Italia, è crisi idrica non solo per il Po

Associazione nazionale bonifiche e irrigazioni

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Consorzi di bonifica impegnati ad ottimizzare ovunque la distribuzione irrigua: è questa l’immagine dell’Italia agricola in un momento ancora delicato per i processi colturali ed a fronte di risorse idriche, che stanno calando ovunque. Al Nord, stavolta non è il fiume Po a destare le maggiori preoccupazioni, bensì i grandi laghi. La situazione più grave è quella del lago di Garda: da mesi sotto le medie stagionali, ha ora raggiunto il minimo storico, toccando l’altezza idrometrica di cm 14,8 e limitando la portata dell’emissario Mincio. Sotto le medie stagionali, ma soprattutto in repentino calo, sono i livelli dei laghi d’Iseo (cm -4,4 sullo zero idrometrico) e di Como (altezza idrometrica cm 15); livelli discendenti anche per il lago Maggiore, oggi a cm 38,9. Unica situazione priva di preoccupazioni è quella lago d’Idro. “La generalizzata crisi idrica, che sta subendo l’intero Paese – commenta Massimo Gargano, presidente dell’Anbi, Associazione nazionale bonifiche e irrigazioni – conferma la necessità del sollecito varo di un Piano nazionale degli invasi. I dati dimostrano che all’inverno più siccitoso del nuovo millennio è seguito un maggio particolarmente piovoso, superato come precipitazioni in anni recenti solo dal mese del 2004 (allora caddero, mediamente sul Paese, mm. 54,4 di pioggia; quest’anno sono stati mm. 54) e da un giugno ricco di piogge. E’ lecito allora affermare che se tale “ricchezza caduta dal cielo” fosse stata raccolta in appositi bacini, oggi la situazione sarebbe meno grave per le campagne. Pur piovendo complessivamente un po’ meno, sono cambiate le modalità piovose: più concentrate nel tempo e nello spazio. Come Anbi abbiamo proposto un piano per la realizzazione di 40 invasi per un investimento complessivo di circa un miliardo di euro".

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