Campania, la ministra Bellanova ieri in visita a Caserta

Ribadita la linea politica del ministero sui principali temi: creare opportunità per donne e giovani, promuovere il made in Italy e in particolare i prodotti Dop e Igp, rilanciare gli investimenti irrigui con il Recovery fund

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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La ministra Bellanova ieri a Capua tra il delegato regionale all'Agricoltura Nicola Caputo e Raffaele Garofalo, presidente di Fattorie Garofalo
Fonte foto: © Fattorie Garofalo

La ministra alle Politiche agricole, Teresa Bellanova, costantemente accompagnata dal consigliere delegato per l'Agricoltura della Regione Campania, Nicola Caputo, si è recata ieri in visita ufficiale in Campania, segnatamente in provincia di Caserta, territorio a forte vocazione agricola ed agroalimentare, posto a cerniera tra il basso Lazio, la provincia di Napoli e l'Appennino meridionale, e che le ha offerto numerose occasioni per rilanciare alcune delle sue più recenti proposte e con in testa sempre almeno tre leitmotiv.

Il primo: la necessità di rimettere l'agricoltura e l'agroalimentare e al centro dell'agenda politica del paese, un'esigenza questa resa ancora più stringente dal lockdown, durante il quale "la filiera della vita" nella narrazione della ministra, non si è mai fermata.

Secondo tema ricorrente: l'esigenza di rilanciare l'agricoltura italiana a partire dai giovani dalle donne e dall'innovazione tecnologica, il tema dell'agricoltura 4.0. Un binomio inscindibile quello giovani-tecnologie, che va di pari passo con l'esigenza di abbattere costi e ottimizzare l'utilizzo di risorse non facilmente rinnovabili, come l'acqua.

E qui si dispiega il terzo tema: il riferimento alla necessità di investire nel comparto irriguo, per accompagnare con adeguate politiche pubbliche la riduzione dei costi di accesso all'acqua per le imprese agricole, necessario per incrementarne la competitività sui mercati. Un tema questo particolarmente sentito nel Mezzogiorno.

Il tutto non senza ricordare l'impegno del Mipaaf in occasione della pandemia: investimenti per 2,6 miliardi di euro per sostenere la filiera agricola, le aziende zootecniche, agrituristiche e florovivaistiche.
 

Reggia di Caserta, Dop italiane più forti nel mondo

Alla Reggia di Caserta, dove la ministra Bellanova si è incontrata con il presidente del Consorzio tutela della Mozzarella di bufala campana Dop, Domenico Raimondo e con Giuseppe Giaccio, presidente del Consorzio tutela della Mela Annurca campana Igp, hanno tenuto banco le richieste di modifica al disciplinare di produzione, presentate dal Consorzio di tutela nel 2017 e ferme al Mipaaf. Tali richieste comprendevano: la mozzarella "frozen" da riservare ai mercati più lontani (anche per venire incontro alle richieste di abbattimento della carica batterica, molto cara ai mercati orientali), un prodotto da pizza specifico per il settore pizzeria e il canale Horeca, ed infine la codifica di una mozzarella di bufala tradizionale, a tutela dei produttori più piccoli.

Modifiche molto care al Consorzio, poiché proprio il settore Horeca, almeno fino a prima del lockdown, era cresciuto negli acquisti al ritmo del 20% all'anno, mentre l'export di Mozzarella Dop aveva visto ancora nel primo trimestre 2020 una crescita tendenziale del 19%. E proprio alla Reggia di Caserta, sede del Consorzio tutela Mozzarella di bufala campana Dop, la ministra, raggiunta dalle domande dei giornalisti, che le chiedevano conto proprio delle proposte di modifica del disciplinare di produzione della Mozzarella Dop, ha risposto: "Sono innanzitutto per difendere i prodotti Dop, sulle modifiche ai disciplinari bisogna essere prudenti, perché si rischia di sbagliare e immettere sul mercato prodotti non riconoscibili dai consumatori". "Sono temi che vanno trattati con cautela su specifici tavoli" ha aggiunto.

