Riso, dazi: a volte ritornano

E' arrivato ieri il via libera delle Commissione europea al ripristino dei dazi sulle importazioni di riso da Cambogia e Myanmar/Birmania. Con la pubblicazione oggi in Gazzetta Ufficiale, entreranno in vigore da domani per i prossimi tre anni

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I dazi saranno in vigore per i prossimi tre anni
Fonte foto: © kazukazu - Adobe Stock

Torneranno in vigore domani, 18 gennaio 2019, i dazi sulle importazioni di riso proveniente da Cambogia e Myanmar/Birmania, che saranno progressivamente ridotti nell'arco di tre anni. La decisione è stata pubblicata oggi, 17 gennaio 2019, nella Gazzetta Ufficiale Ue, dopo la  notizia arrivata ieri del via libera da parte della Commissione europea.
L'Ue reintrodurrà sul cereale il normale dazio doganale, pari a 175 euro la tonnellata nel primo anno, per poi ridurlo progressivamente a 150 euro la tonnellata nel secondo anno e a 125 euro la tonnellata nel terzo.
 

L'inchiesta

La decisione è stata presa a seguito di un'inchiesta che ha confermato il notevole aumento delle importazioni nell'Unione europea di riso Indica da Cambogia e Myanmar/Birmania, che ha determinato un pregiudizio economico per i produttori europei. L'inchiesta formale è stat avviata nel marzo 2018 dalla Commissione europea dopo aver ricevuto la richiesta di istituire misure di salvaguardia commerciale sulle importazioni di riso avanzata nel febbraio 2018 dal governo italiano, sostenuto da tutti gli altri Stati membri dell'Ue produttori di riso (Spagna, Francia, Portogallo, Grecia, Ungheria, Romania e Bulgaria).

La Commissione ha constatato che le importazioni di riso Indica da entrambi i paesi sono aumentate complessivamente dell'89% nelle ultime cinque campagne risicole. Dall'inchiesta è emerso anche che i prezzi erano notevolmente inferiori a quelli praticati sul mercato dell'Ue ed erano di fatto diminuiti nello stesso periodo. L'impennata delle importazioni a basso prezzo ha causato gravi difficoltà ai produttori di riso dell'Ue, tanto che la loro quota di mercato nell'Ue è diminuita sensibilmente, passando dal 61% al 29%.

La Cambogia e il Myanmar/Birmania sono tra i beneficiari del regime commerciale dell'Ue "Tutto tranne le armi", Eba, che concede unilateralmente ai paesi meno sviluppati al mondo un accesso al mercato dell'Ue in esenzione da dazi e contingenti (fatta eccezione per le armi e le munizioni). Si tratta di uno dei pilastri del regime di riduzione tariffaria nel quadro del sistema di preferenze generalizzate, Spg, dell'Ue a favore dei paesi in via di sviluppo. Il provvedimento odierno è adottato sulla base del meccanismo di salvaguardia previsto dal regolamento Spg.
 

Italia: sempre più qualità e trasparenza in etichetta

"Inizia una nuova fase per l'intero comparto, dopo anni di denunce e proteste. Tutelare i nostri prodotti e il reddito dei nostri risicoltori vuol dire anche questo. Siamo al loro fianco e la nostra battaglia in Europa non si ferma qui". Queste le prime parole dell ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio sulla decisione del ripristino dei dazi."Ringrazio la delegazione italiana per la realizzazione del dossier - ha aggiunto Centinaio - e per l'intero percorso negoziale che il Mipaaft ha condotto in sinergia con il ministero dello Sviluppo economico, degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale e agli altri paesi membri produttori. Un successo plurale che dimostra, ancora una volta, quanto sia fondamentale fare squadra. Un ringraziamento particolare va all'Ente nazionale risi per l'efficace lavoro di assistenza tecnica e alle organizzazioni di categoria, con le quali prosegue il dialogo. Adesso puntiamo ancora di più sulla qualità, sulla promozione e sulla trasparenza in etichetta per riconoscere i veri prodotti italiani" .

