Parco italiano bioenergie: un manifesto per la gestione efficiente

Adeguare il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima ai target del Green Deal, valorizzare le filiere locali e creare una prospettiva di medio termine per gli investitori. Questi i principali obiettivi. A cura di CICA Bologna, Assistenza tecnica e servizi per lo sviluppo delle imprese

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L'iniziativa è promossa da Elettricità Futura, l'Unione delle Imprese Elettriche Italiane che rappresenta il 70% del mercato elettrico nazionale (Foto di archivio)
Fonte foto: © Romolo Tavani - Fotolia

È stato siglato un manifesto per promuovere e consolidare il ruolo del parco italiano delle bioenergie da un gruppo di associazioni del settore.

Il ruolo energetico, socio economico e ambientale coinvolto da tale settore è di essenziale importanza e lo diventerà sempre di più.

Gli obiettivi del manifesto sono:

  • Adeguare il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (Pniec) ai target del Green Deal, rafforzando il ruolo della biomassa.
  • Mantenere in esercizio il parco installato, preservando e incrementando il suo valore.
  • Stabilizzare il mercato dei bioliquidi e dei biocarburanti double counting e avanzati.
  • Riconoscere il ruolo degli impianti a servizio di realtà manifatturiere.
  • Valorizzare le filiere locali.
  • Creare una prospettiva di medio termine per gli investitori.


L'iniziativa è promossa da Elettricità Futura, l'Unione delle Imprese Elettriche Italiane che rappresenta il 70% del mercato elettrico nazionale, a cui hanno aderito: Associazione Italiana Energie Agroforestali (Aiel), Associazione Nazionale di Categoria fra i Produttori di Energia Elettrica da Bioliquidi (Anpeb), Assitol, l'Associazione Italiana dell'Industria Olearia, Assoebios, l'Associazione Bioliquidi Sostenibili, Assograssi, Confagricoltura, Consorzio Italiano Biogas (Cib), Distretto Produttivo La nuova EnergiaEcoBioService Smart Energy Solution (Ebs), Fiper, la Federazione Italiana di Produttori di Energia Rinnovabile, e Itabia, Italian Biomass Association.

Le biomasse si figurano come un fondamentale alleato per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione previsti al 2030 e al 2050 e per massimizzare i benefici della transizione ecologica. La produzione di bioenergia da fonti rinnovabili e programmabili può contribuire sia nel settore elettrico, che in quello termico e nei trasporti, provvedendo a circa il 50% dell'apporto rinnovabile necessario alla copertura dei consumi finali.

L'Italia dovrebbe variare le fonti di rifornimento energetico e valorizzare le risorse rinnovabili disponibili sul territorio nazionale, anche al fine di tenere sotto controllo l'impatto sulle bollette delle oscillazioni dei mercati energetici, come quelle di recente registrate.

Si deve organizzare, quindi, un percorso evolutivo per l'energia da biomassa che sia coerente e che incoraggi una nuova generazione elettrica/termica/frigorifera/di biometano/di idrogeno, nell'interesse del nostro Paese in termini energetici, socio economici ed ambientali.

Purtroppo il Pniec riserva alla biomassa un ruolo marginale, ben al di sotto delle sue potenzialità e di quanto delineato dall'Europa, soprattutto alla luce dei nuovi obiettivi fissati dall'Ue di ridurre le emissioni del 55% al 2030 e del conseguente Pacchetto "Fit for 55" che modifica, tra l'altro, anche la Direttiva sulle Energie Rinnovabili.

 

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Si deve, quindi, rivalutare il contributo che questa fonte è in grado di dare alla decarbonizzazione dei comparti termico, elettrico e trasporti.

Inoltre, dal 2023 potrebbe drasticamente venir dismessi gli impianti a biomassa esistenti che non possono sostenere i costi di approvvigionamento della materia prima in assenza di incentivi.

Le filiere agroalimentari costituiscono un importante e valido strumento per la valorizzazione delle biomasse con ricadute dirette sul territorio, in linea con le politiche volte a promuovere l'economia circolare. Per questo risulta opportuno mantenere e rafforzare gli accordi di filiera fra produttori e trasformatori, favorendo la creazione di piattaforme logistiche per la raccolta, prima trasformazione e trasporto sostenibile delle biomasse, in tutti i progetti finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr).

La definizione di un quadro normativo certo e lungimirante sarebbe assolutamente necessaria per gli investimenti e il sostegno all'innovazione tecnologica.


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