Cibus 2021, innovazione per il rilancio dell'agroalimentare

Etichettatura, giovani, indicazioni geografiche e gli effetti che le transizioni climatiche, digitali e sociali hanno avuto sulle imprese. Sono questi alcuni dei temi che hanno tenuto banco alla manifestazione che si è conclusa a Parma lo scorso 3 settembre

cibus-2021-by-cristiano-spadoni-agronotizie.jpg

Cibus si è tenuto a Parma dal 31 agosto al 3 settembre 2021
Fonte foto: Cristiano Spadoni - AgroNotizie

Quasi 40mila visitatori di cui 2mila dall'estero e 2mila aziende espositrici. Sono questi i numeri della 20esima edizione di Cibus, definita dal ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti come "Una scommessa vinta", visitando gli stand della manifestazione a Parma. "Quando quattro mesi fa si è scelto di fare questa fiera sorsero degli interrogativi. Come autorità politica di Governo dobbiamo ringraziare tutti quelli che accettano di fare queste scommesse e permettono al Paese di vincerle" ha detto.

Alla kermesse, conclusasi lo scorso 3 settembre, tante le innovazioni presenti che i visitatori hanno potuto scoprire, "Perché Cibus è esattamente questo: la capacità di innovazione del nostro agroalimentare che incontra una crescente domanda mondiale di authentic Italian" ha detto il ceo di Fiere di Parma, Antonio Cellie.

Gli effetti sulle imprese delle transizioni climatiche, digitali, sociali sono stati analizzati in occasione del World Food Research and Innovation Forum, tenutosi nell'ultima giornata di Cibus. "I consumatori sono molto attenti a queste problematiche - ha detto il ministro Giorgetti intervenendo al convegno - ma dobbiamo anche essere realisti e responsabili nel difendere gli interessi nazionali, consapevoli che le decisioni che prendiamo hanno poi un riflesso sulla vita reale delle nostre imprese".
 
Promosso dalla Regione Emilia Romagna, dalle Università di Bologna, Parma, Modena e Reggio Emilia, Ferrara, Università Cattolica e altri, il World Food Research ha visto intervenire inoltre Erika Andreeta, partner PwC Italia: "Se vogliamo cogliere realmente i benefici delle risorse finanziarie messe a disposizione dalle istituzioni e continuare a rimanere competitivi nello scenario globale, è fondamentale investire proficuamente in formazione, con l'attuazione di progetti mirati allo sviluppo di competenze per l'utilizzo consapevole delle nuove tecnologie da parte degli addetti ai lavori".

L'intervento di PwC è stato fatto durante la sessione "Come reagire e ripartire dopo la pandemia: la resilienza delle imprese per il futuro dei sistemi alimentari e Next generation EU" moderata da Sara Roversi, ceo del Future Food Institute. Nella stessa sessione sono interventi, tra gli altri, Simona Caselli, presidente Areflh Europe, che ha portato all'attenzione del pubblico il tema agricoltura e Mauro Fontana, presidente del Cluster Tecnologico Nazionale Agrifood, di cui Image Line è partner.
 


I giovani a Cibus

"Pnrr: strumenti per i giovani imprenditori dell'agroalimentare" è il titolo del convegno organizzato dai Giovani di Confagricoltura, Anga, e di Federalimentare che si è tenuto il 2 settembre a Cibus. Alessandro Squeri, presidente dei Giovani di Federalimentare ha detto: "La sostenibilità è un tema centrale ma non possiamo permettere che diventi un sinonimo di decrescita. Essa deve essere intesa in termini di innovazione per tutta la filiera, senza però che questo diventi un limite". "La filiera alimentare italiana è tra le più sostenibili al mondo - ha sottolineato Squeri -. Ovviamente puntiamo a migliorarci ma non possiamo più permettere di essere additati come gli imprenditori che inquinano".

La centralità della sostenibilità è testimoniata anche dal Pnrr che "stanzia per la rivoluzione verde e la transizione ecologica più del 30% del totale (quasi 60 miliardi)" ha detto Claudio Calvani del gruppo di consulenza Vva, Valdani Vicari e Associati, dedicato alla media impresa. "Di questi - ha esposto Calvani - circa 2,8 miliardi sono dedicati all'agricoltura sostenibile e all'economia circolare con investimenti che riguardano lo sviluppo di una filiera agricola e alimentare smart e sostenibile, con meno sprechi, più tracciabilità e digitalizzazione logistica; un parco agrisolare per ridurre consumi energetici del settore agroalimentare e innovazione e meccanizzazione nel settore".
 

