Si è chiusa a Roma la conferenza nazionale “Acque irrigue per la crescita e il lavoro”, organizzata dall’Anbi in concomitanza con l'assemblea annuale. Ricco l’elenco dei relatori che hanno affrontato l’argomento sotto diversi punti di vista-

Il ministro Martina, molto resta da fare per ottimizzare le risorse
Il ministro dell’agricoltura, Maurizio Martina, si è soffermato soprattutto sull’aspetto finanziario e logistico, ricordando che quello dell’acqua è uno dei fronti più esposti nei rapporti fra Paesi e che i modelli idrici sono oggetto di un costante confronto internazionale. "In Italia, c’è ancora da lavorare per ottimizzare l’utilizzo delle risorse idriche – ha detto il ministro - anche se possiamo vantare esperienze innovative e d’avanguardia come i Consorzi di bonifica. L’Expo sarà una straordinaria opportunità per presentarle".
Sui fondi a disposizione il ministro ha parlato di due "grandi pilastri": il Programma operativo nazionale (Pon), dal quale arriveranno 300 milioni di euro, e un secondo costituito dai fondi europei – dove "si possono recuperare risorse non marginali". Rimangono da conteggiare "appuntamenti importanti in sede Cipe’ in cui si dovrebbe definire la traccia dei fondi di sviluppo e coesione", ha aggiunto il ministro, concludendo che "300 milioni in sette anni, destinati dal Pon al piano irriguo nazionale non sono molti, ma è meglio averli che no".

Paolo De Castro, serve visione di lungo periodo
Intervenuto in videocollegamento da Strasburgo, Paolo De Castro ha evidenziato la necessità di "una visione di lungo periodo della sostenibilità ambientale ed economica" incentrata sulla gestione delle risorse naturali. "Il tema centrale in Italia come in Europa, in una logica di lungo periodo, è la gestione delle risorse naturali oggi sottoposte ad un forte stress, derivante soprattutto dalla crescente domanda alimentare dai Paesi asiatici - ha dichiarato De Castro -. Dobbiamo quindi concentrarci sulla tutela di suolo e risorse idriche; non c’è alcuna concorrenza fra sostenibilità ambientale e sostenibilità economica".
"Il settore agricolo-alimentare è l’unico che sta crescendo nella difficile congiuntura economica del Paese e l’acqua ne è fattore determinante; non è più tollerabile alcuno spreco -  ha concluso -. In questo quadro, i Consorzi di bonifica hanno ed avranno un ruolo strategico; smettiamo, quindi, defatiganti discussioni sulla loro soppressione".

Moncalvo, presidente Coldiretti: necessario più pragmatismo
Il territorio si trova in una situazione di difficoltà sia in termini di dissesto idrogeologico che di un consumo di suolo che di fatto continua "nonostante le tante parole", ha detto il numero uno di Coldiretti, Roberto Moncalvo, che ribadisce l’insostenibilità a oltranza delle politiche di emergenza. "Mi sembra superfluo sottolineare l'importanza dell'irrigazione in agricoltura - ha spiegato - bisogna lavorare per contrastare i cambiamenti climatici, facendo leva su di una ‘sfida culturale’. Il tema delle risorse va affrontato con grande pragmatismo, individuando le giuste priorita' sulle quali lavorare e puntare".

Scanavino, presidente della Cia: valorizzare i Consorzi di bonifica
"Serve un riconoscimento della politica del ruolo svolto dal sistema delle bonifiche - ha asserito il presidente di Cia, Dino Scanavino -. Non si può continuare ad avere un sistema commissariato in alcune parti d'Italia. In questo modo non si dà l'idea dell'efficienza di strutture economiche importanti come i consorzi". Il presidente di Cia ha proseguito ricordando che il tema della gestione delle risorse idriche coinvolge anche nel suo complesso l'intera società, in particolare in tema di costruzione e manutenzione degli invasi, spesso elementi di tutela dei centri urbani. "È un tema che poco si percepisce e rispetto al quale dobbiamo svolgere un grande lavoro di comunicazione – ha concluso - in modo da uscire da una discussione sterile e ottenere consenso da un punto di vista sociale".

