Il Pecorino Romano Dop con stagionatura da 5 mesi e oltre, da produttore, franco caseificio o magazzino di stagionatura, merce nuda, contenuto di grassi secondo le prescrizioni di legge e Iva esclusa è stato quotato il 24 marzo scorso alla Borsa Merci di Milano a 12,00 euro al chilogrammo sui minimi, e 12,15 euro sui massimi, prezzo invariato dal 24 febbraio scorso, quando aveva registrato un incremento di 0,05 euro al chilo sulle precedenti sedute da quella del 2 settembre 2024 in poi, data dell'ultima variazione, un calo dell'1%. Questi dati - pure ufficiali e rilevati anche AgroNotizie® per mezzo del Clal che li pubblica settimanalmente - non convincono Agrinsieme Sardegna, il coordinamento tra le organizzazioni agricole isolane facenti capo a Cia, Confagricoltura e Copagri, e le imprese sarde delle Centrali della Cooperazione (Agci Agrital, Fedagri Confcooperative e Legacoop Agroalimentare).
Al punto che in un documento chiedono al sistema camerale di portare in Sardegna le quotazioni del formaggio Dop. Anche perché, come noto, il prezzo del formaggio - già di per sé importantissimo per i trasformatori - è la base di calcolo del valore del latte all'ovile pagato dalla trasformazione ai pastori. Del resto, il Pecorino Romano Dop è prodotto per il 95% in Sardegna, in 34 aziende di trasformazione dei complessivi 39 caseifici coinvolti in tutto l'areale di produzione.
Agrinsieme, quotare sull'isola
"Alla luce della dimensione e dei numeri rappresentati dal comparto regionale e per rafforzare ulteriormente la filiera del Pecorino Romano Dop, riteniamo che la Sardegna debba rappresentare il luogo idoneo e naturale, attraverso l'istituzione di apposito comitato prezzi permanente, per poter comunicare gli andamenti mercantili di questa Dop, visti i pesi ponderali che esprime sulla bilancia commerciale. Prezzi e quotazioni del prodotto che oggi vengono battuti solo nella Camera di Commercio di Milano" si afferma nel documento preparato a margine dell'ultimo coordinamento di Agrinsieme Sardegna, tenutosi nei giorni scorsi.
"Si sollecita quindi l'intervento delle Camere di Commercio della Sardegna e della Regione Autonoma - continua il documento - affinché si avviino le dovute procedure per questa nuova riorganizzazione, che dovrà essere accompagnata da un fondo finanziario pubblico, almeno triennale, capace di sostenere il progetto".
Il rischio di manovre sui prezzi a Milano
"Esiste infatti il fondato sospetto - riporta la relazione di Agrinsieme - che questa condizione non dia adeguate garanzie di terzietà nella costruzione del giusto prezzo dal momento che, chi attualmente opera presso la Camera di Commercio di Milano, è un unico produttore nonché operatore commerciale". "È infatti interesse delle aziende di trasformazione della nostra isola in primis, e di tutte quelle dell'areale di produzione (Sardegna, Lazio e provincia di Grosseto), socie e non del Consorzio per la Tutela del Pecorino Romano Dop, che le quotazioni mercuriali del formaggio vengano determinate in misura oggettiva, al fine di fornire un servizio alla generalità dei soggetti interessati, nessuno escluso, per ovvi motivi di interesse economico e soprattutto per evitare di generare effetti speculativi" sottolinea la relazione di Agrinsieme, citata in una nota stampa del gruppo di associazioni agricole.
Proprio per scongiurare tali condizioni sarebbe opportuno intervenire poiché, "attualmente in Sardegna, è convinzione diffusa tra i produttori, che rispetto agli indicatori (giacenze/richieste di prodotto) i prezzi di mercato degli ultimi mesi continuano a registrare una inspiegabile stagnazione capace - secondo il coordinamento di Agrinsieme - di non rappresentare il valore reale di mercato. Le dinamiche mercantili degli anni recenti, infatti, raccontano di sistematiche rotture di stock che allo stato attuale non possono essere escluse neanche per il 2025".
In pratica, secondo Agrinsieme, l'eccessiva staticità del prezzo legata alla assunta presenza di unico operatore di mercato sulla piazza meneghina, favorirebbe oggettivamente manovre speculative al ribasso nel caso dell'ingresso di un ulteriore operatore.
Prezzi di Milano oggi sono punto di riferimento
La società Clal, leader nell'analisi del mercato caseario e nell'elaborazione dei dati condivisi poi online su sito della società stessa, attinge, per la definizione del prezzo del Romano, solo dai listini pubblicati settimanalmente dalla Camera di Commercio di Milano. "Tali dati, pur legittimi, sono frutto, evidentemente, di informazioni parziali che mancano di una rappresentatività complessiva" si sottolinea nel documento di Agrinsieme.
Va segnalato comunque che il valore del Pecorino Romano Dop, pubblicato dal Clal, sia per la tipologia "da tavola" (5 mesi di stagionatura) e sia per quella "da grattugia" (8 mesi di stagionatura), è il punto di riferimento per le transazioni commerciali, nazionali ed estere e costituisce altresì il valore di riferimento per le contrattazioni in vigore con la Gdo, Grande Distribuzione Organizzata.
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