Agricoltura di precisione, quando l'adozione diventa un fatto naturale

Il precision farming è ancora poco diffuso in Italia, ma se si guarda ai settori in cui è ormai la normalità ci si accorge che il driver principale di adozione è la ricaduta economica positiva per l'azienda. Come nel caso della risicoltura

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

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La risicoltura di precisione è piuttosto diffusa in Italia (Foto di archivio)
Fonte foto: © joyfotoliakid - Adobe Stock

L'agricoltura di precisione è quell'approccio al campo che prevede un monitoraggio delle colture e una misurazione dei parametri utile a definire mappe di resa e prescrizione così da poter gestire in maniera variabile le fasi di semina, fertilizzazione, difesa ed irrigazione. L'obiettivo è ottimizzare la produttività del campo gestendo la variabilità intrinseca del suolo.

Negli Stati Uniti di agricoltura di precisione si parla da quasi trent'anni, con l'introduzione dei primi trattori a guida assistita tramite Gps, mentre in Italia la diffusione è ancora estremamente limitata.

Secondo i dati del Governo risalenti al 2017 solo l'1% della Sau nazionale è gestita con metodi innovativi, mentre secondo rilevazioni effettuate dall'Osservatorio Smart AgriFood nel 2021 la percentuale si attesterebbe intorno al 4%.
 
Tra i motivi di una bassa adozione di queste tecnologie c'è la frammentazione delle aziende agricole, in media di piccole dimensioni e quindi incapaci di investimenti in tecnologia e formazione. Bisogna poi considerare l'età avanzata del capo azienda, la difficoltà di accedere ad informazioni e tecnologie utili ed infine le specificità dell'agricoltura nostrana (campi piccoli e con contorni irregolari, presenza limitata di commodities, etc.).

In Italia non mancano tuttavia aziende estremamente innovative che applicano le ultime tecnologie nel campo della gestione agronomica delle culture (su AgroNotizie abbiamo raccolto molte storie di aziende innovative). Ma è la risicoltura il settore che forse più di tutti ha abbracciato per primo e in maniera strutturata i principi del precision farming.
 


Il riso, una coltura nata per la precisione

"Quando semini in acqua non hai alcun tipo di riferimento. Non sai se stai andando dritto o storto o se stai seminando due volte la stessa parte di campo. Per questo fino a qualche tempo fa era indispensabile avere una persona a terra che facesse da punto di riferimento durante le lavorazioni. Oggi con la guida assistita tutto questo viene fatto in maniera automatica e molto precisa", racconta Benedetto Coppo, risicoltore vercellese, classe 1960, che insieme al figlio Giovanni gestisce l'azienda di famiglia. Una realtà di 600 ettari in provincia di Vercelli che produce sia riso per il consumo umano sia prodotto da seme.

Benedetto e Giovanni Coppo
Benedetto e Giovanni Coppo

Benedetto è stato tra i primi in Italia ad installare la guida Gps sul proprio tattore, ormai quasi venti anni fa. "Era un sistema che oggi definiremmo rudimentale ma per quei tempi era davvero innovativo. Si trattava di un palmare, su cui era visualizzata la mappa del campo, collegato ad un'antenna Gps grazie alla quale sapevi esattamente dove si trovava il trattore nel campo e quindi potevi seguire le giuste traiettorie per evitare le sovrapposizioni", spiega Coppo che oggi ha montato la guida parallela su tutte le sue trattrici.

I risultati di una gestione di precisione della risaia si toccano molto velocemente con mano: Coppo ha ottenuto un minore utilizzo di sementi e una migliore omogeneità nella densità di semina. E anche gli altri input produttivi, come i fertilizzanti, sono stati ottimizzati.


La precisione passa dal rateo variabile

Oltre ad avere trattrici dotate di guida parallela, nell'azienda Coppo piano piano sono entrate altre attrezzature di precisione. Oggi il riso e i fertilizzanti sono applicati in campo grazie ad uno spandiconcime a rateo variabile in grado non solo di modulare la quantità di prodotto applicato in campo, ma anche di chiudere in maniera automatica le diverse sezioni in modo da evitare le sovrapposizioni.