Ricambia i ringraziamenti il presidente dell'Ente nazionale risi, Paolo Carrà: "Ancora una volta la filiera risicola nazionale, con l’indispensabile attività del Mipaaft e del Mise, ha saputo dimostrare quella compattezza e quella autorevolezza che già in altre occasioni le hanno permesso di essere vincente a Bruxelles. La Commissione, con questa insperata e da molti ritenuta impossibile decisione, ci dà la possibilità di recuperare quote di mercato di riso Indica".
 

La soddisfazione delle organizzazioni agricole

Secondo un'analisi di Coldiretti Cambogia e Birmania (ex Myamar) hanno esportato nell'Unione europea 328 milioni di chili di riso nel 2017/18, con un aumento del 256% negli ultimi sette anni. L'organizzazione agricola, soddisfatta, ha commentato così la notizia: "Un deciso cambio di rotta nelle politiche europee rispetto agli accordi commerciali preferenziali stipulati con paesi che spesso non rispettano le condizioni produttive e i diritti dei lavoratori vigenti all'interno dell'Unione. Una misura necessaria per salvare la produzione nazionale colpita da una drammatica crisi che mette a rischio il primato in Europa dove l'Italia è il primo produttore di riso con 1,40 milioni di tonnellate su un territorio coltivato da circa 4mila aziende di 219.300 ettari, che copre circa il 50 % dell'intera produzione Ue con una gamma varietale del tutto unica".

A questi dati si aggiungono quelli riportati da Copagri che riporta in una nota la soddisfazione del presidente Franco Verrascina e ricorda: "Nell'Unione europea le esportazioni di riso sono crollate, ad agosto 2018 su base annua, del 37,6% in valore, mentre le importazioni, sempre nello stesso periodo, sono aumentate del 14,4%, portando la bilancia commerciale a una percentuale negativa pari al 24,5%; un andamento molto simile si è verificato in Italia, paese che è il primo produttore comunitario di riso, dove nel 2018 l’export è calato di quasi 8mila tonnellate, mentre l’import è aumentato di circa 3mila tonnellate".
 

Il lavoro di squadra porta a risultati

Tutti d'accordo sul fatto che lavorare insieme porta al raggiungimento degli obiettivi. "Questa è una vittoria europea - ha commentato il presidente nazionale Cia, Dino Scanavino - ma anche degli Agricoltori italiani. Sono anni che portiamo avanti la battaglia per il ripristino della clausola di salvaguardia, sottolineando il pesante impatto che l’import agevolato di riso asiatico ha avuto sui produttori dell’Ue". Giorgio Mercuri presidente di Alleanza delle Cooperative agroalimentari ha ricordato che la vittoria non era così scontata: "Anche la cooperazione risicola non ha mancato in questi mesi di far sentire la sua voce contribuendo al raggiungimento del risultato. In occasione degli Stati generali europei del riso convocati a Milano nel 2017, si è dato avvio ad un percorso che ha portato il nostro paese ad una vittoria che appariva tutt’altro che scontata qualche anno fa. Nel 2018, durante gli Stati generali convocati a Bruxelles, è stato poi sottoscritto il documento che ha dato il via alla richiesta ufficiale di reintrodurre i dazi dai paesi importatori, Myanmar e Cambogia”.

Anche Paolo De Castro, primo vicepresidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo evidenzia l'importanza di essere uniti e ripercorre la successione di eventi che hanno portato al risultato: "In Europa, quando si è confrontati a situazioni che appaiono impossibili, il gioco di squadra permette di portare a casa i risultati voluti. Gli esiti ottenuti sono frutto di un lavoro di squadra iniziato nel luglio 2017 con l'invio, da parte della delegazione Pd al Parlamento europeo, di una lettera di denuncia alla Commissaria Ue al commercio Cecilia Malmström, seguita da un dossier dei ministri del Governo Gentiloni, Maurizio Martina e Carlo Calenda, e in seguito dal sostegno dell'attuale ministro per le politiche agricole, agroalimentari Gian Marco CentinaioInsomma la vicenda del riso dimostra ancora una volta che più che i pugni sul tavolo, conta la solidarietà dei partner che ci hanno sostenuto”.

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