Xylella, le risorse nel decreto crescita

Ieri tavolo al Mise con il vicepresidente Di Maio che ha proposto l'inserimento delle risorse nel nuovo provvedimento del governo. Voci dissonanti tra le organizzazioni agricole e le associazioni di Op olivicole su come articolare gli interventi. Disponibilità del ministro dello Sviluppo economico a fungere da coordinatore degli interventi

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Resta da sciogliere il nodo provenienza delle risorse per l'emergenza Xylella
Fonte foto: © stockpics - Adobe Stock

Mentre il decreto legge sulle emergenze agricole transitava verso la commissione Agricoltura della Camera dei deputati, dove oggi iniziano i lavori sul testo firmato il 29 marzo scorso dal capo dello Stato, la giornata di ieri è stata caratterizzata a Roma dall'incontro, al ministero dello Sviluppo economico, tra il vicepremier Luigi Di Maio, i vertici di Regione Puglia, con il presidente Michele Emiliano e l'assessore alle Politiche agroalimentari Leonardo di Gioia, e i rappresentati di tutte le organizzazioni agricole nazionali e locali. Oggetto del tavolo: il destino della Puglia e del Salento, vittime della Xylella fastidiosa.

Nelle ore immediatamente successive alla firma del decreto emergenze da parte di Sergio Mattarella, si era espresso il presidente di Confagricoltura Puglia, Luca Lazzàro, che individuando nel provvedimento una "grande vittoria del popolo agricolo" aveva però avvertito: ”Nella fase di conversione alle Camere speriamo che il testo venga implementato, specie per quel che riguarda le misure riguardanti la Xylella. Ma abbiamo finalmente la base sul quale poter lavorare". Il riferimento di Lazzàro era alle risorse da appostare per la batteriosi che flagella il Salento.

E di lì a poco veniva convocato il tavolo al Mise, tenutosi ieri, e dal quale scaturiscono la disponibilità del ministro Di Maio a coordinare i lavori di tutti i ministeri interessati: Politiche agricole e Mezzogiorno in primis. Ma con una sorpresa: lo strumento per intervenire nel Salento colpito dalla Xylella potrebbe non essere più il decreto emergenze in agricoltura, citato dal premier Giuseppe Conte nella visita a Lecce, bensì il decreto per la crescita, che proprio oggi Conte ha annunciato che sarà varato in Consiglio dei ministri in questa settimana.
 

Tutti i fondi attingibili per la Xylella

Sul tavolo al Mise c'è l'emergenza Xylella fastidiosa, che il decreto emergenze si limita a lambire: con norme per la sburocratizzazione dei tagli che a dire dei più non bastano e vanno migliorate. Inoltre c'è da sciogliere il nodo delle risorse per la ricostruzione agricola del Salento: appena 30 milioni già stanziati dal Comitato interministeriale per la programmazione economica, inclusi i denari per la ricerca ed i monitoraggi in tutta Italia, altri 70 milioni promessi e non ancora stanziati dal Cipe, tutti e 100 a valere sul Fondo sviluppo e coesione, che però per l'agricoltura prevede in tutto non più di 400 euro, dove dentro c'è di tutto, dai contratti di filiera agli interventi infrastrutturali per l'irrigazione e le bonifiche: tutti soldi che vanno verso il Mezzogiorno.

E a questo punto – atteso che nelle intenzioni di Di Maio lo strumento di intervento sulla Xylella sarà il decreto crescita - resta da capire da dove proverranno i 300 milioni di euro promessi dal premier Conte a Lecce, che secondo Coldiretti Puglia sarebbero ulteriori e quindi non comprensivi dei primi 100 milioni. Ma c'è anche un'altra possibilità: per accelerare i tempi di intervento si potrebbe ricorrere agli aiuti di stato in agricoltura, seguendo le procedure europee previste dal regolamento Ue n. 702 del 2014. Tale ultima soluzione è stata proposta al tavolo da Unaprol per bocca del presidente David Granieri.

Inoltre, c'è la possibilità di ricevere i fondi europei per le fitopatie, quelli intestati al regolamento Ue n. 652/2014, proposta a Italia olivicola ma a patto di realizzare sulla Xylella un piano complessivo, che per adesso è quello contenuto nel decreto ministeriale del 13 febbraio 2019, a firma del ministro Gian Marco Centinaio e che ha bisogno di essere implementato, per dirla con Coldiretti Puglia.
 

