Gestione del rischio agricolo, quando le polizze non bastano

I cambiamenti climatici sono sempre più impattanti su rese e qualità e oggi gli agricoltori hanno a disposizione degli strumenti in più: dai Fondi mutualistici fitopatie agli Ist, Strumenti di stabilizzazione del reddito. Guarda le videointerviste

Barbara Righini di Barbara Righini

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Con i fondi Ist l'agricoltore che aderisce si tutela contro improvvisi sbalzi di reddito dovuti a condizioni avverse di mercato (Foto di archivio)
Fonte foto: © Mongkol - Adobe Stock

Con i cambiamenti climatici sempre più impattanti su rese e qualità, gli imprenditori agricoli non possono più rimandare la riflessione su come gestire il rischio agricolo. Oltre alle classiche polizze assicurative agevolate, a disposizione ci sono oggi interessanti strumenti agevolati complementari: dai Fondi mutualistici fitopatie agli Ist, Strumenti di stabilizzazione del reddito (sottomisure 17.2 e 17.3 del Psnr). Si è parlato anche di questo, analizzando le possibilità a disposizione delle aziende, al recente AgriRisk Management Festival, voluto da Asnacodi, con la collaborazione di Codipra e Condifesa.
Sono diversi ormai i Fondi fitopatie agevolati e gli Ist attivi, secondo dati resi noti di recente da Mauro Serra Bellini, responsabile di Misura di gestione dei rischi del Psnr (Mipaaf), sono cinque i soggetti, fra quelli riconosciuti dal ministero e in attesa di riconoscimento, a gestire fondi agevolati (in totale dieci fra fitopatie e Ist), l'offerta di strumenti complementari comincia quindi a essere consistente. Fra gli argomenti che hanno tenuto poi banco durante la conferenza d'apertura del festival, "Agricoltura: l'innovazione in un'epoca di cambiamenti" e durante i dodici workshop tematici della prima giornata del festival, anche l'importanza delle nuove tecnologie, nel quadro della gestione del rischio agricolo.

Con i Fondi mutualistici contro rischi climatici, fitopatie, infestazioni parassitarie e malattie degli animali, gli agricoltori hanno la possibilità, aderendo e versando quote minime, di tutelarsi, per quanto riguarda le rese, rispetto ad avversità che non trovano sufficienti coperture con le polizze. I fondi sono agevolati, ciò significa che godono di un contributo pubblico. Il 70% del costo di adesione è infatti coperto con risorse pubbliche. Con il regolamento transitorio Pac, valido per 2021 e 2022, la soglia di accesso ai contributi di questi fondi e anche degli Ist (vedi dettaglio nel prossimo paragrafo) si è abbassata dal 30% al 20%.

"Con questi fondi - ha detto Giorgio Gaiardelli, presidente Codipra - copriamo fitopatie, per esempio, che non trovano copertura con le polizze. Copriamo cimice asiatica, Drosophila suzukii o flavescenza dorata. Abbiamo circa 2.700 aderenti e abbiamo avuto risarcimenti per un centinaio di casi l'anno. I vantaggi del fondo sono molti, oltre al contributo comunitario, c'è il fatto che i versamenti fatti restano al fondo se l'evento non si verifica. Restano in cassa per il futuro".
 
 
Con i fondi Ist, acronimo che sta per Income stabilization tool, ovvero strumento per la stabilizzazione del reddito, l'agricoltore che aderisce si tutela contro improvvisi sbalzi di reddito dovuti a condizioni avverse di mercato. Anche in questo caso sono agevolati, il contributo pubblico è al 70% delle quote di adesione, si accede alle compensazioni con una soglia di danno superiore al 20% e l'indennizzo sarà compreso fra il 20 e il 70% della perdita subita. Per attivare il meccanismo però è necessario che si verifichi un "trigger event", ovvero un evento attivatore. A dichiararlo può essere Ismea oppure è il Comitato di gestione del fondo che chiede al ministero l'attivazione di un trigger locale.

"Ogni singolo agricoltore - ha detto il professore Samuele Trestini, Università di Padova - ha a disposizione da parte del fondo la sua situazione di partenza, un suo reddito di riferimento. Quando il suo reddito nell'anno corrente diminuisce di oltre il 20% rispetto a questo reddito di riferimento, potrà godere di una compensazione. Uno dei vantaggi dei fondi Ist è che la dinamica dei redditi dell'agricoltore acquisisce stabilità e ciò porta anche a vantaggi su coperture di assunzioni di impegni finanziari rispetto alle banche. Se il reddito è più stabile, avrà una capacità di restituire debiti più agevolata. Potenzialmente quindi potrebbe avere un rating finanziario migliore e ciò comporterebbe un costo dell'indebitamento più basso. Per quanto riguarda il 'trigger event', è una sorta di campanello d'allarme che scatta. La regola ha l'obiettivo di evitare di compensare le imprese per una cattiva gestione dell'impresa. Il trigger individua una condizione generalizzata di crisi e attiva la possibilità di avere una compensazione".
 

Se da un lato i Fondi mutualistici aiutano a dare continuità al reddito anche in annate particolarmente sfortunate, dall'altro la tecnologia e il digitale semplificano molto sia il lavoro dell'agricoltore sia quello di chi è preposto a controllare che i richiedenti abbiano effettivamente diritto a un risarcimento. "Sono fondamentali le nuove tecnologie - ha dichiarato Albano Agabiti, presidente di Asnacodi - se vogliamo strumenti sempre più raffinati e rispondenti alle esigenze degli agricoltori, dalle immagini satellitari ai rilievi a terra si arriva alle polizze tecnologiche che semplificano molto le polizze e consentono di capire meglio il rischio e di capire quando si concretizza, sono più economiche e più semplici da capire".

"Il primo vantaggio - gli ha fatto eco Giorgio Gaiardelli di Codipra - è la banca dati, riuscire a informatizzare tutta la banca dati, con le aziende classificate, informatizzare le polizze e i danni che ci sono, non lavorare più con il cartaceo è un grande vantaggio. Per esempio, per la polizza prato pascolo, riusciamo a vedere da satellite qual è il danno patito dall'agricoltore, senza rilievi puntali. L'innovazione è importante ma va trasmessa agli agricoltori attraverso le associazioni".

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Fonte: Agronotizie

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Tag: assicurazioni video reddito agricolo tecnologia fitopatie

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