Difesa della fragola, un modello di approccio integrato - 1. tecnica colturale

Dall'esperienza in campo in territorio campano, i consigli agronomici relativi a tecnica colturale e difesa - parte 1 - a cura di Antesia

Tecnica
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La gestione della difesa fitosanitaria della fragola è particolarmente complessa. Diverse sono le motivazioni, fra le quali: la monocoltura in successione; la lunga permanenza in campo della coltura (da Ottobre a Giugno dell'anno successivo); l'elevato numero di stacchi per ciclo; il ridotto intervallo di tempo tra uno stacco ed il successivo. Si tenga poi presente che, sebbene la fragola sia di gran lunga il frutto più attraente per i consumatori, soprattutto i bambini, essa è anche, nell'immaginario collettivo, considerata il frutto più trattato con 'pesticidi' soprattutto quando ci si trova di fronte a frutti di grosse dimensioni. Ragion per cui maggiore attenzione bisogna porre all'aspetto 'salubrità' del prodotto.

 

Un approccio pianificato e meticoloso alla lotta contro le avversità con una razionale tecnica agronomica di base, ed un impiego puntuale dei mezzi tecnici a disposizione, chimici e non, è requisito indispensabile per ottenere produzioni abbondanti, di alta qualità e con bassi, se non del tutto assenti, livelli di residui di prodotti fitosanitari.

 

Tecnica colturale

La tecnica colturale incide per almeno l'ottanta per cento sul successo della difesa fitosanitaria. Fra tutte le pratiche agronomiche analizziamo quelle più importanti.

Disinfezione del suolo e concimazione di fondo

Tra i metodi a disposizione per la disinfezione del suolo, tenendo presente che gran parte dei fumiganti saranno, nell'immediato futuro, destinati a scomparire dalla gamma degli agrofarmaci impiegabili, una grande importanza riveste la solarizzazione in tunnel chiuso che, accoppiata ad un abbondante apporto di stallatico o paglia in aggiunta a calciocianamide, garantisce una protezione adeguata dalle più importanti avversità telluriche. E' richiesto però un periodo minimo di sei settimane di trattamento ed una gestione pressoché perfetta delle lavorazioni del terreno.

Preparazione delle prode e sesto d'impianto

Bisogna porre particolare cura all'altezza delle prode, almeno 30 cm rispetto al piano di campagna, per prevenire ristagni idrici che favorirebbero attacchi di funghi parassiti della radice e del colletto. Anche il sesto di impianto è molto importante nella prevenzione di fitopatie come mal bianco e muffa grigia: una corretta circolazione dell'aria, nel sistema classico Campano di coltivazione a prode binate con piante a quinconce, prevede distanze tra i fori, sul film nero di pacciamatura, di 35cm tra le file e non inferiori a 25cm sulla fila. In un tunnel largo 5,1-5,2mt si sistemano quattro prode con un interasse di 1,25mt. Con tunnel lunghi mediamente 35mt si arriva ad una densità di impianto di circa 60.000pt/Ha di superficie coperta. 

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Baulatura e pacciamatura

Baulatura e pacciamatura - fragola

 

Scelta varietale

Sebbene la varietà dominante sia a tutt'oggi Camarosa, licenziata nel lontano 1992 dall'Università della California-Davis, sensibile ad oidio e muffa grigia, il miglioramento genetico si sta orientando, tra gli altri obiettivi, anche verso l'introduzione di resistenze alle avversità, in particolare  quelle causate da funghi alberganti nel suolo. Molto rustica si presenta la emergente Candonga licenziata da Planasa.

 

Irrigazione e fertirrigazione

Dato oramai per assodato l'impiego di ali gocciolanti leggere o pesanti sotto la pacciamatura, un approccio corretto alla gestione degli apporti idrici prevederebbe l'impiego di strumenti come il tensiometro oppure la misurazione dell'evapotraspirazione potenziale da correggere con il coefficiente colturale (Kc) per il calcolo del volume irriguo una volta individuato il turno. In realtà sono disponibili, per i Kc della fragola, solamente studi Californiani condotti, tra l'altro, in condizioni di pieno campo. Si auspica che in futuro anche in Italia si effettuino ricerche in tal senso.

In linea generale gli interventi irrigui dovranno essere sempre cadenzati e commisurati a seconda dell'andamento climatico, della natura del terreno, dell'età e della fase fenologica della pianta. Interventi troppo frequenti e volumi abbondanti possono determinare ristagni idrici ed eccessivo intenerimento dei tessuti con ovvie ripercussioni sugli attacchi di parassiti fungini; interventi troppo radi e volumi scarsi possono provocare notevoli riduzioni della produzione. La fertirrigazione deve prevedere il calcolo esatto della soluzione nutritiva in base all'analisi chimico-fisica dell'acqua di irrigazione, limitando gli apporti di azoto ammoniacale al minimo indispensabile ed al periodo autunno-invernale. Acqua permettendo, l'EC della soluzione fertirrigante non dovrebbe mai superare 1,0-1,1dS/m in autunno-inverno e 0,8-0,9dS/m in primavera-estate e la concentrazione dello ione NH4+ nel momento di maggiore apporto non deve superare gli 0,4meq/lt.

 

Gestione dei tunnel

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Tunnel - fragola

La ventilazione dei tunnel è una condizione essenziale per la prevenzione delle malattie fungine. La lunghezza massima delle strutture non deve superare i 40mt (anche per garantire una ottimale distribuzione dei prodotti fitosanitari) e l'orientamento deve essere quello della direzione prevalente del vento (normalmente est-ovest sulla Campania tirrenica). I tunnel, tranne in occasione di correnti d'aria particolarmente fredde, devono restare sempre aperti per garantire un ricambio d'aria costante. La chiusura dei tunnel comporta un aumento dell'umidità relativa che determina a sua volta una maggiore incidenza delle malattie sugli organi suscettibili della pianta. Inoltre, ad una 'forzatura' della pianta durante l'inverno per il conseguimento della precocità, segue inevitabilmente un arresto vegetativo dopo il primo picco di raccolta con ripercussioni sull'intero ciclo produttivo. Indispensabile anche l'ombreggiatura dei tunnel nella fase di piena raccolta distribuendo calce o idropittura sul film.

 

Continua... 'mezzi tecnici per la difesa integrata della fragola'

 

 

A cura di Pierluigi Pugliano - socio di Antesia

Antesia, l'Associazione Nazionale Tecnici Specialisti In Agricoltura
I soci di Antesia sono dottori agronomi e forestali, periti agrari, agrotenici, tecnologi alimentari che svolgono assistenza tecnica agronomica a centinaia di produttori agricoli e agroalimentari, svincolati dalla vendita di qualsivoglia prodotto materiale alle aziende agricole. Antesia contribuisce alla formazione dei soci ed al loro continuo aggiornamento, promuovendo il reciproco scambio di informazioni, conoscenze ed esperienze di campo. Se vuoi conoscere le iniziative di Antesia, vai su www.antesia.it. Se vuoi diventare socio di Antesia, vai su www.antesia.it

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

Autore: Associazione Antesia

Speciale: Colture protette II

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