Un metro per valutare il benessere animale

Sotto la guida della presidenza svedese della Ue si moltiplicano gli studi e le ricerche sul welfare negli allevamenti

Angelo Gamberini di Angelo Gamberini

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Le ricerche puntano alla definizione di parametri sui quali basare la valutazione delle condizioni di benessere degli animali in allevamento

Nell'assumere i sei mesi di presidenza della Ue, il primo ministro svedese Fredrik Reinfeldt lo aveva detto a chiare lettere che i temi legati all'ambiente avrebbero avuto un posto di rilievo. E sul fronte degli allevamenti, come anticipato da Agronotizie, un capitolo importante sarebbe stato quello della sicurezza alimentare e del benessere animale. L'impegno è stato mantenuto dando corpo a numerosi iniziative, non ultima il sostegno al progetto “Welfare Quality” che vede coinvolti 44 Paesi di qua e di là dall'Atlantico (vi figurano 13 Paesi della Ue e poi Brasile, Cile, Uruguay e molti altri) al quale è andato un finanziamento di 14,6 milioni di euro.  
I ricercatori impegnati nel progetto, che si concluderà entro quest’anno, si sono concentrati anzitutto nella messa a punto di una metodologia scientifica per la valutazione del livello di benessere animale in tutte le fasi produttive, comprendendo anche la macellazione e soprattutto le fasi che la precedono, spesso fonte di situazioni di stress. I punti chiave della valutazione del benessere sono stati individuati nella condizione di allevamento, nella alimentazione, nella salute degli animali e nell’ adeguato trattamento da parte dell’uomo.

 

Valutazione del benessere

Su queste basi sono stati codificati dodici criteri per la definizione degli standard di benessere in funzione della specie animale interessata alla valutazione (bovini da latte, bovini, vitelli da carne, scrofe, suini da ingrasso, galline ovaiole e polli da carne). Per ogni specie animale si sono infine messi a punto i parametri da misurare per l’attribuzione di una delle dodici classi di benessere che il progetto ha individuato. I ricercatori hanno già testato il metodo su 700 aziende distribuite fra Europa e America Latina. Forti di questi parametri oggettivi (la misurazione del benessere rischia altrimenti di essere soggettiva), sarà ora possibile passare alla valutazione delle condizioni di benessere negli allevamenti con la finalità di offrire uno strumento di conoscenza agli allevatori per migliorare la situazione nelle loro stalle. Al contempo sarà possibile offrire al consumatore finale informazioni sia sulla provenienza della carne sia sulle condizioni di benessere degli animali che quella carne hanno prodotto. Ed è di questi giorni la notizia che entro mercoledì 28 ottobre la Commissione europea pubblicherà una comunicazione nella quale verrano specificate le opzioni per riportare sulle etichette al consumo i dettagli in merito al benessere animale. Nello stesso documento dovrebbero essere ricordati anche i requisiti per la creazione di una rete europea di Centri di Riferimento per la protezione e il benessere degli animali.

 

Il macello come punto critico

Il tema del benessere animale è anche al centro di alcune ricerche dell’Università Svedese di Scienze Agrarie recentemente presentate ad Efsa (Autorità per la sicurezza alimentare). Le conclusioni dello studio, dopo aver ricordato le condizioni indispensabili a garantire il benessere animale, pongono l’accento sugli effetti negativi di vari fattori, quali la paura e il dolore. Condizioni queste ultime che possono verificarsi con vari stadi di gravità nelle fasi che precedono e accompagnano il processo di abbattimento, a iniziare dal carico e scarico degli animali. Altri momenti da monitorare sono quelli che precedono la macellazione, dalla sosta nelle aree di attesa sino allo stordimento.

 

Gli avicoli al centro dell’attenzione

Punto centrale nell’affrontare il tema del benessere animale resta quello della raccolta dei dati, problema complesso per ogni specie animale presa in considerazione e in particolare per quelle avicole. Su questo tema la Commissione Europea ha dato incarico a Efsa di formulare due pareri scientifici, uno sull’influenza esercitata dalla selezione genetica nei riguardi del  benessere e sulla resistenza allo stress nei boiler. L’altro parere sul quale Efsa è chiamata ad esprimersi riguarda il benessere dei polli da riproduzione. La raccolta dei dati si concluderà nel giugno del prossimo anno e il progetto è stato assegnato a un consorzio coordinato dal francese INRA (Institut National de la Recherche Agronomique). Sulla base delle indicazioni che ne scaturiranno la Commissione fornirà al parlamento europeo e al Consiglio una relazione su questi temi. Gli esiti dell’indagine potrebbero anche condurre ad un aggiornamento delle norme in atto in tema di benessere animale, che potrebbero interessare in particolare i centri di selezione e moltiplicazione dei polli da carne.

 

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Fonte: Agronotizie

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Tag: allevamento

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