Regione Puglia, fondi italiani ed europei

Per il presidente della Regione Puglia Emiliano e per l'assessore di Gioia è stato un incontro proficuo: “È necessario immaginare la possibilità, con l'ausilio di tutti i ministeri coinvolti, di utilizzare le risorse italiane assieme a quelle europee affinché si crei una base per uno specifico piano di sviluppo dedicato al Salento" dicono i due. L'assessore pugliese ha apprezzato la disponibilità da parte del ministro dello Sviluppo economico di farsi parte attiva durante questo percorso, destinato a sollevare la Puglia dal peso di affrontare da sola l'emergenza.
 

Agrinsieme, inserire le risorse nel decreto emergenze

“Il decreto legge emergenze, che ha accolto molte delle nostre ripetute sollecitazioni, è una buona base di partenza per rilanciare il comparto olivicolo pugliese, anche se va implementato in termini di risorse dedicate e di misure contenute; proprio a questo scopo abbiamo preparato una serie di emendamenti che presenteremo in occasione dell'audizione in Commissione agricoltura della Camera”. Così il coordinamento di Agrinsieme, che riunisce Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative agroalimentari al termine dell'incontro con Di Maio. Segno evidente che non c'è accordo col vicepremier.
 

Gilet arancioni, garantire un futuro alle aziende

I Gilet arancioni non entrano nel merito dello strumento da utilizzare e, rivolti a Di Maio così si esprimono: "Le chiediamo di intervenire per salvare l'industria pugliese più ecosostenibile che ci sia, l'unica in grado di dare futuro ai giovani, e di non farli andar via, grazie ad una tradizione millenaria, l'unica che per la sua alta specializzazione è lontana anni luce da fenomeni di capolarato, il polmone economico green di un settore che vale in termini di assunzioni il 200% della Fiat ed il 300% dell'Ilva, ha sottolineato il portavoce dei gilet arancioni, Onofrio Spagnoletti Zeuli. Il quale nell'invitare Di Maio a visitare la puglia sottolinea: "Vogliamo che sia garantita ai lavoratori della terra e ai frantoiani la dignità che purtroppo non ci viene riconosciuta. Occorre individuare misure per i frantoi che ristorino la perdita di attività economica, la difficoltà a supportare il credito bancario, gli oneri previdenziali e la necessità di rivedere alcune importanti procedure normative - ha sottolineato Spagnoletti Zeuli -. Agli operai agricoli, che sono i più specializzati che ci siano, forse ancor prima che alle aziende, è necessario garantire la 'sopravvivenza': il 2018 è stato devastante per tutti loro, giorni tristi con redditi inesistenti. A loro bisogna garantire il futuro e bisogna dare dignità".
 

Coldiretti Puglia, decreto crescita è risposta concreta

Ad accogliere positivamente lo stanziamento delle risorse per la Xylella sul decreto crescita è Coldiretti Puglia. "Se non si interviene con strumenti adeguati per affrontare l'emergenza e rilanciare il settore olivicolo che lo scorso anno ha fatto registrare in Puglia una delle peggiori annate di sempre con una produzione crollata del 65% con punte fino al 90% per le gelate e la Xylella, sarà crisi irreversibile per la più grande industria green del Sud Italia" è l'appello lanciato dal presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia, al tavolo convocato dal vicepremier Luigi Di Maio sulla emergenza olivicola in Puglia. All'annuncio di Di Maio di un'azione sinergica e congiunta tra il Mipaaft, il Mise, il ministero per il Mezzogiorno e del Lavoro, a partire dal decreto crescita con l'opportunità della finanza d'impresa e della sburocratizzazione, Coldiretti nota che si tratti di "una risposta concreta alla richiesta di Coldiretti di affrontare l'emergenza con una strategia condivisa".

"Se non saranno immediatamente snellite le procedure per l'espianto e il reimpianto e in mancanza di misure straordinarie a sostegno dei frantoi e del lavoro, per il periodo necessario al ripristino delle potenzialità produttive del territorio – ha aggiunto il presidente Muraglia - è certa la chiusura dei frantoi in un periodo stimato di massimo 12 mesi, visto che negli ultimi anni, per colpa delle responsabilità e dei ritardi regionali nella gestione della Xylella con errori, incertezze e scaricabarile, hanno già dismesso numerose linee di produzione, con l'azzeramento della forza lavoro".

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