Corpo 8, semplificazione in arrivo

Nella legge in esame è coinvolta l'agricoltura. Carcere per chi non combatte la Xylella con i tagli. Bruxelles stringe sugli agrofarmaci. Piace sempre più la cannabis. Questi alcuni degli argomenti affrontati da quotidiani e periodici sui temi dell'agroalimentare dal 18 al 24 gennaio

Angelo Gamberini di Angelo Gamberini

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Corpo 8 è la dimensione del carattere di stampa che con maggiore frequenza si incontra sui quotidiani

L'origine va dichiarata sulle etichette di tutti i prodotti agroalimentari. È quanto prevede il decreto legge ora all'esame del Parlamento per la sua conversione.

Gli ulivi colpiti dalla Xylella vanno abbattuti. Per chi non rispetta questo obbligo è previsto il carcere. Anche questa una delle proposte contenuta nel decreto legge "semplificazione".

Intanto al Parlamento europeo si parla di agrofarmaci, chiedendo norme più stringenti. E si vorrebbe al contempo un approfondimento sul tema glifosate.

Per la difesa delle piante si affacciano nuove tecnologie, come quelle che utilizzano l'ozono per debellare i patogeni.

Difficoltà sui mercati per alcune importanti colture industriali, come pomodoro e barbabietola.

La coltivazione della cannabis continua a raccogliere molte attenzioni. Accade in Lombardia come pure in Friuli Venezia Giulia.

Si avvicina l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea e molti sono i prodotti dell'agroalimentare italiano che potrebbero subire dei danni.

Questi alcuni degli argomenti incontrati sui quotidiani in edicola negli ultimi giorni. Vediamoli più in dettaglio di seguito.


Una legge per semplificare

Fa discutere il decreto legge sul quale è al lavoro il Parlamento per la sua conversione e che in alcuni passaggi riguarda da vicino il mondo agroalimentare.
Fra i temi toccati quello dell'etichettatura e dell'indicazione di origine delle materie prime.

In un primo momento si era temuto che le modifiche cancellassero l'obbligo di indicare la provenienza. Questa almeno la perplessità espressa da "Italia Oggi" del 19 gennaio, che commenta fra l'altro l'emendamento con il quale si vorrebbero escludere dalla ricetta elettronica le prescrizioni veterinarie per cani e gatti.
Un'ipotesi, aggiungo, che cancellerebbe ogni speranza di conoscere il reale consumo di antibiotici in campo animale.

I timori espressi da Italia Oggi sono fugati il giorno seguente da "Libero", che anzi saluta con ottimismo le norme ora allo studio, che estendono a molti prodotti, come succhi e salumi, l'obbligo di indicare in etichetta la provenienza.
Una conferma in tal senso arriva il 22 gennaio da "Il Sole 24 Ore", secondo il quale l'etichetta d'origine potrebbe essere estesa a tutti gli alimenti.
Sullo stesso argomento interviene il 23 gennaio "La Verità", per confermare le opportunità che le etichette d'origine potrebbero rappresentare per la difesa del made in Italy.


Xylella, abbattimenti e carcere

Nelle pieghe del decreto legge sulle semplificazioni si celano poi alcune novità per la lotta alla Xylella.

Stando alle anticipazioni pubblicate il 22 gennaio su "Avvenire", non ci sarebbe scampo per gli ulivi colpiti dal patogeno, tutti da abbattere.
Per chi non rispetta questa imposizione, si legge poi sul "Corriere del Mezzogiorno", le sanzioni sono pesanti, sino a prevedere il carcere.

Tanta severità può trovare giustificazione nell'avanzata senza sosta di questa patologia che ora sta giungendo alle porte di Bari, come scrive la "Gazzetta del Mezzogiorno" del 21 gennaio. In cinque anni la patologia si è estesa su 770mila ettari.

A rendere ancora più difficile la soluzione del problema Xylella le numerose tesi sui modi di affrontarla.
Un articolo-inchiesta pubblicato il 24 gennaio da "Il Fatto" getta altra benzina sul fuoco delle polemiche.
L'ipotesi di espiantare tutti gli ulivi infetti, sostiene l'articolo, non offre garanzie di una soluzione definitiva, mentre si osteggiano le cure alternative. Tutte però prive di basi scientifiche.

Nel frattempo rientrano le dimissioni dell'assessore pugliese all'Agricoltura, Leonardo di Gioia. Ma anche per questo episodio le polemiche non si placano, come si legge sempre il 24 gennaio sulla "Gazzetta del Mezzogiorno".


