"Non c'è cibo senza agricoltura", una riflessione per il dopo-Expo

Sei mesi di Expo 2015, tanti spunti, molte domande su agricoltura, etica e salute

Cristiano Spadoni di Cristiano Spadoni

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Mangiare è un atto agricolo - Non c'è cibo senza agricoltura. Il tavolo dei partecipanti al convegno organizzato da Confagricoltura Roma

"L'imminente conclusione della grande manifestazione di Expo 2015 ci porterà rapidamente ad un altro evento di portata mondiale, il Giubileo Straordinario, che inizierà il prossimo 8 dicembre e rappresenterà un'occasione di approccio alle tematiche fondamentali del momento storico attuale: Agricoltura, Cibo, Ambiente, Etica, Inquinamento, Cultura dello scarto, Salute, Alimentazione". Sono le parole di Claudio Destro, presidente della Confagricoltura di Roma, in apertura del convegno dal titolo "Dall'Expo al Giubileo Agricoltura Protagonista - Etica, Salute, Alimentazione" svoltosi a Roma il 30 ottobre, presso l'Aula Paolo VI dell'Università Pontificia Lateranense. L'iniziativa è stata un'occasione per valutare un percorso virtuoso che parte dalle indicazioni del Santo Padre all'Assemblea dell'Onu e ha coinvolto esponenti della Santa Sede, autorità istituzionali del mondo agricolo e rappresentanti della società civile.
Tra gli obiettivi dichiarati all'indomani dell'incontro, l'opportunità di "dare il giusto valore al cibo, ma soprattutto ridare il giusto valore a chi lo produce,  di produrre con modalità etiche per dare maggiore sicurezza alimentare ai consumatori, di considerare il cibo in rapporto diretto con la salute ("mangiare sano per vivere meglio") e di analizzare lo spreco alimentare per dare un piccolo contributo alla risposta sulla fame nel mondo perché siamo convinti che il principio ‘coltivare e custodire', che risale alla Genesi (2,15), rappresenti ancora oggi valori insostituibili della società" ha sottolineato Destro.

"Non dovremmo mai separare il cibo dalla tavola" ha dichiarato monsignor Roberto De Odorico, segretario generale Università Pontificia Lateranense. "Quello che accade a tavola è la metafora della vita: il modo di convenire e andarsene, di servire il cibo, di partecipare alla mensa. A tavola può scoppiare una guerra o si può stringere un accordo di pace".

Una delle istanze del nostro vivere quotidiano è la lotta allo spreco alimentare, attorno alla quale fa perno l'intervento di Andrea Segrè, presidente Fondazione Edmund Mach.
"Il Papa è intervenuto tante volte sul tema dello spreco del cibo. Il 5 giugno del 2013 ha sottolineato come lo spreco di cibo sia spreco di risorse naturali: terra, suolo, acqua, energie. Quando getti via cibo, c'è uno spreco anche di risorse umane: in questo atto, un disvalore etico, morale, ambientale, sociale ed economico. Il recupero di cibo sprecato crea invece una nuova relazione fra le persone: fra le imprese che producono e le persone che hanno carenze; una relazione che si basa sul dono".
Va bene recuperare, ma occorre interrogarsi sul perché ci sia lo spreco.
"Gettiamo via del cibo buono perché ne abbiamo perso il valore. Spendiamo di più per metterci a dieta che per mangiare". Viviamo in un Paese che vive di agricoltura e cibo ma "ci siamo allontanati dalla cultura del cibo. Non oggi: ricordiamo che fino al 1963 a scuola si studiava economia domestica".
Parlando di Fico, il "parco agroalimentare italiano" di cui è ideatore e coordina il comitato scientifico, Segrè conviene che in realtà esso dovrà diventare "un grande progetto di educazione alimentare. Creeremo delle filiere - non corte ma - colte, con un percorso ideato soprattutto per gli studenti: l'educazione alimentare e ambientale entri nelle scuole! Io inizierei dalle materne! Se rispettiamo il cibo, rispettiamo l'altro. Se non accettiamo il cibo che sta per scadere e che non è perfetto, non accettiamo il diverso. Ecco perché il cibo è un elemento straordinario di cultura".

