Fertirrigazione a goccia, tre cose da non sottovalutare

Per ottenere produzioni in serra omogenee e di qualità è necessario che le piante ricevano la soluzione nutritiva in maniera uniforme tenendo d'occhio i valori di pH e conducibilità elettrica

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Uniformità di erogazione, controllo di pH ed EC sono fondamentali in fertirrigazione
Fonte foto: Irritec S.p.A.

L'orticoltura e il florovivaismo in serra hanno toccato con mano i vantaggi che i sistemi di irrigazione a goccia offrono alle aziende agricole. Il risparmio idrico e l'efficienza di utilizzo dell'acqua sono incomparabili rispetto a metodi come l'aspersione o lo scorrimento. Se poi ad essere distribuita è una soluzione fertirrigante, il gioco è fatto. La distribuzione di elementi nutritivi tramite l'irrigazione a goccia è una tecnica dalle enormi potenzialità, anche se da gestire con le necessarie competenze e utilizzando i giusti prodotti.

La fertirrigazione a goccia la cui finzione è portare acqua e nutrienti direttamente nella zona radicale, aumenta l'efficienza del sistema, scoraggia la crescita delle malerbe nell'interfila ed evita la bagnatura fogliare che può causare l'insorgenza di malattie crittogamiche. Il tutto si traduce in produzioni di maggiore qualità e quantità, che ripagano i costi sostenuti dall'agricoltore per l'impianto.

La fertirrigazione in ambienti protetti è tuttavia una tecnica complessa che non può prescindere da una progettazione attenta di tutto l'impianto, dalle caratteristiche del suolo e dall'acqua utilizzata per l'irrigazione. Senza contare poi che nella scelta della ricetta irrigua l'agricoltore dovrà prestare attenzione non solo alla coltura sotto serra, ma anche alla sua fase fenologica. Ogni pianta infatti necessita di nutrienti in percentuali differenti a seconda del suo stadio di sviluppo.

Dal punto di vista nutritivo l'operatore si troverà perciò a gestire un 'triangolo' che vede interagire tra loro acqua, suolo e nutrienti. È di fondamentale importanza perciò mantenere sempre monitorati la conducibilità elettrica (EC), indice della concentrazione dei fertilizzanti, il pH, utile ad una corretta assimilazione dei nutrienti, e l'uniformità di portata dei gocciolatori.
 

Ogni goccia vale

Avere ali gocciolanti che non assicurano portate uniformi significa apportare troppi nutrienti ed acqua ad alcune aree del campo, provocando uno stress idrico e nutritivo in altre. In questo caso i vantaggi che la fertirrigazione a goccia assicura vengono spazzati via, lasciando all'agricoltore solo maggiori costi di gestione.

Ecco perché Irritec ha progettato una serie di gocciolatori che assicurano uniformità di erogazione. Per le coltivazioni in fuori suolo la società siciliana produce diversi tipi di gocciolatori di tipo On-Line, gli iDROP, che oltre ad essere autocompensanti sono anche Drop Stop per evitare il drenaggio dell'acqua e della soluzione nutritiva verso le piante poste più a valle.
I gocciolatori hanno diverse portate orarie e, grazie agli appositi manifold, possono servire da uno a 4 vasi o piante vicine. Per facilitare la loro installazione Irritec produce dei kit premontati dotati di manifold, microtubo e specifica astina.
 
I gocciolatori iDROP di Irritec
I gocciolatori iDROP di Irritec

Per le aziende agricole che hanno la necessità di avere la massima precisione nell'erogazione dell'acqua, Irritec ha sviluppato il mini gocciolatore iDrop Light/PC con funzione autocompensante e Drop Stop con portata oraria di 1.1 - 2.1 - 3.8 - 7.8 litri. Ogni gocciolatore ha un filtro di ingresso multiplo: un'entrata assiale e una laterale che migliora l'afflusso dell'acqua nel suo labirinto.
Questo gocciolatore viene fornito pre-assemblato con apposita astina e con microtubo di diversa lunghezza di colore bianco per ridurre la temperatura dell'acqua che rimane al suo interno tra un turno irriguo e il successivo.
 

Controllo della conducibilità elettrica e del pH

Oltre all'uniformità di portata, gli altri due elementi a cui bisogna prestare particolare attenzione sono la conducibilità elettrica e il pH della soluzione. Parametri che vengono impostati e tenuti sotto controllo dai banchi di fertirrigazione, come il fertirrigatore NPK di Irritec, che va ad arricchire la gamma che già oggi vede sul mercato Shaker, Dosabox e Ferticlick.
 
Il commander NPK di Irritec
Il commander NPK di Irritec

Disponibile in 4 versioni a seconda del numero di concimi da miscelare, può iniettare fino a 3 concimi diversi più un acido di correzione. Le modalità di iniezione selezionabili dall'operatore possono essere differenti: volume, proporzione oppure a target di pH ed EC. Il fertirrigatore NPK di Irritec può gestire un agitatore e controllare sia il contatore di acqua che quello dei fertilizzanti.

In un'ottica di automazione il gruppo siciliano ha voluto rendere questo prodotto smart, facendolo "dialogare" con le sonde in campo e dando la possibilità di rendere l'avvio dell'impianto automatico. Per facilitare l'utilizzo è stato scelto uno schermo a cristalli liquidi in cui compaiono tutti i valori in tempo reale: dalla portata al pH, fino alla conducibilità elettrica e così via. Tutti parametri controllabili con una semplice manopola (Encoder digitale).
 
Il commander FLT di Irritec
Il commander FLT di Irritec