Otto startup che hanno lasciato il segno al World Agri-Tech

Satelliti per le telecomunicazioni, monitoraggio delle api, sensori per individuare derrate avariate e agrofarmaci a base di amebe. Ecco le otto startup più interessanti che abbiamo incontrato durante il World Agri-Tech Innovation Summit

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

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Hiber è una delle startup presenti al World Agri-Tech
Fonte foto: Agronotizie

L'innovazione può giungere da fonti inaspettate e talvolta assume la forma di una startup. Durante il World Agri-Tech Innovation Summit, l'evento che ogni anno richiama a Londra e a San Francisco aziende, ricercatori e fondi d'investimento da tutto il globo, sono stati diversi i team creativi che si sono alternati sul palco per esporre alla platea la propria idea innovativa. AgroNotizie, partner dell'evento, era presente all'edizione britannica. Ecco dunque le otto startup più interessanti.

A catalizzare l'attenzione del pubblico è stata Roboscientific, una startup che ha sviluppato un sensore in grado di rilevare in maniera non invasiva la presenza di microrganismi patogeni in differenti attività agricole, dall'allevamento di polli allo stoccaggio di derrate alimentari. Una idea innovativa che è valsa al team la vittoria del concorso Agri T-Jam indetto da World Agri-Tech e Tesco.
 
Roboscientific

La tecnologia messa a punto dalla startup utilizza un sensore che capta i Voc (Volatile organic compound) presenti nell'aria. Grazie ad un algoritmo di analisi queste particelle possono essere utilizzate per identificare precocemente lo sviluppo di una malattia all'interno di un allevamento, ad esempio di polli, oppure di malattie fungine dentro un magazzino per la conservazione di derrate, come ad esempio patate o cipolle. L'obiettivo è quello di identificare precocemente eventuali problemi per intervenire in maniera tempestiva e ridurre cali di produzione e food waste.

Quest'anno il World Agri-Tech parlava anche un po' italiano. Ploovium è un sistema per l'irrigazione di precisione, sviluppato dalla startup romana Soonapse, che si basa su sensori IoT e un algoritmo di intelligenza artificiale per predire il fabbisogno idrico delle colture.

Grazie ai dati provenienti da sensori in campo, centraline meteo e previsioni meteorologiche, Ploovium può essere utilizzato dagli agricoltori per prevedere il fabbisogno idrico delle piante nell'arco di cinque giorni e in questo modo stabilire una ricetta irrigua.

Ploovium si rivolge ai piccoli agricoltori con una soluzione chiavi in mano facile da utilizzare. Grazie a questa piattaforma non solo è possibile irrigare le piante quando serve quanto serve, in modo che non entrino in stress idrico, ma permette anche di risparmiare acqua, una risorsa sempre più scarsa.

Ploovium


Difesa delle colture, sempre più alternative alla chimica

Nel campo della difese delle colture lavora Agragene, una startup statunitense che ha trovato un metodo di produzione di insetti sterili in grande quantità e a basso costo attraverso la tecnologia Crispr-Cas. Gli insetti maschi sterili, accoppiandosi con le femmine in natura, abbassano la popolazione della specie dannosa impedendone la riproduzione.

Agragene ha individuato anche un metodo innovativo di diffusione degli insetti che vengono liberati in campo grazie all'utilizzo di droni dotati di appositi contenitori. La startup ha lavorato su Drosophila suzukii e sulla mosca dell'olivo, Bactrocera oleae. Il prodotto tuttavia non è ancora in commercio e visto che si tratta di Organismi geneticamente modificati è difficile predirne la commercializzazione.

Altra startup interessante è AmebaGone, la quale sfrutta l'ameba del genere Dictyostelium per contrastare il diffondersi di batteri in campo. Le amebe si cibano infatti di batteri e la startup sta selezionando ceppi differenti per moltiplicarli e trasformarli in un prodotto commercializzabile. L'agricoltore potrà quindi irrorare le colture rilasciando questi 'predatori' in campo, abbassando in questo modo la pressione batterica e riducendo il rischio di infezioni, ad esempio nei periodi di potatura delle piante da frutto.
 

Attenzione sulle api

Ben tre startup di quelle presenti al Wolrd Agri-Tech hanno come focus le api. Dalan è una startup che ha messo a punto un vaccino per curare la Peste americana delle api (American foulbrood), la principale malattia che colpisce questi insetti e che può portare alla morte un intero alveare in poco tempo. La malattie è causata da un batterio (Paenibacillus larvae) che attacca le api nella forma larvale e si diffonde velocemente all'interno dell'arnia e poi anche all'esterno.

Sia negli Stati Uniti che in Europa è vietato l'uso di antibiotici e dunque per gli apicoltori non resta che incenerire le arnie. Dalan ha messo a punto un vaccino che viene somministrato alla regina che così dà alla luce uova 'vaccinate'. Il sistema, dicono dalla startup, aumenta dal 15 al 40% le chance di sopravvivenza della colonia in caso di infezione.
Dalan

ApisProtect è invece un sensore che può essere installato all'interno di una arnia e registra i parametri ambientali e il comportamento delle api stesse attraverso l'analisi del 'suono' della colonia. L'apicoltore può dunque monitorare lo stato di salute di una arnia dal suo smartphone e intervenire nel caso l'app segnali eventuali problemi.

BeeSharing è invece una piattaforma online per far incontrare chi possiede delle arnie con gli agricoltori che sono in cerca di insetti impollinatori. Il metodo di funzionamento è semplice: l'agricoltore che ha un frutteto o una serra di orticole si iscrive al sito e così fa anche l'apicoltore. Il sistema compara posizione geografica, fabbisogno e disponibilità e mette in contatto i due soggetti, trattenendo una quota della transazione.
 

Più connettività in campo

Si muove nell'ambito dell'Internet of Things Hiber, una società olandese che sta lanciando in orbita dei satelliti per permettere ai sensori oggi presenti in campo di inviare dati in modo veloce e sicuro. L'agricoltore abbonato a questo servizio può posizionare in campo i propri sensori (come igrometri, centraline meteo, collari per le vacche, etc.) che sono sincronizzati con i satelliti della startup.

Quando uno di questi sorvola l'azienda il sensore si attiva e invia il pacchetto di dati attraverso una tecnologia a basso consumo energetico. I dati vengono poi rispediti al suolo dal satellite, raccolti da Hiber e caricati in cloud, in modo da essere sempre disponibili per l'agricoltore. Un modo per permettere anche alle aziende agricole localizzate in aree non coperte dal segnale Gsm o 4G di rimanere connesse.

World Agri-Tech London 2019

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