Terratech, tecniche agronomiche all'avanguardia

La cooperativa di San Bartolo presenta i primi risultati sull'uso dello strip tillage e sulla distribuzione interfilare del digestato

Lorenzo Cricca di Lorenzo Cricca

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Questo articolo è stato pubblicato oltre 6 anni fa

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Terratech, moderne tecniche di coltivazione
Fonte foto: Agronotizie

La Cooperativa Terratech di San Bartolo (Ra) ha organizzato un incontro tecnico per presentare i primi risultati sull'utilizzo di due nuovi innovativi cantieri di lavoro: lo strip tillage e la distribuzione interfilare del digestato.

"Terratech nasce nel 1999 dalla fusione di diverse storiche Cooperative del territorio ravennate- spiega Paolo Valente, presidente di Terratech -. Opera principalmente sul territorio locale presso le aziende agricole associate, occupandosi di servizi agromeccanici per le grandi colture cerealicole ed oleo-proteaginose, per le coltivazioni agro-industriali così come quelle da seme, con mezzi sempre all'avanguardia ed efficienti consentendo agli agricoltori di mettere in pratica le più moderne tecniche di coltivazione, ideale anello di congiunzione lungo la filiera agricola".

Proprio in quest'ottica di ricerca di tecniche di coltivazione innovative, sostenibili ed economicamente vantaggiose sta la base della scelta di utilizzare e sviluppare queste due nuove pratiche agronomiche.
Lo Strip tillage (letteralmente lavorazione a strisce) è una tecnica conservativa di minima lavorazione idonea per la messa a dimora delle grandi colture estensive a semina di precisione primaverile quali mais, sorgo, soia e girasole che si svolge in due passaggi contemporanei: lavorazione autunnale in corrispondenza delle file per creare una fascia lavorata di circa 20 cm e profonda 15-25 cm e semina primaverile di precisione passando con l'elemento di semina esattamente sulla fascia precedentemente lavorata. 
"Questa tecnica - spiega Andrea Ridolfi, direttore di Terratech - permette diversi vantaggi ambientali, agronomici ed economici. A livello ambientale permette una migliore difesa del suolo, migliore qualità delle acque di falda e superficiali, riduzioni delle emissioni di C02 in atmaosfera, tutela della biodiversità. A livello agronomico abbiamo un miglioramento dell'efficienza della risorsa idrica, miglioramento della struttura, aumento della sostanza organica del terreno, migliore controllo delle erbe infestati. A livello economico abbiamo minori costi e migliore portanza del terreno. Pensiamo che questa tecnica, se ben gestita, possa essere un'ottima opportunità per gli imprenditori agricoli del nostro territorio così come lo è da tempo in tante altre parti d'Europa e del Mondo. Per quanto riguarda la nostra esperienza specifica abbiamo deciso di utilizzare la Combi strip di MA/AG".

La distribuzione di copertura del digestato liquido da impianto di biogas consiste nel distribuire nel terreno uno dei sottoprodotti del processo di digestione aerobica delle biomasse nella produzione di biogas. Esso è ricco di elementi della fertilità, quali azoto, fosforo e potassio. "La composizione del digestato indica che sia una preziosa risorsa che deve essere sfruttata dall'agricoltore - continua Andrea Ridolfi -, visto anche i numerosi impianti di biomasse in Romagna. La sua normale distribuzione su stoppie e stocchi però ne riduce sensibilmente l'efficacia fertilizzante. Abbiamo quindi cercato di sviluppare questa tecnica e di individuare una macchina che potesse fare al caso nostro. La particolare struttura dei nostri terreni e la grande influenza che essa esercita sulle produzioni agricole, ci ha immediatamente fatto considerare le irroratrici isodiametriche semoventi Ibis di Mazzotti come le più adatte alle nostre esigenze (clicca qui per scaricare un'ipotesi operativa di distribuzione elaborata da Terratech)".

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Fonte: Agronotizie

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Tag: innovazione macchine agricole agricoltura di precisione biomasse sostenibilità

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