Carote con una marcia in più

Sulla Carota di Polignano, oggetto delle sperimentazioni, è stato incrementato il livello di iodio mediante tecniche sperimentali. Un appropriato apporto del micronutriente previene i disordini dello sviluppo

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Carote di Polignano: sono stati adottati i metodi della concimazione fogliare e della fertirrigazione in vaso
Fonte foto: © Università degli Studi Aldo Moro - Bari

Il consumo di 100-200 grammi di Carota di Polignano biofortificata consentirebbe di soddisfare il fabbisogno giornaliero raccomandato di iodio.
E' quanto emerge dal lavoro di ricerca "Preliminary evidences of  biofortification with iodine of Carota di Polignano, an italian carrot landrace", pubblicato sulla rivista internazionale "Frontiers in plant science", che riporta alcuni risultati ottenuti nell'ambito del progetto BiodiverSO (Biodiversità delle specie orticole della Puglia), in sinergia col progetto di ricerca InnoBiOrt (Innovazioni di prodotto e di processo per la valorizzazione della biodiversità orticola pugliese).

Si tratta del risultato del lavoro di ricerca congiunto di un'equipe composta da ricercatori del dipartimento di Scienze agro-ambientali e territoriali dell'Università degli studi Aldo Moro di Bari, guidati da Pietro Santamaria e dell'azienda sperimentale del Consiglio nazionale delle ricerche "La Noria" di Mola di Bari, che hanno messo a punto anche le tecniche per aumentare il contenuto di iodio nelle radici, finalizzato ad un consumo salutistico dell'ortaggio.

Al fine di valorizzare questa varietà locale, i ricercatori dell'Università di Bari e del Cnr hanno sperimentato due tecniche per aumentare il contenuto in iodio delle radici: la concimazione fogliare e la fertirrigazione in vaso. I risultati della ricerca evidenziano che la biofortificazione in iodio della Carota di Polignano può essere effettuata in entrambi i modi, ma con la coltivazione senza suolo si raggiungono concentrazioni troppo elevate nella pianta ed è pertanto necessario modulare accuratamente la somministrazione dello iodio nella soluzione nutritiva nel corso del ciclo di coltivazione.

Lo iodio è un micronutriente essenziale per l'uomo, in quanto è il componente fondamentale degli ormoni tiroidei. Secondo stime dell'Organizzazione mondiale della sanità, la carenza di iodio è uno dei più gravi problemi relativi alla salute pubblica, poiché può causare disordini dello sviluppo o, nei casi più gravi, patologie quali gozzo e cretinismo.
 
La principale fonte di assunzione di iodio è rappresentata dalla dieta. Tuttavia, mentre il suo contenuto è elevato in alcuni alimenti, in particolare nel pesce, la sua concentrazione negli ortaggi è generalmente limitata rispetto ai fabbisogni umani.
In generale, la principale forma di introduzione di iodio nell'organismo umano è il comune sale da cucina iodato. Tale strategia è ampiamente diffusa per sopperire alla mancanza di iodio nella dieta umana ed evitare sintomi da carenza. Tuttavia, vari studi hanno fornito prove di relazione causale tra l'eccessiva assunzione di sale e malattie cardiovascolari.

Una strategia di supporto alla dieta per contribuire alla lotta contro la malnutrizione, è la tecnica della biofortificazione. Tecnica che mira ad aumentare il valore nutrizionale delle piante arricchendole in particolare di micronutrienti, in modo che questi possano essere trasferiti ai consumatori attraverso la dieta, ad esempio con gli ortaggi.
La biofortificazione si propone, quindi, come un metodo veloce e relativamente a basso costo per introdurre micronutrienti, come lo iodio, nella catena alimentare.
 
La Carota di Polignano è una varietà locale inserita nell'elenco dei Prodotti agroalimentari tradizionali della Regione Puglia. Forma nello stesso campo radici di colore variabile dal giallo al viola, passando per diverse sfumature di arancio. La straordinarietà di queste carote, oltre al loro colore variegato, risiede nelle peculiari caratteristiche organolettiche e nutrizionali.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Università degli Studi Aldo Moro di Bari

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Tag: innovazione ricerca nutraceutica salute

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