aggiunge il presidente Muraglia - considerato che non esiste ancora una cura per la batteriosi".