Emilia-Romagna
Pagamenti in agricoltura: entro giugno il saldo della 'domanda unica' 

Dopo l’anticipo dello scorso ottobre, il primo pagamento della 'domanda unica' 2011 della Pac sarà effettuato dalla seconda metà di marzo, mentre il saldo avverrà entro il 30 giugno 2012.  L'ha comunicato Agrea, l’Agenzia regionale dell'Emilia Romagna per le erogazioni in agricoltura.

La dilazione di  due/tre mesi rispetto  ai previsti pagamenti, che per prassi avvengono tra dicembre e gennaio, è dovuta al regolamento europeo che impone la revisione triennale delle foto aeree e il conseguente, inevitabile allungamento dei tempi.   

Successivamente saranno saldate le domande agro-ambientali del Programma di sviluppo rurale 2007-2013. Le somme erogate non subiranno riduzioni per eventuali "recuperi"  di importi su domande pagate negli anni precedenti.

“Siamo consapevoli del profondo disagio che questa dilazione dei tempi di pagamento, che Agrea sta cercando di contenere il più possibile, comporta per gli agricoltori - sottolinea l‘assessore regionale all’Agricoltura, Tiberio Rabboni - Voglio tuttavia ricordare che proprio l’operazione di verifica delle superfici, ormai peraltro in fase di conclusione, consentirà, dal 2012 e per i prossimi tre anni, di erogare tempestivamente una maggiore massa di aiuti comunitari e di diminuire la percentuale dei controlli 'in loco' dal 5% all’1%. In questo modo si ridurranno i disagi per le aziende agricole e i costi per la pubblica amministrazione”.

Per regolamento dell’Unione europea il nuovo uso del suolo, accertato con i controlli aerei, va utilizzato dagli organismi pagatori per verificare tutte le domande di premio riguardanti la superficie agricola, cioè le 'domande uniche' e quelle riferite alle misure agro-ambientali del Programma di sviluppo rurale. I controlli tramite foto aeree delle superfici per cui si chiede il premio, vengono realizzati ogni tre anni da Agea, l’Agenzia nazionale per le erogazioni agricoltura e nel 2011 questa complessa procedura ha interessato tutta l’Emilia-Romagna.

Fonte: Ermes Agricoltura

 

 

Marche
Maltempo, anche gli agricoltori della Cia al 'Marche Day'

"Siamo al fianco delle popolazioni e dell'imprenditoria delle Marche duramente colpite dall'eccezionale ondata di maltempo del febbraio scorso. Anche noi siamo scesi in piazza a Roma per sostenere le ragioni della protesta. I danni subiti sono enormi e c'è l'impellente necessità di immediati e seri interventi".

Così si è espresso il presidente della Cia - Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi ha commentato la manifestazione che si è tenuta davanti a Montecitorio ieri 21 marzo, alla quale ha partecipato insieme ad una folta delegazione dell'Organizzazione agricola. Un'iniziativa, denominata 'Marche Day', che ha visto protagonisti sindaci, presidenti di Provincia, parlamentari e rappresentanti delle categorie economiche e sociali della Regione.

Secondo le ultime stime, l'emergenza nella Regione è costata 770 milioni di euro: 43 milioni di euro per ripristini e sgombero delle strade, 248 milioni per le conseguenze all'agricoltura, 479 milioni per dissesti e infrastrutture. Raccolti distrutti, strutture aziendali crollate, impossibilità di trasportare le produzioni come ortofrutta, latte, carne dal campo ai mercati, interruzione dell'energia elettrica hanno messo in grandissima difficoltà molti agricoltori.

Difficoltà che vanno ad aggiungersi con una crescita record dei costi di produzione (soprattutto per gli effetti del caro-gasolio) e di quelli contributivi e con prezzi all'origine per nulla remunerativi per gli agricoltori.

"Proprio per questo motivo, nei giorni scorsi, abbiamo inviato al presidente del Consiglio Mario Monti una lettera nella quale chiediamo - ha annunciato Politi - di accelerare tutte le procedure istituzionali al fine di emanare al più presto gli interventi previsti nei casi di calamità naturali. Sono misure indispensabili per le popolazioni colpite e per l'apparato economico e produttivo che è stato costretto a registrare danni considerevoli che rischiano di mettere in forse la stessa attività imprenditoriale".

"Allo stesso modo - ha affermato il presidente della Cia - abbiamo sollecitato un provvedimento d'urgenza per sospendere alle imprese agricole i pagamenti dei contributi previdenziali, delle tasse e dei mutui, adottando un congruo rinvio senza eventuali interessi".

Fonte: Cia

 

 

Val d'Aosta
Imu, i comuni fissano l'imposta allo 0,1%

Il 100% dei 74 Comuni in cui è suddiviso il territorio valdostano ha deliberato i propri bilanci con la previsione di incasso Imu sui fabbricati rurali strumentali allo 0,1%.

Franco Manes, sindaco di Doues e responsabile del Dipartimento pianificazione e urbanistica del Celva (l'organo regionale associativo degli enti locali) sottolinea come "nella nostra piccola Regione alpina vi sia la giusta sensibilità verso il settore agricolo più che mai cerniera tra territorio e turismo, ambiente e produzioni di qualità. Una sensibilità che ha portato tutti i Comuni valdostani a seguire l'esempio del Comune di Aosta che, approvando il proprio bilancio di previsione, introduceva la riduzione massima dell'aliquota base sui beni strumentali".

Manes ha rimarcato che questa sensibilità è stata condivisa sia dai Comuni prettamente rurali sia da quelli propriamente turistici. "Una azione concreta, quella della riduzione dell'aliquota che, al momento appare l'unico elemento tangibile di aiuto al settore agricolo con riferimento alla specifica materia dell'Imu".

