Latte e carne, la Lombardia certifica le filiere con la blockchain

Al via la piattaforma di tracciabilità digitale basata sulla blockchain che la Regione Lombardia ha sviluppato per fornire dati certi ai consumatori su carne e latte

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

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Il progetto pilota per ora traccia carne e latte
Fonte foto: Agronotizie

I consumatori vogliono avere sempre maggiori informazioni sui prodotti che mettono in tavola. Per accontentarli e offrire agli operatori di settore un volano di crescita la Regione Lombardia ha lanciato una piattaforma per la tracciabilità di carne e latte.

Una piattaforma che utilizza la tecnologia oggi più promettente e 'di moda', la blockchain. L'amministrazione regionale ha di fatto reso disponibili tutte le informazioni contenute nelle sue banche dati e in quelle di terze parti attraverso un portale realizzato con tecnologia 'distributed ledger', la stessa sfruttata per le criptovalute.

Il sistema di funzionamento, per ora in versione pilota, è semplice. Sulle bottiglie di latte prodotte dalla Latteria sociale Valtellina e sulle confezioni di carne del Consorzio lombardo produttori carne bovina, saranno presenti dei QRcode. Il consumatore, inquadrando il codice con lo smartphone, potrà accedere a tutta una serie di dati relativi al prodotto.

Gli assessori Fabio Rolfi e Fabrizio Sala firmano il protocollo d'intesa insieme ai rappresentanti di filiera
Gli assessori Fabio Rolfi e Fabrizio Sala firmano il protocollo d'intesa insieme ai rappresentanti di filiera

"La zootecnia lombarda è una eccellenza sotto il profilo della qualità, della sanità e della sostenibilità delle produzioni. Con questa iniziativa vogliamo rimettere il consumatore al centro, affinché possa conoscere meglio ciò che mette nel piatto", ha spiegato dal palco durante l'evento di lancio della piattaforma Fabio Rolfi, assessore regionale all'Agricoltura.

"Regione Lombardia ha sul campo più veterinari di qualunque altra regione europea e i nostri prodotti sono sicuri e buoni. Finalmente il consumatore potrà avere accesso alle informazioni sui controlli negli allevamenti che fino ad oggi rimanevano disponibili solo per gli addetti ai lavori".

A salutare positivamente questa iniziativa sono state sia la filiera del latte che della carne, che stanno attraversando un momento di crisi dei consumi dettato anche da una scorretta comunicazione intorno agli alimenti di origine animale.
 

Il funzionamento della piattaforma

L'infrastruttura blockchain realizzata da Aria, la società in house della regione per la trasformazione digitale, aggrega i dati da fonti pubbliche e private. Alcuni attori della filiera, come l'Unità operativa veterinaria della regione o le società di certificazione terze faranno parte della piattaforma blockchain e inseriranno i dati riguardanti la loro attività ispettiva.

È questo un elemento importante. Oggi infatti esistono sul mercato diverse piattaforme di tracciabilità basate sulla blockchain che tuttavia si affidano esclusivamente alla buona fede degli attori coinvolti per garantire la veridicità del dato inserito. In questo caso invece è l'ente pubblico, Regione Lombardia, oppure società di certificazione private, che inseriscono i dati certificandoli come veri.

Basti pensare che l'Unità operativa veterinaria della direzione generale welfare della Regione Lombardia esegue ogni anno decine di migliaia di sopralluoghi in stalle e aziende di trasformazione. Secondo i dati forniti durante l'evento di lancio nel 2018 i tecnici della regione hanno eseguito 32.916 verifiche.

Sono andati nelle stalle per controllare parametri come l'uso di farmaci, qualità dei mangimi, sanità dei capi e igiene. Hanno anche seguito sopralluoghi nelle aziende di trasformazione per determinare la rispondenza degli impianti e dei processi produttivi alle stringenti norme europee e italiane in termini di produzione alimentare. A questi si devono aggiungere i sopralluoghi che le società di certificazione eseguono ad esempio per il benessere animale.

Scansionando il QRcode sulla confezione di latte o di carne è così possibile navigare la storia del prodotto attraverso gli allevamenti dove è stato allevato il capo o gli impianti di trasformazione che hanno gestito il prodotto. Nello specifico al consumatore verranno date informazioni su ogni attore della filiera, sull'ente certificatore e sui controlli eseguiti.
 
QRcode su una bottiglia di latte


Prossimi sviluppi

Oltre al test pilota, Regione Lombardia lancerà il prossimo anno una consultazione pubblica per raccogliere spunti di riflessione e consigli. Ma raccoglierà anche le manifestazioni di interesse di tutte quelle filiere che in prospettiva intendono certificarsi attraverso la piattaforma della regione.

In futuro infatti ogni filiera produttiva sarà certificata attraverso la blockchain a partire dalle stalle, che saranno coinvolte nell'inserimento dei dati, passando per cooperative e aziende di trasformazione fino alla grande distribuzione.
 
 

La corsa verso la blockchain

L'iniziativa della Regione Lombardia si inserisce in un panorama più ampio, di sviluppo tecnologico al servizio della tracciabilità. La tecnologia blockchain è oggi utilizzata dalle amministrazioni pubbliche, dalle aziende che producono o trasformano alimenti e dagli attori della grande distribuzione. Tutti soggetti che si appoggiano a startup o grandi società per implementare i servizi.

Nella strada verso l'adozione di questi sistemi di certificazione il coltello dalla parte del manico, per ora, lo hanno le sigle della grande distribuzione che oggi stanno chiedendo ai propri fornitori di aderire a protocolli di certificazione blockchain privati per poter continuare a fornire i prodotti alimentari.

Il rischio concreto è dunque che per l'agricoltore o l'allevatore il paradigma blockchain si traduca meramente in un aumento dei costi di produzione senza accedere agli enormi vantaggi che una gestione digitale delle produzioni può apportare a tutti gli attori della filiera.

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