L’olivicoltura deve evolvere verso una larga meccanizzazione per ridurre l’impiego di manodopera. Gli olivicoltori devono risolvere il problema di come rendere la raccolta sostenibile dal punto di vista sia economico sia organizzativo, con attenzione anche alla sicurezza del lavoro. E sono ansiosi di conoscere e sperimentare le soluzioni che vengono proposte e di vedere i risultati ottenibili. Per soddisfare queste esigenze è organizzata annualmente in Umbria la Giornata nazionale della raccolta meccanizzata delle olive, che prevede prove
dimostrative in campo delle macchine per la raccolta. La manifestazione, organizzata dall’Arusia dell’Umbria, dal Dipartimento di Scienze agrarie e ambientali dell’Università di Perugia (referenti proff. Agostino Tombesi e Primo Proietti) e dal Gruppo Sole 24 Ore Business Media, con il patrocinio - tra gli altri - della Società di ortoflorofrutticoltura italiana (Soi) e dell’Accademia nazionale dell’olivo e dell’olio, si è svolta il 30 ottobre a Monte del Lago sul Trasimeno.

Le macchine hanno operato in un oliveto impiantato dopo la gelata del 1985, con produzione media e strutturalmente idoneo a un buon livello di meccanizzazione. La disponibilità di olivi relativamente giovani, efficienti e condotti razionalmente rappresenta una condizione importante per la diffusione della meccanizzazione.
Le macchine che hanno partecipato alle prove in campo appartengono alla categoria degli agevolatori (elettrici, pneumatici e con motori endotermici) e alla categoria dei vibratori di tronco.
Nella prima categoria le novità riguardano l’adozione di sistemi sferzanti o vibranti di differente conformazione, dai pettini a dispositivi con assicelle, dotati di movimenti ruotanti o alternativi, ad aste con movimenti laterali od elicoidali. In particolare, sono stati migliorati i dispositivi di movimento degli organi abbacchiatori, impiegando materiali leggeri e resistenti. Le peculiarità presentate dalle diverse macchine subordinano la scelta delle stesse alla densità e alla regolarità della chioma.
Altre interessanti innovazioni sono l’introduzione di sistemi elettronici di controllo della potenza e delle vibrazioni in relazione alla resistenza incontrata nella chioma, l’alleggerimento delle apparecchiature e la distribuzione ergonomica dei pesi in modo da ridurre l’affaticamento degli operatori e le soluzioni per ridurre i danni ai frutti e alla pianta. Le ditte costruttrici garantiscono lunghe garanzie di funzionamento e per le macchine dotate di batterie portatili di una sufficiente autonomia di lavoro.

 

 

Nel settore dei vibratori di tronco le proposte riguardano l’ottimizzazione della vibrazione. Vi è la tendenza ad adottare vibrazioni ad alta frequenza, superiori a 30 Hz. Per quanto riguarda le sospensioni delle testate vengono sempre più impiegati gli ammortizzatori in gomma con agganci terminali che permettono una maggiore stabilità della testata sia nella fase di aggancio sia in quella di spostamento da un albero all’altro.
Interessante è l’applicazione delle testate vibranti su veicoli specializzati a 3 o a 4 ruote motrici, con baricentro basso, dotate di ombrello rovescio e con elevate capacità operative. Di
interesse è anche l’applicazione su carrelli trainati e con movimentazione della testata mediante bracci snodati, fino ad altezze di 3/4 metri, con spostamenti laterali ad ampio raggio, il tutto tramite l’ausilio di comandi radio.
Altre applicazioni riguardano la sospensione sull’attacco a 3 punti della trattrice e con sedile e comandi reversibili per una facile gestione dei movimenti, oppure l’applicazione frontale su trattrici di serie con o senza apparato di intercettazione del prodotto.
L’applicazione delle testate vibranti su trattrici industriali escavatori e piccole ruspe, anche noleggiabili, consente di usufruire del loro sistema idraulico (serbatoio, pompe e distributori dell’olio) per alimentare la testata vibrante. Esse sono spesso dotate di un buon posizionamento e, attraverso la mobilità dei bracci, sono capaci di esplorare ampie zone.
L’accorpamento dell’ombrello rovescio al vibratore è sempre più richiesto e accanto ai perfezionamenti per rendere l’operazione più veloce e sicura, vi sono importanti aggiornamenti riguardanti la possibilità di regolare l’inclinazione delle pareti ricettrici e di mantenerle sotto tensione, eliminando eventuali trazioni temporanee responsabili di rotture.

 

 

La seconda parte della giornata si è svolta presso l’Azienda agraria della Fondazione per l’Istruzione agraria in Perugia. Nella splendida cornice della bellissima Rocca di Casalina, ci si è trasferiti in un oliveto superintensivo di 3 anni, con 1600 piante/ha, per valutare le risposte vegetative e produttive di differenti varietà di olivo nazionali e internazionali e per verificare sulle stesse la possibilità di raccolta in continuo. E stata impiegata la macchina vendemmiatrice scavallatrice New Holland VL 660, messa a disposizione dalla Soc. Gio-Ter di Giovagnoli e C, di S. Enea di Perugia e dalla S.p.a. La Commerciale Agricola di Billi Giovanni, Forlì.
Gli olivi a tre anni dall’impianto hanno espresso un differente accrescimento, da quello più elevato del Frantoio a quello medio di Leccino, Moraiolo e Maurino, a quello ridotto di Arbequina. Tutte le varietà sono già in produzione, ma la maggiore efficienza produttiva è stata mostrata da Arbequina, Maurino e Leccino, seguite dal Moraiolo e dal Frantoio.
Le varietà hanno presentato un diverso comportamento vegetato-produttivo in relazione alla distribuzione della produzione nelle diverse zone della chioma. Con la potatura è necessario mantenere la vegetazione al di sopra dei 50 cm dal suolo, al fine di garantire una buona rimozione ed intercettazione dei frutti da parte della vendemmiatrice.

 

New Holland ha operato in maniera molto soddisfacente con rese elevate di raccolta e con l’assenza di perdite di prodotto a terra. La velocità di avanzamento è stata di circa 1,5 km/ora senza il verificarsi di particolari difficoltà.
Alla manifestazione hanno partecipato anche la Ditta Alfa Laval e la Ditta Pieralisi che hanno fornito materiale informativo sulle loro macchine olearie.

 

Si ringraziano i prof. Tombesi e Proietti per gli approfondimenti forniti.