Affari di famiglia: i concianti dei cereali

Numerose sostanze attive, appartenenti a gruppi chimici differenti per famiglia e modo d'azione, concorrono a costruire la prima barriera sanitaria contro le patologie che affliggono i cereali a paglia

Donatello Sandroni di Donatello Sandroni

Info aziende
Questo articolo è stato pubblicato oltre 6 anni fa

Scopri tutte le notizie aggiornate sull'agricoltura, leggi le ultime novità di Adama Italia, Bayer, Syngenta Italia.

affari-di-famiglia-logo.jpg

Affari di famiglia: i concianti per i cereali

Chi colpisce per primo colpisce due volte, suole ripetere un antico adagio dai toni bellicosi.
Assecondando questa interpretazione circa il tipo di rapporto che è meglio stabilire da subito con le avversità,  i concianti dei cereali a paglia difendono la coltura quando ancora non è germinata.
La protezione dei semi con opportune sostanze attive ad azione fungicida, infatti, consente di lanciare le colture fin da subito verso uno sviluppo sano e uniforme, facilitando il controllo delle malattie anche durante il resto della stagione.
Come in altre "puntate" della rubrica "Affari di famiglia", anche per i concianti si deve adottare il concetto di "comunità" più che quello dello stretto legame "di sangue".
Alla categoria dei concianti appartengono infatti sostanze attive in rappresentanza di differenti famiglie chimiche, apportando in tal modo spettri e meccanismi d'azione spesso complementari. 
Di seguito verrà sintetizzato lo stato dell'arte dei concianti più frequentemente utilizzati.
Le informazioni riportate, come d'uso, sono ricavate dalla banca dati Fitogest.com, del Ministero della Salute e dai siti internet e dai materiali divulgativi delle aziende detentrici delle registrazioni.
Per approfondire la conoscenza dei singoli prodotti, basta cliccare sui nomi delle sostanze attive e da lì risalire ai formulati commerciali registrati in Italia.
 
Guazatina: ultima chiamata
 
I cereali a paglia conciati con guazatina sono giunti all'ultimo giro di giostra. I formulati contenenti questa sostanza attiva, come lo storico marchio Real Geta per esempio, proteggeranno per l'ultima volta le sementi dalle malattie, dal momento che la semina 2012 sarà anche l'ultima possibile per contare su questo prezioso prodotto. Non essendo stata iscritta in Annex I, la guazatina scomparirà dallo scibile fitoiatrico a partire dal 31 dicembre di quest'anno.
Formulato "simbolo" di guazatina è, appunto, Real Geta. Formulato come Sospensione Concentrata contiene guazatina e triticonazolo in ragione dell'11,2% per entrambe le sostanze attive. È registrato su frumento tenero e duro e grazie alla sua azione sia di contatto sia sistemica assicura una persistente protezione delle colture contro un ampio spettro di patologie.
La perdita di questa sostanza attiva lascia peraltro un considerevole buco nelle strategie antiresistenza, dal momento che guazatina è classificata nel Gruppo M7 del Frac, ovvero il "Fungicide Resistance Action Commitee". Il rischio di insorgenza di resistenze è considerato dal basso al nullo e ciò rendeva ancor più preziosa questa molecola.
 
Scudi protettivi fin dal seme: chi rimane dopo la guazatina
 
Carbossina, in miscela con thiram, difenoconazolo, fluodioxonil, tebuconazolo, fluoxastrobin, prochloraz, protioconazolo, ma anche soluzioni naturali come Pseudomonas chlororaphis - MA 342. Le difese per i cereali per fortuna non mancano.
 
