Cosa c'è nel mio piatto: i residui degli antiparassitari negli alimenti

L'Efsa pubblica i risultati dei controlli effettuati in Europa nel 2017: situazione tranquillizzante ma campioni fuori legge in aumento rispetto al 2016

notizie-dall-efsa-by-jerome-romme-fotolia-750.jpg

L'Efsa ha pubblicato i risultati dei campionamenti dei residui di antiparassitari sulle derrate alimentari condotti in Europa nel 2017
Fonte foto: © Jerome Romme - Fotolia

Consueto aggiornamento sui risultati dei controlli dei residui di antiparassitari sulle derrate alimentari. L’Efsa, che in questa occasione torna a fare quello per cui era stata fondata nel 2002, ha pubblicato sul proprio portale i risultati dei controlli dei residui di antiparassitari effettuati nel 2017 nei 28 paesi Ue, oltre a Norvegia e Islanda. Il programma di controllo europeo è uno strumento indispensabile per verificare l’attendibilità dei criteri di valutazione della sicurezza alimentare degli agrofarmaci, che sono basati su modelli in scala ridotta, e soprattutto per saggiare il livello di rispetto delle norme in modo che possano prendere le adeguate contromisure. Dall’elaborazione dei risultati degli 88247 campioni analizzati emerge una situazione tutto sommato tranquillizzante. Vediamo i risultati che ci hanno maggiormente impressionato.
 

Le buone notizie

Cominciamo dalle buone notizie: il 95,9% dei campioni è risultato regolare (residuo inferiore o uguale al massimo ammesso), con il 54,1% dei campioni con residui inferiore al LOD (o LOQ in inglese), che è il limite inferiore di determinazione analitica. Ma attenzione: questo non vuol necessariamente dire che i campioni siano privi di residui, ma solamente che gli eventuali contaminanti sono presenti in quantità inferiore a quella che il metodo di analisi utilizzato riesce a misurare in modo affidabile. Molto spesso i residui proprio non ci sono, ma non è garantito al 100%, anche se dal punto di vista della sicurezza alimentare questo distinguo non ha molta importanza.
 

Campioni irregolari in aumento rispetto al 2016

Il 4,1% di campioni superiori al limite nel 2017, contro il 3,8% del 2016. I campioni irregolari (che presentano livelli di residuo inequivocabilmente superiori al limite, tenendo conto anche dell’incertezza analitica) nel 2017 erano il 2,5%, contro un 2,2% del 2016. Gli autori spiegano il fenomeno con la maggiore quantità di campioni raccolti nel 2017 rispetto al 2016.
 

La lista dei “cattivi” (paesi)

La maggior parte dei campioni irregolari proviene da paesi fuori dalla Ue: Malesia, Pakistan, Sri Lanka, Vietnam, Madagascar, Repubblica Dominicana, Suriname, India, Cina, Tailandia, Etiopia, Giordania, Colombia e Kenya sono tutti al di sopra del 10% di campioni con sforamento dei limiti. Tra i paesi Ue i meno brillanti sono Cipro, Grecia e Francia, con sforamenti superiori al 4% dei campioni.
 

La lista dei “cattivi” (derrate)

Le derrate non trasformate con percentuale di sforamenti dei residui superiore al 10% troviamo crescione acquatico, cherimoyas, foglie di coriandolo, basilico e fiori commestibili, foglie di vite e specie simili, melograne, peperoncini, pitahaya (frutto del drago), frutti della passione / maracujas, basilico (santo, dolce), menta, tè, prezzemolo, foglie di sedano, papaia, gombo (Okra), foglie di bietola / barbabietola, erba cipollina, cavoli cinesi / pe-tsai, radici di manioca / manioca e infusi di erbe essiccate. Tra le derrate trasformate la situazione è ovviamente migliore: foglie di vite (e specie simili), frutta e noci, pomodori, funghi selvatici, peperoni, riso, latte vaccino, semi di zucca e uva da tavola.
 

La lista dei “cattivi” (principi attivi)

La sostanza col maggiore tasso di sforamenti dei limiti è il clorato (il 6,4% dei campioni superava l'LMR predefinito di 0,01 mg / kg)). I clorati e il rame, che contribuiscono al 2,8% di tutti i superamenti, non sono necessariamente associati all'uso di agrofarmaci in quanto potrebbero anche provenire da altri usi. Antrachinone (presente nel tè e nelle tisane di paesi terzi), carbendazim (trovato in limoni originari di paesi terzi, tè, pitahaya, peperoni dolci, melograni e riso), propargite (trovata in campioni di tè provenienti dalla Cina e dall'India), tolfenpyrad (trovato nel tè), acefate (che si trova nei fagioli (con i baccelli), il gombo e il riso) e profenofos (trovato nei peperoncini, basilico e fiori e piselli commestibili (con baccelli)) sono tra i principi attivi non approvati dall'Ue con la maggiore percentuale di sforamenti, identificati principalmente in campioni provenienti da paesi terzi.
 

Glifosate sorvegliato speciale

Non poteva mancare un occhio di riguardo al glifosate: sforamenti sporadici sono stati trovati nel miele, asparago, segale, pere, miglio e riso.
 

Agricoltura biologica

Gli sforamenti di residui nei campioni provenienti da agricoltura biologica è più ridotta rispetto a quelli provenienti dall’agricoltura tradizionale e riguarda principalmente i clorati e, in misura sporadica, il rame, il fungicida principe di questo settore. I clorati sono una vecchia conoscenza e indagini approfondite indicano possano provenire dall’uso di acque disinfettate col cloro e dall’uso illegale di disinfettanti a base di ipoclorito.
 

Approfondimenti per studiosi, addetti ai lavori o semplicemente curiosi

Ti è piaciuto questo articolo?

Registrati gratis

alla newsletter di AgroNotizie
e ricevine altri

Unisciti ad altre 188.826 persone iscritte!

Leggi gratuitamente AgroNotizie grazie ai Partner