Informazione nutrizionale e il "NoNutriscore"

Sul tema dell'etichettatura nutrizionale dei prodotti alimentari va registrata la posizione di Confagricoltura, espressa il 1° settembre nel corso del convegno "L'informazione nutrizionale in Europa". "La partita che si gioca è ampia - ha detto Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura - perché riguarda il futuro dell'agricoltura italiana e dell'industria alimentare, è la partita tra il cibo sintetico e quello generato dalla terra. Va detto che a livello europeo le posizioni sul Nutriscore, inizialmente contrarie alla posizione italiana, stanno cambiando. Insieme a tutta la filiera possiamo vincere la battaglia a difesa della corretta informazione, dell'agricoltura e di tutto il comparto agroalimentare".

Alla notizia annunciata a Cibus da Francesco Pugliese, amministratore delegato di Conad, di essere contrario al sistema Nutriscore, in vigore in Francia e altri paesi europei, antagonista al Nutrinform Battery sostenuto dall'Italia ecco il commento di Paolo De Castro, coordinatore s&d alla Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo: "Una presa di posizione chiara e netta che rafforza il sistema di etichettatura adottato dall'Italia, nell'interesse delle imprese agroalimentari e dei consumatori". "L'annuncio pubblico di Pugliese - spiega De Castro - sgombra il campo da equivoci sul rapporto che la prima sigla distributiva in Italia vuole continuare ad avere con i suoi fornitori, imprese agricole e di trasformazione, e con i consumatori, i quali hanno il diritto di essere informati correttamente sui prodotti esposti negli scaffali dei punti vendita, con etichette fronte pacco che lasciano libertà di scelta e non condizionano gli acquisti".
 

Indicazioni geografiche: risorse intangibili dell'agroalimentare made in Italy

La crescita economica delle aziende mondiali è oggi legata alle risorse intangibili e questo vale in buona parte anche per le filiere agroalimentari che hanno un ingente capitale intellettuale ancora da valorizzare.

Grazie al sistema dop igp, l'Italia ha le più importanti risorse intangibili di settore a livello globale e, quindi, il potenziale per valorizzare le Pmi agroalimentari, per accedere al credito e per realizzare progetti internazionali che consentano di crescere e di esportare su tutti i mercati.
È questa la nuova visione di sviluppo presentata da Qualivita a Cibus con gli interventi del presidente Cesare Mazzetti e del direttore Mauro Rosati nell'ambito del convegno "Il made in Italy agroalimentare e le indicazioni geografiche. Le strategie per spingere la crescita" alla presenza del ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli e dei principali attori dei settori agroalimentare, distribuzione e finanza.

"È ormai chiaro - ha affermato Mauro Rosati, direttore generale della Fondazione Qualivita - che serve patrimonializzare e finanziare la crescita delle Pmi agroalimentari italiane per aumentare il potenziale di offerta all'estero dove è forte la richiesta di qualità made in Italy. L'Italia ha una opportunità in più con le indicazioni geografiche che, se ben gestite, rappresentano asset intangibili capaci di dare alle imprese valori di mercato molto più elevati di quelli attuali".

"Fare una fotografia del capitale intellettuale generato nelle filiere dai prodotti dop igp - ha aggiunto Rosati -, può servire ad attrarre finanza e partnership di alto livello utili per accelerare la crescita. Nella fase attuale in cui le risorse intangibili sono il grande serbatoio di valore delle economie globalizzate, l'alimentare italiano, con il suo knowhow, le certificazioni, gli usi tradizionali di produzione, può accrescere la propria dimensione e trovare un posizionamento internazionale più forte, oggi appannaggio solo delle grandi multinazionali".
 


Arrivederci a Parma dal 3 al 6 maggio 2022

La soddisfazione degli stakeholder è stata sottolineata da Gino Gandolfi, presidente di Fiere di Parma: "Questa edizione di Cibus ha pienamente conseguito gli obiettivi che si era posta. Le tante attestazioni di apprezzamento da parte delle aziende espositrici, delle associazioni aderenti a Federalimentare e dei consorzi di tutela, mi consente di poter dire che Cibus 2021 è una sfida vinta dalla community agroalimentare. Voglio anche sottolineare l'attenzione del mondo politico, con la partecipazione di tre ministri e dei principali attori della filiera: agricoltura, industria, grande distribuzione e mondo dell'horeca. Sulla scia di questo successo, stiamo già lavorando per una edizione record di Cibus, che si terrà a Parma il 3 maggio 2022".

Ti è piaciuto questo articolo?

Registrati gratis

alla newsletter di AgroNotizie
e ricevine altri

Unisciti ad altre 264.259 persone iscritte!

Leggi gratuitamente AgroNotizie grazie ai Partner