Guidi, presidente Confagricoltura: Ue assente sul tema della sussidiarietà
Secondo Mario Guidi in tema di bonifica e sussidiarietà l’Ue si sarebbe defilata e il governo soffrirebbe di ignoranza. Il presidente di Confagricoltura ha suggerito ai consorzi di cambiare nome, in quanto il termine ‘bonifica’ sarebbe interpretato correttamente solo dagli addetti ai lavori. Guidi ha proseguito parlando del prezzo dell’acqua destinata all’agricoltura e invitando gli agricoltori a pagare le cartelle esattoriali dei Consorzi commissariati senza però doversi far carico di errori di gestione.

Verrascina, presidente Copagri: il problema sono i costi
"È importante l’utilizzo dell’acqua per la massima efficienza di un sistema all’interno del quale l’agricoltura ha fatto la sua parte anche in assenza di un piano irriguo – ha detto il presidente di Copagri, Franco Verrascina.- Sulla gestione c’è un problema di costi che non si può negare, costi in molti casi ingiustificabili per i servizi erogati.
Mi chiedo se la filosofia rappresentata nell’attuazione del secondo pilastro della Pac sia funzionale o meno. Noi non siamo contro il piano irriguo, ma contro un piano irriguo che faccia riferimento alle sole risorse della Pac e contro un piano irriguo finanziato unicamente dagli agricoltori. Il bene pubblico deve vedere il contributo dell’intervento pubblico - ha concluso Verrascina - non il solo sacrificio degli agricoltori. La gestione ci interessa solo in relazione alla sua efficienza. I consorzi di bonifica hanno le carte in regola per candidarsi alla gestione del piano irriguo? Se si, ben vengano"

Martuccelli, direttore generale Anbi: necessario snellimento delle norme
"Nel momento in cui la sicurezza alimentare assume rilevanza mondiale sempre maggiore sì da costituire il tema dell’Expo Universale 2015, all’uso irriguo delle acque va quindi riconosciuta idonea priorità. Il cambiamento climatico in atto rafforza il bisogno di tale priorità, giacché al terreno, l’acqua va garantita al momento, in cui le piante ne hanno bisogno; a ciò si può provvedere solo con l’irrigazione, essendo venuta completamente meno la sincronia tra regime delle piogge ed esigenze vegetative delle piante".
Lo ha affermato Anna Maria Martuccelli, direttore generale dell’Anbi.
"L’Europa chiede insistentemente ai Paesi membri interventi finalizzati alla mitigazione del cambiamento climatico in atto, ma nel contestuale rispetto dell’esigenza di tutela quantitativa e qualitativa delle acque - ha proseguito Martuccelli -. In Italia, negli ultimi venti anni si è registrata una significativa e positiva evoluzione legislativa nella direzione di regole di contemperamento, mentre sono emersi in sede comunitaria segni di rigidità simili a quelli di cui l’Italia si lamenta in sede comunitaria con riferimento al patto di stabilità.
Si deve tener presente che, nel nostro Paese, la legislazione, dettando una disciplina pubblicistica delle acque, è volta a consentire un’utilizzazione accorta e razionale della risorsa atta a garantirne la tutela, anche se la rigidità di alcune regole crea problemi per gli utilizzi. In particolare sono necessarie norme regolamentari di snellimento e di semplificazione per consentire facilmente un uso plurimo delle acque irrigue".


Gargano, presidente Anbi: senza acqua, non c'è crescita e occupazione
Chiudendo i lavori, il presidente di Anbi, Massimo Gargano, si è detto soddisfatto. "Sono stati portati all'attenzione di tutti i contributi dei consorzi in termini di fatti – ha detto -. Siamo consapevoli che ci sono spazi da colmare, ma ci stiamo lavorando moltissimo. Vogliamo innovare e contribuire a migliorare l'agricoltura ed i territori, che rappresentano una leva per tornare a crescere - ha continuato –. È questo il contributo che vogliamo dare per aiutare il governo. C’è un problema al sud e ne siamo consapevoli. Credo che la risposta a questo problema stia anche nel mettere da parte logiche di appartenenza a vantaggio di una logica più complessiva e generale".
Gargano ha poi concluso parlando della gestione commissariale di alcuni consorzi di bonifica. "Quello che dobbiamo chiederci è: servono i consorzi? Se sì, la politica deve metterli in grado di superare le gestioni commissariali, tenendo presente che senza acqua e più difficile fare crescita ed occupazione".