 


Con lo sguardo rivolto all'apertura del Giubileo straordinario della Misericordia, Massimiliano Giansanti, vicepresidente di Confagricoltura, ha ricordato, citando un editoriale del Corriere della Sera che "uno dei più grandi insegnamenti di Expo è che siamo passati dal sistema dell'abbondanza all'era dell'abbastanza". Cambiano i paradigmi della produzione, ma non i fondamenti dell'opera degli agricoltori i cui "valori ispiratori sono sempre quelli della solidarietà e della resilienza. Abbiamo da sempre rispetto della terra che per noi significa storia, origine, famiglia. Durante il Giubileo dovremmo essere in grado di raccontare quali sacrifici e sforzi, quali tradizione e storie ci sono dietro ad un prodotto agricolo".

Questo è lo spirito nuovo, il messaggio che Expo ci lascia. "Il mondo ha bisogno di agricoltura" ricorda Segrè. Secondo la Fao sarà necessario un aumento di produzione del 60/70% per sfamare una popolazione mondiale in crescita. Ma se è vero che un terzo della produzione viene sprecata, "non sarebbe il caso di cominciare da lì, dal ridurre e prevenire lo spreco? Come se dovessimo rispettare un undicesimo comandamento laico: non sprecare". Ma chi può prevenire lo spreco? In particolare "il primo e l'ultimo anello della filiera" sottolinea Segrè. Non solo quindi presso le catene distributive ma anche nei processi agricoli, sviluppando "maggiore efficienza, senza aver paura di ricerca e innovazione".
Commenta Segrè: "viviamo in un epoca di grandi squilibri. O c'è un cibo "alto" (dop, eccellenze, km zero...) o c'è dall'altra parte un cibo spazzatura. Io parlo di cibo medio: noi l'abbiamo già! È una dieta mediterranea equilibrata".


"Spiegare l'importanza di una dieta corretta è un compito anche di noi medici" aggiunge Francesco Riva, direttore del reparto di Chirurgia dell'Ospedale odontoiatrico George Eastman, "contribuendo così a far fronte agli allarmismi che abbiamo rilevato in questi giorni".

Monsignor De Odorico ha infine sottolineato il ruolo educativo dell'agricoltura: "L'agricoltura trasmette un valore importante, il valore del tempo, contro la sindrome del distributore automatico, in cui con un gesto e in pochi secondi puoi ottenere subito qualcosa da mangiare, senza comprendere quanto lavoro c'è dietro a quel cibo".

 



Di Paolo De Castro, coordinatore S&D, commissione Agricoltura e sviluppo rurale Parlamento Europeo, e Sonia Ricci, assessore all'Agricoltura, caccia e pesca della Regione Lazio, gli interventi conclusivi.
 
Parlando di export agroalimentare e del dibattito in corso in merito al Ttip, De Castro ha sottolineato che "non basta fare qualità perché le condizioni di mercato si traducano in reddito. Occorrono capacità organizzative e logistica per portare i nostri prodotti nei mercati dove essi stessi hanno un valore. Occorre un grande sforzo imprenditoriale".


Grande attenzione all'approvazione del nuovo Psr Lazio, nelle parole dell'assessore Ricci che prende le mosse da un richiamo di Papa Francesco: "La sfida che ci lancia il Santo Padre ha come oggetto il futuro: ci chiede di affrontare economia e politica con una rinnovata etica. Parola chiave è "condivisione": essa fa attivare una relazione". Anche per questo nel prossimo Psr del Lazio ci sarà attenzione alle reti fra vari soggetti: "Il nuovo Psr è una sfida innovativa: l'aggregazione verrà premiata".
 
 
 

 

Guarda la video-intervista a Claudio Destro e Andrea Segrè per saperne di più:

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Tag: carne psr sicurezza alimentare spreco alimentare expo 2015 salute cibo e alimentazione

Rubrica: Expo 2015

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