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Sostenibilità e design: ecco le nuove cantine

AgroNotizie ha intervistato Fiorenzo Valbonesi, noto architetto italiano, per scoprire cosa vuol dire oggi eco-cantina

Lorenzo Cricca di Lorenzo Cricca

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La cantina Campodelsole di Bertinoro (FC) progettata da Valbonesi a cavallo degli anni 2000
Fonte foto: Asv3 - Officina di architettura

Oggi le aziende vitivinicole sono realtà produttive complesse dove si produce vino, prodotto di eccellenza del made in Italy nel mondo, ma dove si conducono anche altre varie attività: veri e propri landmark territoriali caratterizzati da edifici eleganti e alte performance energetiche. Qui la sostenibilità è di casa e si esprime sotto vari aspetti. 
AgroNotizie ha intervistato Fiorenzo Valbonesi, noto architetto italiano, che da anni progetta eco-cantine per le più importanti firme dell'enologia italiana.

Qual è la relazione oggi tra architettura e sostenibilità nelle cantine vinicole?
"L'architettura di un edificio che trasforma l'uva in vino è la sintesi tra il ciclo produttivo - spiega Valbonesi -, il paesaggio che lo deve contenere e la composizione architettonica. Dando massima attenzione alla sostenibilitàeconomica, ambientale e sociale. Oggi comunicare la qualità del proprio vino nel rispetto dell'ambiente è un plus. Per farlo i proprietari chiedono una bellissima cantina, che rispetti il paesaggio e che costi poco sia per realizzarla che per gestirla. Ma tutto questo è difficilmente raggiungibile. La sfida per l'architetto è lunga e molto ardua ma affascinante".
 
Particolare dell'interno della cantina Campodelsole di Bertinoro (Fc)
(Fonte foto: © Asv3)

Quali sono le principali caratteristiche di queste nuove eco-cantine?
"La parola chiave è adottare elementi progettuali ispirati al risparmio energetico, sia per l'aspetto etico che per quello economico.
Per prima cosa l'aspetto energetico. Le cantine sono grandi consumatrici di energia e il nostro compito è quello di farle avvicinare sempre di più al concetto di passività. Il massimo sarebbe avere strutture dalle più alte prestazioni di difesa dal caldo e dal freddo, permettendo una temperatura sempre costante tra i 12-16 gradi centigradi ideali per la conservazione e la maturazione del vino. Senza dimenticare la giusta umidità e la giusta illuminazione realizzate nel modo più 'naturale' possibile. In quest'ottica è sempre più interessante la struttura ipogea, che individua un sistema a basso impatto ambientale ed energeticamente sostenibile. Il sottosuolo è infatti un fornitore costante di energia e di gravità. Ma questo costa molto, circa il doppio rispetto ad una normale cantina.
Inoltre il consumo e la gestione dell’acqua reflua sono sicuramente altri aspetti che pesano sulle politiche di sostenibilità. Mediamente per produrre un litro di vino sono necessari circa 2 litri d’acqua. Le aziende più virtuose riescono così a ridurre il consumo di questa risorsa preziosa riutilizzando le acque reflue depurate per le lavorazioni dove non serve la potabilità".

 
La cantina Castello della Sala, altro progetto di Valbonesi
(Fonte foto: © Asv3)

Qual è il rapporto tra le eco-cantine e il territorio? 
"Tutti gli edifici devono avere attenzione per il territorio. Fino a 50 anni fa era incontaminato; oggi, con l'arrivo di una urbanizzazione selvaggia, non è più così. L'architetto deve far dialogare la cantina con il territorio, senza quindi imporsi sul paesaggio, ma far sì che territorio e strutture vivano in simbiosi".

Alcuni storici marchi vinicoli hanno scelto questo nuovo modo di fare le cantine. Alcuni di loro producono vino dal 1300. Come si unisce tradizione e innovazione in questa nuova eno-architettura?
"Sono proprio i grandi marchi che testimoniano la linea da seguire. Pur con una storia ed una tradizione di oltre 700 anni, guardano al futuro con un linguaggio contemporaneo e con grande attenzione ai temi ambientali. Se si vuole essere competitivi sul mercato un'azienda, piccola o grande che sia, deve guardare all'innovazione. Dietro ad ogni vino c'è una storia, una vita e un sogno. Il progetto deve raccontare tutto questo con grandi e curiosi occhi rivolti al futuro".
 
Particolare delle botti della cantina Castello della Sala
(Fonte foto: © Asv3)

Fiorenzo Valbonesi è nato a Santa Sofia di Romagna, sull’Appennino tosco-romagnolo, nel 1952. Il 1990 segna la prima svolta nel suo percorso professionale fondando a Cesena lo studio Asv3, che ancora oggi dirige. Alla soglia degli anni 2000 entra in contatto con il mondo del vino realizzando la cantina Campodelsole: un nuovo impianto di vinificazione immerso nelle campagne dominate dall’antico borgo di Bertinoro (Fc). Questo è l'inizio di altri importanti progetti e realizzazioni. Eccone alcune: cantina Castello della sala (Tr), cantina Spinelli (Ch), cantina Tormaresca (Br), cantina Monte delle Vigne (Pr), cantina Tenuta Paradiso (Tr) e, in fase di ultimazione, la cantina Guado al Tasso (Li).

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: vino viticoltura innovazione sostenibilità architettura, arte e design vitivinicoltura

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