Coldiretti Valle d'Aosta si è dichiarata "soddisfatta per l'intervento che riduce della metà l'impatto sui fabbricati strumentali agricoli e ricorda che i territori montani sono esenti dall'imposta sui terreni e, pertanto, si mantiene - per quest'ultimi – il regime fiscale Irpef, ante Imu".

Fonte: Coldiretti Valle d'Aosta


Lombardia
Nitrati, in arrivo 4 milioni per gli allevatori

Sfiorano i 4 milioni di euro i fondi in arrivo dalla Regione per gli allevatori che realizzeranno interventi per la migliorare la gestione dei nitrati. Nel dettaglio si tratta di 3.946.056 euro, che saranno assegnati alle Amministrazioni provinciali nell'ambito della Misura 121 nitrati 'Ammodernamento delle aziende agricole - Interventi per la gestione sostenibile degli effluenti di allevamento' del Programma di sviluppo rurale. Cinquantadue i beneficiari che potranno avvalersi del contributo pubblico, per adeguarsi alle disposizioni comunitarie della Direttiva Nitrati.

La Misura 121 nitrati finanzia la costruzione, la ristrutturazione o l'ampliamento di vasche di stoccaggio degli effluenti di allevamento; l'acquisito di macchine per la distribuzione degli effluenti a bassa pressione; la realizzazione di impianti per il trattamento e la valorizzazione degli effluenti; la realizzazione di coperture delle vasche di stoccaggio.

A partire da oggi 22 marzo la graduatoria sarà pubblicata sul sito della Direzione generale Agricoltura, www.agricoltura.regione.lombardia.it, e sul Burl.

Fonte: Regione Lombardia

 

Basilicata
Piano Alsia per l'assistenza fitosanitaria

Con la ripresa vegetativa delle colture, riprende a pieno ritmo l'attività dell'Alsia per monitorare le avversità principali e fornire agli agricoltori lucani un valido supporto nelle strategie di difesa fitosanitaria. In questi giorni si sta completando la rete di 'campi spia', localizzati in aree climaticamente omogenee, dove tecnici dell'Alsia controllano periodicamente lo stato fitosanitario delle colture, anche con l'ausilio di strumenti come le trappole ad attrazione sessuale per seguire le popolazioni di alcuni insetti.

In considerazione dell'evoluzione normativa europea, sempre più esigente in materia di uso dei prodotti fitosanitari, ai classici strumenti utilizzati negli scorsi anni (monitoraggio in campo, trappole spia e bollettino fitosanitario) l'Alsia ne sta aggiungendo di nuovi, resi disponibili grazie al progresso scientifico e all'integrazione di tecnologie informatiche e biologiche. Tra queste i 'modelli previsionali' che, basandosi sul rilievo di dati climatici e fenologici, possono prevedere l'evoluzione del ciclo di alcune malattie o di vari insetti, permettendo più efficaci strategie di controllo e la riduzione dei trattamenti chimici. L'Alsia ha appena concluso un progetto triennale, in collaborazione con diverse istituzioni scientifiche nazionali, per la validazione in ambienti lucani di dieci modelli previsionali e per l'attivazione di un 'sistema di previsione e avvertimento fitosanitario' più preciso di quelli attualmente disponibili, da poter fornire agli agricoltori anche in maniera 'personalizzata', attraverso messaggi sul cellulare.

Entro la fine di questo mese, riprenderà anche l'attività del Servizio di controllo delle macchine irroratrici, fornito gratuitamente alle aziende agricole della Basilicata che ne fanno richiesta. Il controllo dell'efficienza delle irroratrici di fitofarmaci è previsto dal Psr per le aziende che usufruiscono di misure agroambientali e che, comunque, tutte le aziende dovranno sottoporre a controllo le proprie attrezzature entro il 2016.

Fonte: Alsia

 

Lombardia
Pagamenti lunghi, oltre il 50% dei vivai è in difficoltà

A volte passa quasi un anno e mezzo prima di vedere i soldi. "Oltre il 50% delle 2.800 aziende florovivaistiche della Regione – spiega Coldiretti Lombardia su stime di Assofloroha problemi a incassare dai Comuni il pagamento di lavori già realizzati: se nelle manutenzioni di solito il tempo medio di saldo oscilla fra i 60 e i 90 giorni, per altre tipologie di interventi, come ad esempio il rifacimento di giardini o la sostituzione di piante, i vivai rischiano di restare nel limbo per oltre un anno".

"Una situazione insostenibile – spiega Fulvio Saldini, presidente di Assofloro Lombardiasoprattutto in un momento in cui ogni risorsa è importante e le aziende non si possono permettere di avere scoperti consistenti".

Anche perché, come ricorda Coldiretti Lombardia, le banche fanno fatica a concedere finanziamenti o prestiti ponte. "Per resistere – commenta la Coldiretti regionale - alcune aziende sono costrette a diminuire il personale, gli investimenti e, nei casi peggiori, a vendere terreni o strutture. E' assolutamente necessario far tornare i tempi di pagamento della pubblica amministrazione a un livello di fisiologico buonsenso".

Alla fine – spiega la Coldiretti Lombardia – si innesca una reazione a catena che non risparmia neppure chi si limita a fornire le piante ai giardinieri. "Se chi fa manutenzione non viene pagato, a sua volta non può saldare il debito con le nostre aziende – spiega Giancarlo Ghilotti, vivaista e vice presidente del Distretto Florovivaistico Cannetese (Mantova) – Si può arrivare ad aspettare anche un anno".

Fonte: Coldiretti Lombardia