Nord Italia, focus su biodiversità animale e promozione agroalimentare

In Piemonte via libera ai nuovi distretti del cibo per la valorizzazione delle filiere agroalimentari, mentre in Emilia Romagna sono stati stanziati 2 milioni dal Psr per tutelare le razze a rischio di erosione genetica

Lorenzo Pelliconi di Lorenzo Pelliconi

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Risorse per la valorizzazione e la tutela delle razze pregiate in Emilia Romagna
Fonte foto: © francescodemarco - Adobe Stock

Risorse per la biodiversità animale in Emilia Romagna, nuovi distretti del cibo in Piemonte. Queste le novità dal Nord Italia nell'ultima settimana.
 

Emilia Romagna

Zootecnia, 2 milioni di euro per la biodiversità animale
La giunta regionale ha approvato un bando con risorse finanziarie per 2 milioni di euro, direttamente dal Psr 2014-2020, in favore del ripristino e della valorizzazione degli ecosistemi collegati all'agricoltura e alla silvicoltura a tutela della biodiversità animale, per la difesa e la tutela delle razze a rischio erosione genetica. A partire dalla data che sarà comunicata da Agrea, sarà possibile per gli imprenditori presentare la propria domanda di contributo fino al 26 febbraio 2021. Potranno usufruire del sostegno regionale gli imprenditori iscritti all'Anagrafe delle aziende agricole e che detengono animali appartenenti alle razze locali minacciate di abbandono. Esempi come la Mora romagnola, l'Asino romagnolo, il Cavallo da tiro pesante, il Bardigiano e la Cornella bianca, i bovini Modenese, Romagnola, Pontremolese e Reggiana, fino ai tacchini di Parma e Piacenza. L'aiuto previsto per le razze è di 200 euro l'anno per cinque anni per ogni unità di bovino adulto. "Preservare la biodiversità animale locale è una priorità sia per la tutela degli ecosistemi ambientali che per il futuro di un'agricoltura davvero sostenibile - sottolinea l'assessore Alessio Mammi - impiegare le risorse del Psr per sostenere i nostri allevatori e tutelare le razze locali significa riconoscere loro un ruolo fondamentale nella costruzione di un nuovo modello economico, nel rispetto della tutela ambientale".
 

Piemonte

Agroalimentare, via libera ai distretti del cibo
La regione ha dato il via libera al nuovo regolamento per l'individuazione territoriale, la costituzione, il riconoscimento e il funzionamento dei nuovi distretti del cibo. L'obiettivo dei distretti è favorire la valorizzazione delle produzioni agricole ed agroalimentari, avendo a cura il paesaggio rurale piemontese. “Con la costituzione dei distretti del cibo, molto attesa dai nostri comuni piemontesi, abbiamo l'opportunità di promuovere lo sviluppo del territorio e l'inclusione sociale, valorizzando la filiera agroalimentare e l'intero territorio rurale. Creiamo in concreto una rete tra mondo produttivo agroalimentare, offerta turistica e paesaggio - sottolinea l'assessore regionale al Settore agricolo Marco Protopapa - i distretti del cibo sono un sicuro volano economico molto importante per l'auspicata ripresa post Covid-19”. Alla base dei distretti del cibo vi è un accordo tra soggetti pubblici e privati che operano in modo integrato nel sistema produttivo locale.

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