La provincia di Brescia è stata sede dell’ultimo di una serie di incontri tecnici organizzati da DuPont per focalizzare l’attenzione sull’evoluzione delle problematiche e delle opportunità per le colture del mais e della soia. DuPont  mette a disposizione degli agricoltori una solida esperienza agronomica specifica, come pure soluzioni tecniche di elevato profilo, sia da un punto di vista delle sementi, grazie alla consolidata leadership di Pioneer Hi-bred, sia per quanto riguarda i mezzi tecnici per il diserbo e la difesa.
La panoramica è stata a 360°, toccando temi focali per la maiscoltura, partendo dal ruolo sempre più importante del contoterzista: questi, infatti, ha progressivamente modificato nel tempo il proprio ruolo in azienda, passando da semplice fornitore di lavoro meccanico a partner tecnico dell’agricoltore. E’ quindi divenuto il perno intorno al quale ruotano spesso tutte le tematiche legate alla quantità e, soprattutto, qualità dei raccolti. Giorgio Casari, Product Manager della gamma DuPont  per il mais e per la soia, ha sottolineato la ricerca dei “valori” che il nuovo ruolo ha attribuito al contoterzista: da noleggiatore di macchine egli è divenuto un riferimento per affidabilità e qualità del lavoro, realizzando un margine economico basato su di un servizio completo ed efficiente. Proprio in tale ottica rinnovata, DuPont  si pone ai contotezisti con soluzioni tecniche di elevato profilo ed affidabilità, come Titus® (rimsulfuron 25% DF) e Task® (rimsulfuron 3,26% + dicamba 60,87% in formulazione anch’essa DF in sacchetti idrosolubili). A questi prodotti di punta, che si distinguono non solo per l’efficacia in campo ma anche per l’agevole e sicura manipolazione per l’operatore, si affiancano partners tecnici quali:
:: Flavos® (bromoxinil ottanoato 330 g/L): utilizzato in miscela per migliorare il controllo di chenopodio, Solanum, Datura, crucifere e Poligonacee.
:: Agherud® Dicamba (MCPA sale 29,1% + dicamba sale 27,91 g/L): ideale per il controllo di convolvolo, Calystegia, Cirsium, in miscela a tre vie con Titus® e Flavos®.
:: Starane 21® (fluroxipir 200 g/L): di cui se ne consiglia l’uso in miscela con Titus® quando si debbano controllare difficili infestazioni di infestanti ruderali, quali Abutilon, Bidens, Datura, Sycios, Xantium etc.)
:: CodacideTM (olio di colza 95%): completamente biodegradabile, è il nuovo coadiuvante che DuPont  propone per la preparazione delle miscele erbicide. Esso esplica la propria azione in due steps successivi: dapprima incorpora le molecole all’interno della poltiglia, in seguito ne migliora la distribuzione e la penetrazione nel parenchima fogliare delle malerbe. Sulle graminacee, specialmente Panicum e sorghetta, CodacideTM è in grado di enfatizzare la specifica efficacia di Titus® e Task®.

Giorgio Casari ha ricordato infine, facendo una digressione sulla coltura della soia, come il 65% della superficie sia oggi diserbata con prodotti DuPont , quali Harmony® 75 DF (thifensulfuron metil 75% DF), Tuareg® (imazamox 40 g/L) e Agil® (propaquizafop 9,7%).
La giornata è proseguita toccando le tematiche della sicurezza in materia di agrofarmaci e della problematica delle contraffazioni. Lorenzo Parente ha sottolineato come da oltre un anno DuPont  si sia dotata di sistemi di identificazione dei propri prodotti di punta (Titus®, Granstar®, Safari®, Gulliver®, etc.) apponendo, su ogni confezione di prodotto, un sigillo di garanzia di tipo tridimensionale, di difficile falsificazione, in modo che il rivenditore e l’agricoltore possano agevolmente riconoscere i prodotti “originali”, evitando così l’acquisto di formulati di origine incerta.
Massimo Blandino (Università degli studi di Torino) e Mirco Casagrandi (AgriOK – Gruppo Granarolo) hanno approfondito rispettivamente i temi della salubrità della granella raccolta, con un occhio speciale sulle problematiche legate alle aflatossine e la qualità all’interno della filiera del mais. Blandino ha sottolineato l’importanza di corrette scelte agronomiche, a partire dalla scelta di ibridi idonei a sfuggire alle infestazioni di piralide e quindi alle infezioni successive dei parassiti fungini produttori di aflatossine. Inoltre, il controllo in campo dell’insetto può ridurre significativamente l’incidenza delle medesime crittogame (Fusarium, Aspergillus etc.). Le applicazioni di insetticida vengono a tal fine effettuate prevalentemente sulla seconda generazione del fitofago, la quale si mostra essere la più dannosa, anche perché in estate gli eventuali stress idrici della coltura la rendano più sensibile alle differrenti avversità. In caso di elevate pressioni di piralide si può arrivare perfino alla rottura dello stocco. Basilare risulta una buona bagnatura/penetrazione del fogliame e la corretta epoca di trattamento. L’efficacia maggiore dei trattamenti con insetticidi si mostra essere in corrispondenza dei giorni immediatamente successivi al picco delle catture. Proprio per questa seconda ragione appare necessario monitorare la presenza del parassita con apposite trappole a feromoni o luminose. Anche un singolo trattamento, correttamente posizionato, può ridurre significativamente la diffusione e, soprattutto, la severità delle infestazioni.