Attenti all'agrofarmaco

In tema di difesa è opportuno tenere conto di quanto si va discutendo a Bruxelles, con gli eurodeputati che chiedono normative più stringenti sull'impiego degli agrofarmaci, argomento del quale si occupa il "Giornale di Brescia" del 20 gennaio.

Su questo tema interviene il 21 gennaio "L'Arena", puntualizzando che fra le richieste promosse dal Parlamento europeo ci sarebbero anche ulteriori approfondimenti sui rischi connessi all'impiego di glifosate.
 

La difesa con l'ozono

Restiamo in argomento con le recenti applicazioni dell'ozono nella lotta ad alcune patologie che si possono riscontrare nei vigneti. Se ne parla sull'"Eco di Bergamo" del 22 gennaio.

Come si utilizza questa tecnologia e quali vantaggi può offrire ne parla poi "Italia Oggi" del 23 gennaio intervistando il responsabile dell'azienda che ne ha messo a punto l'applicazione.
 

Barbabietole e zucchero

L'andamento dei mercati agroalimentari è l'argomento del quale si occupa "La Stampa" del 20 gennaio, riferendo che c'è maggiore disponibilità di cibo prodotto in Italia, ma per molti alimenti, come ad esempio olio, latte e cereali, dipendiamo in larga misura dall'estero.

Anche lo zucchero figura fra i prodotti per i quali l'Italia non è autosufficiente.
In Veneto scrive il "Mattino di Padova" del 19 gennaio, le superfici coltivate a barbabietola sono ancora in diminuzione.
Va meglio in Emilia, dove le semine sono sui livelli degli scorsi anni, mentre per il prezzo si registrano spunti al rialzo, come si apprende da "Il Resto del Carlino".
 

Pomodoro in affanno

"La Stampa" del 22 gennaio prende in esame il settore del pomodoro da industria, dove l'Italia vanta da sola il 50% di tutta la produzione europea, per un valore complessivo di 3 miliardi di euro.

Nonostante questi numeri importanti, il settore del pomodoro fa registrare un calo delle semine, come si apprende da "Il Resto del Carlino" del 19 gennaio.
Colpa, scrive la "Nuova Ferrara" del 20 gennaio, dei prezzi bassi e degli alti costi di produzione, unitamente alle complicazioni per le indicazioni di origine.

Sul futuro del pomodoro da industria interviene il quotidiano cremonese "La Provincia" del 24 gennaio ospitando un'intervista a Tiberio Rabboni, alla guida dell'Organizzazione interprofessionale del settore.
Molte le cause delle difficoltà in atto, non ultime le divisioni che lacerano il mondo agricolo.


Cannabis, avanti tutta

Chi sembra non avere problemi di mercato è la coltivazione della canapa.
In questo settore, si apprende da "Il Giorno" del 20 gennaio, è ai primi posti la Lombardia sia per estensione delle superfici destinate alla coltivazione della cannabis, sia per numero di negozi specializzati nella vendita del prodotto finale.

La coltivazione della cannabis incontra molti favori anche in alcuni paesi dei Balcani, come si apprende da "Il Piccolo" del 23 gennaio. Segnali di interesse in Macedonia e Croazia, ma anche in Grecia e Romania.
 

Agrumi in "volo"

Il settore agrumicolo saluta con soddisfazione l'accordo siglato dal ministro Gian Marco Centinaio con il responsabile cinese delle dogane, grazie al quale si è avuto il via libera, sebbene provvisorio, all'invio per via area dei nostri agrumi verso Pechino.
Se ne parla il 24 gennaio sulle pagine del "Giornale di Sicilia", dal quale si apprende che l'accordo comprende anche erba medica e nocciole italiane.

"Italia Oggi" del 23 gennaio ricorda l'importanza dell'agrumicoltura italiana, seconda in Europa dietro alla Spagna.
Stando ai dati Eurostat, sono 80mila gli ettari coltivati ad agrumi nel nostro paese, contro i 140mila della Spagna.


Chi ha paura della Brexit

Si complica lo scenario sulle conseguenze dell'uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea.
"Avvenire" del 20 gennaio prende in esame i possibili riflessi sulle nostre esportazioni di vino e di alimenti, mentre il "Gazzettino" del 18 gennaio si dice preoccupato per l'export di prosecco.

L'argomento è preso in esame anche dal "Corriere del Mezzogiorno", secondo il quale una delle regioni più colpite dalla Brexit potrebbe essere la Campania.

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