Meno sprechi, più produzione. Benvenuto digitale

L'utilizzo di strumenti di agricoltura digitale e di precisione permette agli agricoltori di razionalizzare l'utilizzo degli input produttivi e di aumentare le rese dei campi. A ringraziare è il portafogli e l'ambiente

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

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Climate FieldView permette di mappare le produzioni dei campi
Fonte foto: Climate Fieldview

Prosegue su AgroNotizie la rubrica dedicata a migliorare la conoscenza delle pratiche di uso sicuro e sostenibile degli agrofarmaci, obiettivo dell'iniziativa Bayer AgriCampus.
 
Per un uso consapevole degli agrofarmaci

Ogni agricoltore conosce bene i propri campi, ma questo spesso non basta a prendere decisioni tempestive o a mettere in atto delle strategie per ottenere il massimo dai propri appezzamenti e dagli input produttivi impiegati in azienda. In aiuto dell'agricoltore arriva la tecnologia che negli ultimi anni ha reso possibile lo sviluppo di piattaforme per l'agricoltura digitale e di precisione.

Uno degli esempi forse più noti è Climate FieldView, uno strumento sviluppato negli Stati Uniti da Monsanto (oggi Bayer) e disponibile anche in Italia, che permette all'agricoltore di monitorare i propri campi e di applicare gli input produttivi (semi e fertilizzanti) a dosi variabili.
 

Un occhio sempre puntato sui campi

Non sempre è possibile entrare in campo per controllare la crescita della coltura e per chi ha molti appezzamenti, magari sparsi sul territorio, fare i sopralluoghi è particolarmente oneroso. Per fortuna l'Agenzia spaziale europea ha messo in orbita una costellazione di satelliti che scattano fotografie del terreno ogni cinque giorni e sono usate come fonte dati da diverse società del settore, come FieldView, che fornisce quattro tipologie di mappe per monitorare i campi.
 
  • Mappa del visibile. È una 'semplice' fotografia del campo in cui è possibile vedere a colpo d'occhio se ci sono dei problemi, come aree di terreno spoglio, vegetazione ingiallita o allettata.
  • Mappa di vegetazione. È una mappa che elabora i dati satellitari per fornire attraverso una scala di colori (dal giallo-marrone al verde scuro) una indicazione sulla presenza di biomassa in campo. In questo modo è possibile distinguere le aree più o meno rigogliose.
  • Mappa di salute. Fornisce informazioni sullo stato di salute della coltura. Il colore verde scuro indica piante vigorose, mentre il rosso piante in stress. FieldView non è in grado di dire quale sia la causa del basso vigore, ma l'agricoltore può andare ad eseguire un sopralluogo mirato nella zona segnalata con il colore rosso.

Un esempio di mappa di salute. La mappa mostra mais in stress (colore rosso). Un sopralluogo ha verificato la presenza di elateridi
Un esempio di mappa di salute. La mappa mostra mais in stress (colore rosso). Un sopralluogo ha verificato la presenza di elateridi
 
  • Mappa di evapotraspirazione. Molto utile specialmente per le colture che risentono degli stress idrici, questa mappa riporta la quantità di acqua evaporata dal terreno e consumata dalla pianta ed è dunque utile per programmare le irrigazioni. Anche in questo caso si usano dei colori: giallo significa basso consumo di acqua (la pianta è in stress idrico) mentre il blu scuro alto consumo (la pianta ha acqua a disposizione per un corretto metabolismo).

Immagine reale, biomassa, evapotraspirazione e salute

"Attraverso l'utilizzo dei colori FieldView semplifica enormemente l'interpretazione dei dati e permette all'agricoltore di monitorare l'evoluzione della propria coltura", spiega ad AgroNotizie Fabio Roverso, responsabile della piattaforma Climate FieldView per l'Italia. "Una coltura a taglia bassa è più facilmente controllabile ad occhio, ma per il mais o il frumento è davvero difficile sapere cosa sta accadendo all'interno di un appezzamento, soprattutto se di diversi ettari".
 
 

Dosi variabili: risparmio senza rinunce

Come sanno bene gli agricoltori il terreno di un campo non è omogeneo, ma cambia di zona in zona. Ci possono essere aree a medio impasto, parti sabbiose, sezioni in cui ristagna l'acqua o che sono in ombra. Nonostante questa consapevolezza i campi sono oggi gestiti in maniera uniforme: stessa quantità di sementi e fertilizzanti ad ettaro su tutto il campo. Sarebbe tuttavia più corretto applicare i mezzi tecnici a dosi variabili, partendo dalle caratteristiche del terreno.