Carbossina: appartenente alla famiglia chimica delle oxathiin-carbossamidi, carbossina agisce sull'enzima succinato-deidrogenasi. Questo modo d'azione la fa qualificare nel Gruppo 7 del Frac.
Registrata per la prima volta nel 1977 con il marchio Vitavax, carbossina si utilizza in miscela con thiram, storico ditiocarbammato dalla spiccata azione per contatto e dal modo d'azione multisito. Classificato infatti dal Frac nel Gruppo M3 viene definito a basso rischio di resistenze. Infatti non si sono ancora riscontrate resistenze a questa sostanza attiva. Oggi in commercio si può contare su Vitavax Flow di Chemtura, un formulato al 17,75% di entrambe le sostanze attive. Nel suo spettro d'azione ricadono in genere le ruggini e le carie dei cereali, ma anche l'Elmintosporiosi, Fusarium e Pythium.
 
Difenoconazolo: triazolo, appartiene al Gruppo 3 del Frac, interferendo nel processo di demetilazione degli steroli. Il rischio di resistenze è quindi considerato dal Frac di medio livello, similarmente agli altri esponenti di questa storica famiglia chimica.
Può essere utilizzato da solo, marchio Dividend di Syngenta, registrato nel 2011, oppure in miscela con fludioxonil e tebuconazolo. In tal caso il prodotto commerciale porta il nome di Celest Trio, anch'esso di Syngenta.
Difenoconazolo è efficace nei confronti di patogeni appartenenti ai generi Cochliobolus, Fusarium e Pyrenophora (ovvero Drechslera), Septoria, Tilletia, Urocystis e Ustilago.
In miscela con fludioxonil e tebuconazolo lo spettro si amplia, includendo anche Microdochium nivale e Tilletia, ovvero le "carie dei cereali".
 
Fludioxonil: inibitore dell'enzima istidino-chinasi, questo fungicida è classificato nel Gruppo 13 del Frac, ovvero a rischio medio-basso di resistenze. Complementare per modo d'azione ai triazoli è quindi il partner d'elezione per difenoconazolo e tebuconazolo. Registrato con il marchio Celest di Syngenta, e dotato di ottima persistenza, è disponibile sul mercato dal 1997 e controlla malattie dei generi Fusarium, Septoria, Helmintosporium, Tilletia e Microdochium.
 
Fluoxastrobin: appartenente alla famiglia chimica delle diidro-dioxiazine, fluoxastrobin è un analogo delle strobilurine e pertanto ricade nel Gruppo 11 del Frac, pericolosamente qualificato dal panel di esperti come ad alto rischio di insorgenza di fenomeni di resistenza. Non a caso è commercializzato soltanto come miscela, insieme ad altre sostanze attive come protioconazolo e tebuconazolo, aventi meccanismo d'azione differente (inibitore della sintesi degli steroli), ricadendo perciò entrambi nel Gruppo 3 del Frac. La terna di sostanze attive è commercializzata da Bayer dal 2009 con il nome Scenic.
Fluoxastrobin offre un ampio spettro d'azione ed è attivo nei confronti di malattie dei generi Microdochium e Septoria, come pure è efficace contro Ruggini, Oidio e Rincosporiosi, mostrando anche una certa attività nei confronti del genere Fusarium.
 
Prochloraz: appartiene alla famiglia chimica degli imidazoli e interferisce sul metabolismo degli steroli dei funghi patogeni. In pratica, agisce su meccanismi simili a quelli caratteristici dei triazoli, con i quali condivide infatti il medesimo gruppo del Frac, ovvero il numero tre.  Questa sostanza attiva eccelle soprattutto su funghi patogeni del genere Fusarium ed è commercializzato in miscela con triticonazolo, marchio Kinto di Basf, oppure da solo. In tal caso il marchio commerciale porta il nome di Prelude, sempre di Basf.
 