La ministra Bellanova ha inoltre ribadito la posizione italiana in sede Ue contro il nutriscore "dal quale i prodotti Dop devono essere esclusi altrimenti sarebbero classificati tutti rossi". E sui prodotti Dop e Igp la Bellanova ha sottolineato ancora una volta come sia necessario "Recuperare quote di mercato nel commercio internazionale per combattere la concorrenza che ci viene dai prodotti imitati che valgono 100 miliardi di euro, mentre il nostro export agroalimentare punta ai 50 miliardi".
 

L'incontro con una realtà importante della filiera bufalina

La ministra Bellanova ha incontrato numerose imprese del territorio "Dove mi sono state presentate criticità, ma anche vere e proprie best practice" ha detto. E' il caso della visita effettuata a Capua a Casaro del Re, opificio di trasformazione del gruppo cooperativo Fattorie Garofalo: 100 milioni di fatturato e 400 dipendenti, impegnato da tre generazioni nell'allevamento bufalino e nella produzione di Mozzarella di bufala campana Dop. Dove con sette allevamenti per 12mila capi e tre aziende industriali, si lavorano carne di bufalo e 38 milioni di litri di latte all'anno al punto da rappresentare una quota di mercato della Mozzarella Dop del 20% che viene venduta sotto 300 referenze - in brand proprio e co-marketing - ed esportata in oltre 40 paesi.

La ministra Bellanova, ricevuta dal presidente Raffaele Garofalo, nell'esprimere apprezzamento per l'impegno imprenditoriale ha colto l'occasione per rilanciare su un'altra necessità: "Una delle cose che dobbiamo fare, anche utilizzando le risorse dell'Unione europea è quella di spostare zootecnia nel Mezzogiorno, specie nelle aree interne, al fine di favorire la formazione di reddito nelle zone più svantaggiate della penisola e contribuire a fermare lo spopolamento, offrendo ai giovani occasioni concrete".
 

A Piedimonte Matese il confronto con Gargano

Ultima tappa della Bellanova a Piedimonte Matese, dove ha incontrato il presidente del Consorzio di bonifica del Sannio Alifano Alfonso Santagata e il direttore generale dell'Anbi nazionale, Massimo Gargano. Il presidente del Consorzio, nel presentare i numeri dell'ente - un comprensorio di circa 195mila ettari nelle province di Caserta, Benevento e Avellino ed impianti irrigui che servono circa 18mila ettari - ha ricordato come sia a portata di mano l'opportunità di ampliare e migliorare l'irrigazione con la costruzione della rete di adduzione a servizio della diga di Campolattaro sul fiume Tammaro.

E Santagata ha sottolineato l'esigenza di avere a disposizione maggiori fondi non solo sul fronte degli investimenti, ma anche su quello della manutenzione straordinaria, sul quale con l'articolo 63 del decreto Semplificazioni si è fatto un primo importante passo avanti:"Adesso che la strada è stata tracciata, si tratta solo di ampliarla e di percorrerla a tutta velocità grazie alle ingenti risorse che ben presto verranno messe a disposizione dell'Italia da parte dell'Unione europea" ha sottolineato Santagata.

Qui il confronto è stato sull'utilizzo del Recovery fund e si è registrata la convergenza sull'esigenza espressa dai Consorzi di bonifica di finanziare progetti esecutivi per oltre 4 miliardi di euro, che realisticamente possono essere impegnati entro la fine del 2023, e sulla necessità, espressa dalla ministra di investire in un piano invasi che renda al contempo i territori più resilienti alla siccità ed agli eventi meteo estremi. "Una risposta intelligente dal mondo dei Consorzi può venire anche sul versante di un sempre più frequente riutilizzo a fini irrigui delle acque reflue depurate - ha tra l'altro sottolineato Gargano. La ministra ha colto l'occasione per sollecitare come sia però anche necessario "Portare nel Mezzogiorno i Consorzi di bonifica tutti ad un livello adeguato".

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