L'obiettivo dell'agricoltura di precisione altro non è che gestire la variabilità del campo, raggiungendo il massimo livello di produttività del terreno utilizzando la quantità minima di input necessari. "Ottenere tanto dove il terreno lo permette ed evitare di sprecare seme e fertilizzante dove il terreno è poco fertile", spiega Roverso. "D'altronde in un periodo in cui il mercato non remunera l'agricoltore come dovrebbe è fondamentale stare attenti ad ogni centesimo".

Ma come fare ad applicare gli input produttivi a rateo variabile? Tutto inizia con un piccolo apparecchio, chiamato FieldView Drive. Uno strumento che si attacca alla porta Isobus delle trebbie o delle trince dotate di sensore di carico e che registra i dati della produttività del campo, metro per metro.
 
Climate FieldView Drive può essere montato direttamente in cabina
Climate FieldView Drive può essere montato direttamente in cabina

Ne risulta una mappa in cui sono segnate, con colori diversi, le aree di campo molto produttive (verde scuro), quelle medie (verde chiaro-giallo) e quelle con scarsa produttività (rosso). Selezionando una zona è poi possibile sapere qual è la produzione puntuale.

In questo modo su una mappa digitale si ha la conferma, con un dettaglio elevato, di quello che l'agricoltore ha sempre saputo: ci sono zone del campo più produttive di altre.

A sinistra una mappa di produzione, a destra una mappa di prescrizione con due diverse densità di semi/ettaro
A sinistra una mappa di produzione, a destra una mappa di prescrizione con due diverse densità di semi/ettaro

È interessante però l'utilizzo che si può fare di questa informazione. Grazie a FieldView è possibile generare delle mappe di prescrizione per applicare sementi e fertilizzanti a dosi variabili.

"Se un'area del campo è caratterizzata da terreno sciolto potrò decidere di applicare meno seme e meno fertilizzante, mentre potrò spingere di più la produzione su altre aree, dove le caratteristiche del terreno lo consentono", sottolinea Roverso. In questo modo si evitano gli sprechi e si ottiene il massimo dalle zone con maggiore potenzialità produttiva.

Ma come si creano e si usano le mappe di prescrizione? Basta selezionare l'appezzamento, delimitare le aree di campo a diversa produttività e assegnare ad ognuna la quantità di seme o fertilizzante per ettaro. Il sistema genera poi una mappa che caricata su una attrezzatura a rateo variabile permette l'applicazione dell'input come prescritto, senza ulteriori interventi dell'agricoltore.
 

Agricoltura di precisione, non solo per i grandi

Spesso si ritiene che utilizzare strumenti per l'agricoltura di precisione sia remunerativo solamente per le grandi aziende agricole. Così non è. Anche i piccoli-medi agricoltori, magari supportati da contoterzisti 4.0, possono trarre beneficio da questi strumenti. Occorre sempre fare delle valutazioni sulle singole realtà.

FieldView può essere usato per un gran numero di colture (dal mais alla soia, passando per la patata e la bietola) ed è utile all'azienda nel suo complesso. La versione base permette infatti di monitorare i campi (senza limiti di estensione), mentre quella premium di gestire gli input produttivi. Ogni azienda può dunque scegliere il livello di innovazione da adottare. Certamente più l'azienda è grande maggiori sono le economie di scala, ma anche le aziende di dimensioni ridotte possono ottenere dei benefici.
 

Produttività e sostenibilità a portata di mano

In un contesto in cui i margini di guadagno sono sempre più risicati, per l'agricoltore diventa strategico eliminare gli sprechi e massimizzare il ritorno sugli investimenti. E una piattaforma digitale come FieldView permette di trasformare dati complessi, come quelli satellitari, in informazioni prontamente utilizzabili.

Per questo è l'agricoltore il primo a dire #iocitengo, l'hashtag scelto da Bayer per l'iniziativa AgriCampus.

"Ma la sostenibilità economica va a braccetto con quella ambientale. Applicare fertilizzanti solo dove serve riduce il carico per l'ambiente. E poter monitorare l'evoluzione di una malattia o di una infestazione di insetti consente di utilizzare gli agrofarmaci solo se necessario", conclude Roverso.
 
 
Bayer AgriCampus è un'iniziativa lanciata da Bayer Crop Science Italia con l'obiettivo di promuovere l'uso consapevole degli agrofarmaci.
Image Line è partner e su AgroNotizie ha creato una rubrica per ospitare i contributi provenienti da Bayer e dai partner di AgriCampus.
Consigli tecnici che se seguiti si traducono in vantaggi sia per l'agricoltore che per l'ambiente e i consumatori. Perché per tutti gli attori della filiera vale l'hashtag #iocitengo

Appuntamento a marzo per la nuova puntata di Bayer AgriCampus dedicata alla difesa integrata.