L'agricoltura disegna il paesaggio

Intervista a Riccardo Rigolli, presidente di PromoVerde Emilia-Romagna

Questo articolo è stato pubblicato oltre 10 anni fa

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L'agricoltura non svolge solo una funzione produttiva: plasma il territorio, il paesaggio. Ma questa non è una notizia nuova, vero? 

Certamente, l'agricoltura ha da sempre rivestito un ruolo principe nel plasmare il territorio e determinare quindi le caratteristiche del paesaggio. Ciò è stato determinato dalla presenza e dalle necessità dell'uomo che sul territorio ha stratificato il suo insediamento stabile ed il suo sviluppo.

Oggi la situazione è in profondo mutamento anche a causa del parziale abbandono dei territori da parte dall'agricoltore “stanziale”. Le evoluzioni tecnologiche hanno spostato sempre più la presenza stanziale dell’uomo a favore di nuove tecniche di produzione; fattore certamente positivo ai fini della produzione intensiva, ma di sicuro impatto sulla diversificazione e quindi anche sulla struttura del paesaggio antropizzato.

Per contro assistiamo ad un crescente e rinnovato interesse delle comunità alla tutela del paesaggio con una pressoché costante richiesta di “confort ambientale” nei confronti della pubblica amministrazione.

Un nuovo pensiero sul tema della trasformazione del territorio si dovrà occupare di ridefinire quali interventi possibili per i territori marginali dell’agricoltura, al fine di rispondere anche alle esigenze della popolazione ed in sostanza alla tutela del complessivo sistema del paesaggio.

 

Il verde non è più solo un accessorio, l’agricoltura ha la grande possibilità di trasformarsi anche in attività di servizio. Ma come? Cosa deve fare un'azienda agricola o un'azienda florovivaistica per assolvere a questo compito? 

Le nuove funzioni connesse all'agricoltura tradizionale consentono oggi di soddisfare anche le esigenze di cura e manutenzione dei territori - marginali ai fini produttivi come ad esempio gli spazi pubblici e ricreativi in genere -, e permettono di proporre un modello di lavoro che offre una nuova  sostenibilità economica dell’azienda agricola.

 

Aziende florovivaistiche e 'architetti del verde': quale sinergia? 

La produzione florovivaistica è una realtà affermata in Italia e di grande qualità che richiede innovazione continua e forza propulsiva: questa forza può e deve essere forzatamente espressa dalle realtà professionali presenti in Italia, di altrettanta qualità.

Vedo quindi una sinergia positiva che ha ancora ampi spazi di collaborazione per rispondere alle nuove esigenze di adattamento che il nostro contesto sociale richiede: poichè le nuove frontiere dell’architettura contemporanea e del risparmio energetico passano entrambe attraverso il “paesaggio” in cui si inseriscono, sviluppando una nuova concezione dello spazio.

 

E l'associazione Promoverde, che ruolo gioca in questa 'partita'? 

Promoverde, sodalizio senza fini di lucro, si fa portavoce e persegue il fine di sensibilizzare la collettività sui problemi della salute nell'ambiente, in generale, la valorizzazione del paesaggio rurale, la tutela e la valorizzazione delle acque; promuovendo inoltre lo sviluppo e la ricerca sulle alte tecnologie per il verde, l'integrazione del verde pensile e del verde verticale nelle aree urbanizzate, le biopiscine e le costruzioni in elementi vegetali.

 

Quali sono secondo te le aree del nostro territorio italiano (o regionale) che richiederebbero un maggiore intervento o un apporto in termini di tutela del paesaggio da parte delle aziende agricole?

Penso al recupero delle aree fluviali, il nostro oro blu; alla creazione e conservazione dei bacini idrici ai fini paesaggistici ricreazionali e di mitigazione ambientale nella aree agricole periurbane; alle aree di fitodepurazione e forestazione urbana quali possibili nuovi usi dei territori marginali ai fini produttivi.

 

Concludendo: 'Agricoltura e paesaggio': un onere in più o un'opportunità per l'agricoltore multifunzionale?

Le nuove “opportunità” per l’agricoltore multifunzionale si legano ai nuovi “oneri” che la collettività richiede ai fini del proprio benessere: per potere “abitare” spazi verdi, salubri, organici, frattali e in definitiva...felici.

 

Riccardo Rigolli è il presidente di Promoverde Emilia-Romagna.

L'associazione raccoglie agronomi, architetti, paesaggisti, florovivaisti, docenti

E' possibile contattare l'associazione per consulenze, o per diventare soci ai seguenti recapiti:

Promoverde Emilia-Romagna

e-mail: emilia.romgna@promoverde.it

sito: www.promoverde.it

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