Bollettino di guerra 11 giugno 2020: fitosanitari, tra mail e sabotaggi

Le decisioni Ue in materia di prodotti fitosanitari: veti più o meno incrociati bloccano decisioni attese da tempo. Ecco le votazioni interrotte per richieste di approfondimento e i rinvii

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Per la quarta volta il Covid-19 ha imposto alle autorità europee il “voto per corrispondenza” per decidere sui fitosanitari
Fonte foto: © pixelkorn - Adobe Stock

Anche in occasione della sessione di maggio dello Scopaff (acronimo di Standing Committee on Plants, Animals, Food and Feed), consesso in cui i decisori nazionali dei 27 paesi membri deliberano in materia di prodotti fitosanitari, le votazioni sono avvenute mediante procedura scritta (via email) per via della situazione Covid. Questa modalità decisionale viene attuata solamente per le tematiche “tranquille”, dove si prevede che non vi siano problemi a raggiungere la maggioranza qualificata richiesta. Le “regole di ingaggio” prevedono infatti che una bozza del provvedimento in votazione e la relativa scadenza vengano trasmessi alle parti, le quali devono manifestare per iscritto la propria posizione. Chi non risponde entro la scadenza è come avesse votato a favore (silenzio assenso) ma qualunque paese può bloccare la procedura, anche in presenza di una maggioranza qualificata.
Le cosiddette “richieste di approfondimento” (i meno teneri le hanno chiamate “sabotaggi”) hanno bloccato ben 4 votazioni sulle 11 previste. Per alcune di queste si dovrà incrementare lo scambio di informazioni per evitare imboscate, o aspettare il ripristino della normale operatività, dove i “franchi tiratori” non avranno scampo.

Le votazioni interrotte per richieste di approfondimento sono state le seguenti:
  • Coformulanti inaccettabili. Il regolamento 1107/2009 sull’immissione in commercio dei prodotti fitosanitari prevede l’istituzione di una lista di coformulanti inaccettabili (allegato III) che non possono essere utilizzati nella loro composizione. Il varo di questa lista è stato estremamente controverso in quanto le prime bozze contenevano anche sostanze di uso comune come il caolino e prodotti di normale utilizzo in agricoltura biologica quale il “kieselgur”, approvato anche come sostanza attiva. Anche se l’iniziale inclusione di queste sostanze nella cosiddetta “lista nera” era limitato a quelle contenenti un livello di impurezze superiore a quello di teorica pericolosità, ciò ha causato vive proteste da oltreoceano (gli Stati Uniti sono tra i maggiori produttori mondiali di caolino, assieme a Cina, Germania, Repubblica Ceca e India) evidenziando che questa sostanza è stata giudicata innocua dall’Epa e che viene normalmente utilizzata anche in campo alimentare, cosmetico e in frutticoltura per prevenire le scottature da sole sugli agrumi. Gli Stati Uniti sono sempre molto attenti a trovare risvolti commerciali nei provvedimenti di natura ambientale e sanitaria.
  • Thiophanate-methyl. La proposta prevedeva il non rinnovo dell’approvazione che è stata proposta diverse volte ma non è mai passata.
  • Fenamiphos. Proposta di non rinnovo. 
  • Bicarbonato di sodio (sodium hydrogen carbonate). In questo caso il “sabotaggio” riguarda l’approvazione come sostanza attiva a basso rischio. Ricordiamo che il bicarbonato è già approvato come sostanza di base.
Il voto sull’inserimento di 7 sostanze attive (carbetamide, emamectina, flurochloridone, gamma-cyhalothrin, halosulfuron methyl, ipconazole e tembotrione) nella lista dei candidati alla sostituzione è stato invece rinviato.
Sono state invece approvate le seguenti proposte:
  • Beta-cyfluthrin: non rinnovo dell’approvazione Ue.
  • Rinnovo dell’approvazione UE dell’insetticida regolatore di crescita pyriproxyfen.
  • Approvazione di pirofosfato ferrico come sostanza attiva a basso rischio.
  • Approvazione del microrganismo Phlebiopsis gigantea ceppi VRA 1835, VRA 1984 e FOC PG 410.3 come sostanza attiva a basso rischio.
  • Approvazione del latte vaccino come sostanza di base ad attività fungicida.
  • Approvazione della proroga della scadenza di beflubutamid, benalaxyl, benthiavalicarb, bifenazate, boscalid, bromoxynil, captano, cyazofamid, dimethomorph, ethephon, etoxazole, famoxadone, fenamiphos, flumioxazine, fluoxastrobin, folpet, formetanate, metribuzin, milbemectin, Paecilomyces lilacinus strain 251, phenmedipham, phosmet, pirimiphos-methyl, propamocarb, prothioconazole ed s-metolachlor.
Per quanto riguarda quest’ultima approvazione, segnaliamo che la Commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (Envi) dell’Europarlamento ha appena approvato con 43 voti a 30 una risoluzione contraria, per via della presenza dell’erbicida flumioxazin tra le sostanze prorogate. Il motivo è sempre lo stesso: questa sostanza è stata classificata ufficialmente come tossica per la riproduzione di Categoria 1B, caratteristica incompatibile con la sua approvazione europea, a meno che non si dimostri che nelle condizioni di utilizzo l’esposizione al principio attivo e ai suoi metaboliti rilevanti sia trascurabile. Tra l’altro questa dimostrazione è stata già fornita e valutata dall’Efsa. Non sappiamo come andrà a finire questo corto circuito istituzionale, ma vi informeremo tempestivamente sugli sviluppi.
 

Approfondimenti per studiosi, addetti ai lavori o semplicemente curiosi

  • Sito della commissione Ue sulle riunioni dei comitati
  • Risultato della votazione dell’8 giugno della Commissione Envi del Parlamento europeo contro la proroga della scadenza dell’approvazione Ue di alcune sostanze attive.

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