Mirco Casagrandi ha approfondito il tema della filiera, sia da un punto di vista della qualità dei prodotti in filiera che da quello della tracciabilità. L’intensificazione colturale consente di migliorare la salubrità della coltura e quindi quella dei raccolti. Non sempre le riduzioni degli apporti di nutrienti e di agrofarmaci si e’ mostrata in grado di garantire una difesa e uno stato sanitario eccellente: spesso gli elevati contenuti in aflatossine hanno infatti messo fuori mercato grandi partite di latte o di granaglie, dal momento che queste contaminazioni “microbiologiche” sono potenzialmente di gran lunga più dannose per la salute umana ed animale delle eventuali contaminazioni chimiche, sempre ovviamente nel rispetto dei limiti di residui massimi ammessi. E’ sufficiente infatti l’equivalente in peso di 10 chicchi di mais su 1 tonnellata di granella per raggiungere i 20 ppb, soglia limite ammessa per le aflatossine. Basti pensare, a tal proposito, come l’AF B1 sia il più potente epatocancerogeno che si conosca sui mammiferi.
Riguardo ai prodotti insetticidi utilizzabili, Casagrandi ha elencato i piretroidi (efficaci ma termolabili e non selettivi); gli IGR (coprono la fase di ovideposizione, ma sono ancora costosi); Steward® (indoxacarb 30% WG), ampiamente selettivo, non teme le temperature ed ha una buona persistenza dell’azione biologica; Esteri + piretroidi (efficaci per contatto e ingestione, sono abbattenti ma non sono selettivi). I risultati in campo sottolineano come tra parcelle trattate e testimoni vi sia un incremento del peso specifico della granella fino anche al 20%. Ma questo non deve far focalizzare solo sulla resa, ma anche e soprattutto sulla salubrità: seguendo le corrette pratiche agronomiche la presenza di aflatossine può essere ridotta agevolmente al di sotto delle soglie di legge.
Aronne Magni, Pioneer Hi-bred, ha illustrato “QMax”, un progetto che prevede un contributo economico all’agricoltore che tratti contro la piralide. Tale contributo prevede per il trattamento su circa il 20% della superficie a mais 30 €/ha se trattato con irroratrice su trampoli, 15 €/ha se trattato con atomizzatori, tifoni o altro.
Questo perché il mais deve essere sempre più percepito come coltura da “professionisti”. Ciò implica un approccio integrato alla coltura, a partire proprio dalla scelta degli ibridi più idonei per le specifiche caratteristiche degli appezzamenti e delle condizioni climatiche. Perché quindi QMax? Perché si deve ottenere il massimo della quantità nel rispetto della massima qualità. L’adesione al progetto porta vantaggi non solo all’agricoltore, ma anche ai centri di raccolta, i quali possono contare su conferimenti più sicuri e sani. Da ultimo, vi è da sottolineare come vi siano anche 3 novità in gamma Pioneer: PR34A15, PR34P88, PR32H20, aventi diverse caratteristiche e giorni di maturazione.
Renzo Pedretti, Product Manager insetticidi DuPont , ha infine illustrato la gamma DuPont  per il mais: Cydim® (teflubenzuron 150 g/L) appare ideale per trattamenti durante la fase di ovideposizone della Piralide. Steward® invece si posiziona elettivamente sui trattamenti ovo-larvicidi, come pure Nurelle® D (clorpirifos 500 g/L + cipermetrina 50 g/L) e Bayteroid® (ciflutrin 50 g/L) si mostrano altamente efficaci come larvicidi ad ampio spettro. Delfin® (B. thuringiensis Var. Kurstaki SA 11, 6,4%) si propone per applicazioni in aziende che seguano disciplinari di produzione biologica.
Steward® mostra un punto di forza anche nella sua stabilità chimica alla alte temperature, le quali caratterizzano le epoche di applicazione dei prodotti contro la Piralide. La selettività, come già detto, è considerevole, scongiurando l’insorgenza del ragnetto rosso a seguito del trattamento insetticida. La sua persistenza di azione biologica è ottimale, in quanto agisce anche e soprattutto per ingestione. La sua elevata lipofilia conferisce inoltre elevata resistenza al dilavamento a seguito di piogge o irrigazioni. Si può posizionare in un periodo compreso tra l’IGR (Cydim®) e i larvicidi a base di esteri fosforici e/o piretroidi, grazie alla sua azione ovolarvicida. L’assenza di odore e il basso tempo di rientro permette di ritornare in campo entro pochi giorni. Il tempo di carenza di Steward® è di 7 gg, quindi ampiamente sicuro anche in termini residuali.
Nurelle® D si posiziona idealmente per trattamenti larvicidi, successivi quindi a quelli con IGR e Steward®. Inoltre, esso mostra un’apprezzabile azione su Diabrotica. Come si può ben vedere, la finestra temporale di intervento con i prodotti DuPont  è considerevolmente ampia, coprendo anche alcune settimane del periodo considerato maggiormente critico. Ciò è ancor più importante per i contoterzisti, i quali devono razionalizzare la scelta dei prodotti insetticidi anche in base all’epoca di intervento.

Ulteriori informazioni sui prodotti possono essere reperite contattando la rete di assistenza tecnica DuPont  e sul sito a www.ita.ag.dupont.com .