Una "pianta jolly": Bulbine frutescens

Una specie da ambiente mediterraneo capace di risolvere problemi di carenza d'acqua. A cura di Riccardo Albericci, socio dell'Associazione Pubblici Giardini

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Bulbine frutescens si può definire pianta suffrutticosa succulenta
Fonte foto: © Sachi - Adobe Stock

Nelle nostre città capita a volte di imbattersi in aiuole o fioriere dove le piante originariamente presenti sono sparite e al loro posto c'è il vuoto (o, peggio, erbe infestanti).

I motivi di questi fallimenti possono essere diversi, ma in ambienti mediterranei uno dei motivi più ricorrenti è la scarsità di acqua se non addirittura la sua indisponibilità: si creano aiuole e fioriere perché "il verde è bello" trascurando o sottovalutando il fatto che le piante vanno gestite, in primis irrigandole.

Di fronte a uno di questi casi ricorrenti in cui ho avuto modo di imbattermi nel passato, mi è stato chiesto: esiste una pianta che cresce senza il bisogno di essere irrigata, e che magari fiorisce anche, così da evitare di veder prosperare le piante infestanti?

Ecco, provate Bulbine frutescens (B. caulescens).

Specie originaria del Sudafrica appartenente alla famiglia delle Asphodelaceae, Bulbine frutescens si può definire pianta suffrutticosa succulenta, con fusti prostrati e ramificati da cui fuoriescono numerose radici avventizie capaci di propagare i culmi formati da foglie quasi cilindriche lunghe 10-15 cm. Il colore di queste risente della disponibilità idrica che, quando scarseggia, vira da verde chiaro a grigio. In primavera, ogni apice vegetativo sviluppa una infiorescenza gialla (o giallo-arancio) su stelo alto 30-50 cm. circa, e in tarda estate manifesta anche la capacità di rifiorire, seppure parzialmente.

La resistenza alla siccità è l'arma vincente della Bulbine. Dai test colturali cui è stata messa alla prova ne è uscita a pieni voti. Si adatta ai suoli più svariati anche se substrati ben drenati e a reazione neutro-basica sono i suoi prediletti. Anche in stress nutrizionale mostra ottime doti di adattabilità. Se coltivata in contenitore non dà segni di insofferenza. Non è soggetta a parassitosi, non contiene sostanze velenose o urticanti (anzi è utilizzabile in fitoterapia), non è sensibile al salino, non richiede concimazioni.
 
Dunque, quali controindicazioni poter segnalare? Sicuramente è una essenza sensibile ai freddi intensi, ma temperature poco al di sotto dello zero (non eccessivamente prolungate) sono tollerate molto bene. L'esposizione in ombra non è ideale anche se ha mostrato di essere capace di svilupparsi e fiorire ugualmente.

Bulbine frutescens risolve egregiamente quelle situazioni in ambiente mediterraneo dove non vi è disponibilità di acqua ma c'è necessità di inverdire piccole superfici: impiegata come tappezzante in condizioni di aridità ed esposizione in pieno sole, garantisce un successo inaspettato, anche in vasi e fioriere isolate e non irrigabili. Forma cuscini densi di vegetazione e, a copertura del terreno avvenuta, mostra anche di saper tenere lontane le infestanti.

Come accorgimenti colturali per ottenere i migliori risultati, al momento dell'impianto si deve provvedere a una accurata pulizia del terreno da radici, bulbi, stoloni. La messa a dimora può avvenire tutto l'anno, soprattutto se si utilizzano piante coltivate in vaso; invece, a distanza di due-tre anni dall'impianto, è bene rinnovare la copertura facendo l'espianto totale e la ricoltivazione degli apici vegetativi che si presenteranno già provvisti di radici avventizie capaci di attecchire prontamente. Questa operazione (peraltro veloce) ha dato i migliori risultati se eseguita in inverno ovvero poco prima della sua fine, che consentirà in poche settimane di ottenere nuovamente la totale copertura del suolo con le piante pronte per affrontare una nuova stagione siccitosa.

Dal punto di vista paesaggistico-ornamentale, una copertura di Bulbine si può integrare con piante succulente che emergono dal piano orizzontale (Aloe, Agave, Dasylirion, Yucca, eccetera) e che abbiano la medesima capacità di sopportare le condizioni ambientali del luogo in cui si deve intervenire.
Riccardo Albericci
Associazione Pubblici Giardini
Delegazione Liguria

 

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