Protioconazolo: sostanza attiva leggermente diversa dagli usuali triazoli. Infatti appartiene alla famiglia chimica dei triazolinthioni. Esplica però un'interferenza sulla demetilazione degli steroli analoga a quella dei triazoli per così dire "canonici", ed è per questo motivo classificato dal Frac nel medesimo gruppo di rischio, il tre. Oltre alla miscela con tebuconazolo e fluoxastrobin, protioconazolo (marchio Scenic) è commercializzato anche da solo con il marchio Redigo, sempre di Bayer, rgistrato anch'esso nel 2009.
Nel suo spettro ricadono Carie, Carbone, Mal del piede, ovvero Fusarium spp., Microdochium nivale e Bipolaris sorokiniana, come pure l'Elmintosporiosi.
 
Tebuconazolo: fra i fungicidi riportati in questa sinossi è quello caratterizzato dal maggior numero di registrazioni disponibili, anche se la maggior parte sono formulati per usi epigei. Ben 91 sono infatti le registrazioni che risultano in Italia, di cui 66 segnalate in commercio. Come già riportato precedentemente, rientra nel formulato di Bayer Scenic, unitamente a fluoxastrobin e protioconazolo, e di Celest Trio in miscela con difenoconazolo e fluodioxonil, prodotto targato Syngenta.
 
Triticonazolo: classificato nel Gruppo 3 del Frac, è un fungicida appartenente alla famiglia dei triazoli e mostra possedere un'azione sia sistemica sia di contatto. Controlla numerose patologie presenti nel terreno che possono essere trasmesse al seme. In miscela con due differenti partner, prochloraz in Kinto e guazatina in Real geta, mostra inoltre una buona azione di contenimento nei confronti delle crittogame fogliari e dei culmi.
Il primo dei due formulati controlla patogeni come Fusarium spp. e Microdochium nivale (complesso del "mal del piede"), Tilletia spp., o carie del frumento, Ustilago spp., ovvero i cosiddetti "carboni", Pyrenophora graminea e Pyrenophora teres, note anche come "striatura bruna " e "maculatura reticolare" dell’orzo, Cochliobolus sativus (elmintosporiosi dei cereali) e Septoria nodorum, la temuta septoriosi del frumento.
Real Geta mostra anch'esso uno spettro d'azione molto ampio, controllando Fusarium roseum, Fusarium nivale, Tilletia caries, Septoria nodorum, Ustilago spp., Fusarium spp., come pure le infezioni tardive dei culmi. Parallelamente, controlla altre patologie come Erysiphe graminis, Septoria spp., Puccinia striiformis e P. recondita.
La registrazione di Real Geta risale al 1999, mentre quella di Kinto è più recente, dal momento che questo formulato è giunto sul mercato nel 2007. Entrambi i prodotti sono commercializzati in Italia da Basf.
 
Non solo chimica
 
Nella faretra della difesa tramite la pratica della concia, compare anche un microrganismo, lo Pseudomonas chlororaphis - MA 342.
Il prodotto è un "isolato di laboratorio" di un battere antagonista dei principali patogeni che attaccano i semi. Essendo un microrganismo appartiene quindi al mondo delle soluzioni tecniche di tipo naturale, impiegabili anche in agricoltura biologica.  Questo battere mostra una certa efficacia contro Elmintosporiosi, Carie, Carboni e Septoriosi.
Una volta applicato alla semente, il battere si moltiplica naturalmente, assicurando così una protezione prolungata nel tempo.
Al momento esiste in Italia un solo formulato contenente lo Pseudomonas chlororaphis - MA 342 e porta il nome di Cedomon, registrazione detenuta da Blu Line e distribuita da Nufarm.
Un'altra soluzione di tipo naturale porta il nome di Ekoseed Pro, prodotto per la concia a secco dei cereali proposto da Makhteshim Agan. Trattasi di un ammendante basato sul consorzio di microrganismi come micorrize arbuscolari, rizobatteri, funghi antagonisti e Pseudomonas proradix. Quest'ultimo si mostra anche in grado di stimolare l’accrescimento delle radici.

Un campo di frumento sano si ottiene anche con una saggia scelta dei concianti più efficaci

 
 

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

Autore:

Tag: cerealicoltura frutticoltura sementi