"Anche la barra irroratrice è a rateo variabile e questo ci permette l'applicazione di agrofarmaci senza correre il rischio di trattare due volte la stessa area di campo", spiega Coppo. "Questo significa maggiore e migliore produttività per l'azienda, che utilizza al meglio gli input produttivi, e maggiore sostenibilità ambientale".


I fattori del successo del precision farming

Oggi la maggior parte delle aziende risicole adotta questo genere di strumenti e i motivi di questa penetrazione capillare sono presto detti. Prima di tutto la guida assistita ha permesso di risolvere in maniera veloce ed efficiente un grande problema e cioè la mancanza di punti di riferimento durante la semina in acqua. Mentre l'impiego del rateo variabile ha consentito una razionalizzazione nell'impiego di input produttivi evitando le sovrapposizioni.

L'azienda agricola Coppo vista dall'alto
L'azienda agricola Coppo vista dall'alto

Inoltre la dimensione media delle aziende risicole è piuttosto elevata, sono molto più grandi della media nazionale e quindi maggiormente capaci di affrontare investimenti, anche importanti, per acquistare le attrezzature necessarie al precision farming e formare il personale al loro utilizzo.

Sull'aspetto generazionale però Coppo smentisce un luogo comune e cioè che i giovani sono quelli che sono più aperti all'innovazione. "Alla mia età continuo ad essere interessato a come migliorare il mio lavoro e continuo ad investire in innovazione. E tanti altri agricoltori miei coetanei hanno questo stesso approccio all'agricoltura. È vero che i giovani hanno una maggiore facilità nell'apprendere ed utilizzare i sistemi digitali, ma anche gli agricoltori della mia generazione possono impiegarli con successo, basta avere la volontà e la perseveranza".


Non solo guida parallela e rateo variabile

La guida satellitare e le attrezzature a rateo variabile sono certamente utili per evitare le sovrapposizioni, ma esprimono tutto il loro potenziale quando sono utilizzate per fornire input sulle reali esigenze del campo.

La fertilizzazione a rateo variabile si basa sulla produttività storica del campo e sul presupposto che le aree meno produttive dovrebbero essere concimate maggiormente rispetto a quelle più produttive. Per farlo occorre realizzare delle mappe in cui i campi siano suddivisi in aree a diversa densità di fertilizzazione, mappe che poi vengono caricate su attrezzature di ultima generazione per effettuare la concimazione a rateo variabile.

Quando si realizzano queste mappe ci si basa sulla produttività storica dei campi che viene registrata dalle mietitrebbie dotate di sensori di carico, in grado cioè di pesare e valutare la qualità della granella raccolta metro dopo metro. In questo modo è possibile sapere quali aree di campo producono di più e quali invece di meno e quindi applicare più fertilizzante nelle aree meno fertili.

"Non siamo ancora arrivati a questa fase, stiamo ancora raccogliendo i dati delle trebbie poiché prima di realizzare le mappe vogliamo avere uno storico delle rese in modo da mitigare le differenze dovute all'andamento delle singole annate agrarie", spiega Coppo. "In ogni caso già oggi l'operatore è in grado di valutare ad occhio la vigorìa delle piante e quindi modifica in maniera manuale la quantità di concime azotato da fornire alla coltura".

È prevedibile che anche la concimazione di precisione avrà un certo successo tra le aziende risicole in quanto l'azoto è un elemento che gioca un ruolo fondamentale nella produttività, ma che se non gestito bene può causare anche tanti problemi al campo, dalla sterilità fiorale all'allettamento fino ad aumentare la suscettibilità del riso verso malattie fungine quali il brusone. In questo articolo ad esempio avevamo affrontato il tema della concimazione a rateo variabile assistita dall'impiego del drone.

Infine, è prevedibile che grazie al credito d'imposta per l'agricoltura 4.0 molte aziende faranno investimenti svecchiando il parco macchine e rendendo la transizione verso un'agricoltura di precisione più spedita.

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