Avete deciso di dare una svolta nella coltivazione del vostro giardino perché i prodotti per uso non professionale non vi convincono? Avete una rivendita di antiparassitari e siete in cerca della migliore soluzione per ottenere il certificato di abilitazione alla vendita dei prodotti fitosanitari oppure volete aggiungere un titolo al vostro curriculum (e non solo, ovviamente) diventando consulente sull'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari e sui metodi di difesa alternativi?

 

Allora come noi avrete probabilmente digitato sul vostro motore di ricerca preferito "corso patentino fitosanitari 2024" ottenendo oltre 20000 risultati (su Google ne abbiamo appena osservati 21700). Orientarsi in questa giungla non è semplice, ma questi 4 suggerimenti possono aiutare.


1. Cosa dice la norma?

Un piccolo recap. Il decreto 14 agosto 2012, n° 150 ha recepito in Italia la direttiva 128/2009 sugli usi sostenibili (quella che avrebbe dovuto essere pensionata dal Sur, che invece è stato ritirato dalla Commissione per la clamorosa bocciatura causata su divergenze nella riduzione delle quantità di prodotti fitosanitari) ha istituito tre tipi di abilitazioni relative ai prodotti fitosanitari:

  • utilizzatori professionali
  • distributori (abilitazione alla vendita)
  • consulenti per l'uso sostenibile e sui metodi di difesa alternativi.

Il cosiddetto Pan (Decreto 22 gennaio 2014) definisce le modalità operative per l'organizzazione dei corsi di formazione, la loro durata, i requisiti per partecipare, le modalità di fruizione della formazione.

 

Le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano sono le autorità competenti per l'attuazione del sistema di certificazione relativo ai requisiti e alle procedure per il rilascio e il rinnovo delle abilitazioni.

 

Un primo consiglio quindi è di verificare se il corso che vi viene proposto ha il benestare della regione e della provincia autonoma di competenza. Alcune regioni hanno una pagina dedicata con l'elenco aggiornato degli enti che possono somministrare questi corsi.


Questi corsi possono essere svolti sia in presenza che in modalità remota, purché sia possibile validare l'effettiva partecipazione al corso di formazione ed evitare frodi. Poiché l'esame può avvenire anche mediante questionario, anche l'esame può essere somministrato online.

 

I certificati di abilitazione sono validi in tutta Italia e ai corsi organizzati in una regione possono partecipare anche candidati di altre regioni, a patto che l'esame venga effettuato dove si ha partecipato al corso (e ci mancherebbe, diciamo noi).

 

Le materie di insegnamento sono definite dalla norma (Allegato I del decreto 14 agosto 2012, n° 150), così come la durata minima dei corsi (20 ore per utilizzatori professionali e 25 per distributori e consulenti) e la percentuale minima di frequenza (75% delle lezioni). 

 

Ricordiamo qui sotto i requisiti per ottenere i vari tipi di abilitazione. Per tutti c'è il raggiungimento della maggiore età (18 anni) e il positivo superamento dell'esame.

 

  • Utilizzatori professionali. Nessun altro requisito oltre a quelli di base. Sono esentati dalla frequenza i soggetti in possesso di diploma di istruzione superiore di durata quinquennale o di laurea, anche triennale, nelle discipline agrarie e forestali, biologiche, naturali, ambientali, chimiche, farmaceutiche, mediche e veterinarie sono esentati dalla frequenza dei corsi di formazione, è per quello che viene offerto anche il solo esame. Per il rinnovo dell'abilitazione invece la frequenza ai corsi di aggiornamento è obbligatoria.
  • Distributori. I certificati di abilitazione alla vendita possono essere rilasciati solo ai possessori di diplomi o lauree in discipline agrarie, forestali, biologiche, ambientali, chimiche, mediche e veterinarie, che abbiano frequentato il corso e superato l'esame.
  • Consulenti. Stessi requisiti per i distributori, ma possono essere esentati dalla frequenza dei corsi di formazioni gli ispettori fitosanitari, i docenti universitari che operano nel settore, i ricercatori delle università, chi ha esperienza lavorativa di almeno 2 anni nel ruolo, documentata.

 

2. In presenza o in remoto?

La scelta tra partecipare a un corso in presenza o in remoto dipende esclusivamente dai gusti personali, essendo entrambi le modalità valide a tutti gli effetti per l'ottenimento del titolo.

 

Se volete avere anche occasioni di networking scegliete il corso in presenza, che ovviamente è sempre preferibile in quanto consente una maggiore interazione. Se avete poco tempo e/o siete molto tecnologici scegliete quello in remoto, che ha il vantaggio di poter seguire corsi anche nelle altre regioni, magari perché tra i docenti ci sono esperti della materia che preferite.

 

3. Quanto costa?

Il costo dei corsi varia da 57 a 300 euro scarsi, cui vanno aggiunte l'immancabile marca da bollo per il certificato. In alcune regioni sono offerti gratuitamente sfruttando finanziamenti europei. Ovviamente gratis è meglio!

 

4. Dove farlo?

Se scegliete il corso in presenza è consigliabile rimanere nella propria regione, ovviamente, se non vi causa problemi la formazione a distanza potete indirizzarvi in qualsiasi regione.

 

Conclusione

L'esperienza del Covid ha incrementato notevolmente l'offerta di corsi a distanza, per cui avete solo l'imbarazzo della scelta se volete aggiungere un titolo al vostro cv. Fate tuttavia attenzione ad assicurarvi che i requisiti di legge che abbiamo elencato siano rispettati, anche se non abbiamo avuto nessuna segnalazione di irregolarità in materia.

 

Siti regionali relativi al patentino (non le abbiamo trovate tutte)

 
Approfondimenti per studiosi, addetti ai lavori o semplicemente curiosi
  • Decreto legislativo 14 agosto 2012, n. 150 Attuazione della direttiva 2009/128/CE che istituisce un quadro per l'azione comunitaria ai fini dell'utilizzo sostenibile dei pesticidi
  • Decreto 22 gennaio 2014 Adozione del Piano di azione nazionale per l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, ai sensi dell'articolo 6 del decreto legislativo 14 agosto 2012, n. 150 recante "Attuazione della direttiva 2009/128/CE che istituisce un quadro per l'azione comunitaria ai fini dell'utilizzo sostenibile dei pesticidi".