È stato rilasciato il rapporto 2021 sullo stato qualitativo delle acque destinate all'irrigazione del Consorzio di Bonifica dell'Emilia Centrale. Ad occuparsi del monitoraggio e delle analisi il Dipartimento di Scienze della Vita dell'Università di Modena e Reggio Emilia allo scopo di indagare le caratteristiche delle acque dal punto di vista irriguo e ambientale.

La rete di canali ed impianti del Consorzio preleva le acque a fini irrigui dalle tre derivazioni fluviali: dal fiume Po grazie all'impianto idrovoro di Boretto (da cui viene prelevata circa il 70% della risorsa complessiva), dal fiume Secchia a Castellarano e Sassuolo (15% circa) e dal Torrente Enza a Cerezzola (7% circa). La parte restante è prelevata da un sistema di pozzi consortili nonché dal depuratore di Mancasale, che fornisce circa sei milioni di acqua depurata dal Gruppo Iren ed affinata.

I tecnici dell'Università di Modena e Reggio Emilia hanno, quindi, operato capillarmente da ben 25 punti di prelievo ritenuti maggiormente significativi, tra cui ovviamente proprio quelli in corrispondenza delle derivazioni da Po, Secchia ed Enza e analizzando dati specifici di tre distinti prelievi.

I risultati

Le analisi chimiche, fisiche e microbiologiche hanno permesso di valutare i rischi legati alla presenza di elevate quantità di sali, i rischi legati alla presenza di elementi tossici, i rischi legati all'elevata presenza di materiali solidi in sospensione e i rischi legati all'elevata presenza di microrganismi.

L'esito dell'indagine 2021 risulta più che soddisfacente e l'analisi complessiva e dettagliata si conclude con buone classificazioni e performances della risorsa idrica.

Un giudizio della qualità delle acque dal punto di vista ambientale è stato espresso attraverso il descrittore Limeco (Livello inquinamento macrodescrittori per lo stato ecologico) che si basa sulla valutazione dei nutrienti e dell'ossigeno disciolto. Per un ulteriore confronto è stato applicato anche il vecchio sistema di classificazione Lim (Livello inquinamento tramite macrodescrittori) che considerava un numero più ampio di descrittori, comprendendo anche la misura della sostanza ossidabile e della carica microbiologica (Escherichia coli).

In entrambe le classificazioni lo stato delle acque irrigue si è dimostrato in alcuni casi addirittura elevato, in altri buono e nei restanti comunque sufficiente.

I risultati complessivi ottenuti dall'indagine mostrano una situazione sotto controllo. Le analisi sulle acque fotografano la condizione nel momento del campionamento ma i valori sono suscettibili a variazioni dovute a condizioni ambientali. L'indagine risulta comunque uno strumento idoneo per comprendere lo stato di salute della rete idrica del Consorzio di Bonifica dell'Emilia Centrale.

Questi dati positivi sono in linea con quelli rilevati ed analizzati ormai da una decina d'anni, fino al 2019, dall'Istituto Zanelli in collaborazione con l'Agenzia Regionale Arpae (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale).

"Si può affermare che le analisi effettuate in oltre un decennio - ha commentato il presidente del Consorzio dell'Emilia Centrale, Marcello Bonvicini - ci restituiscono un quadro dello stato qualitativo delle acque immesse nella rete consortile assolutamente compatibile con l'utilizzo a cui la risorsa idrica è destinata, ovvero quella di consentire ininterrottamente la produzione agricola di eccellenza della nostra pianura".

Va messo in evidenza che il Consorzio di Bonifica non ha alcuna competenza diretta sulla qualità delle acque che la rete consortile veicola per lo più a cielo aperto e pertanto, a differenza dei gestori delle reti acquedottistiche, non può direttamente rispondere della qualità stessa della risorsa idrica distribuita. Tuttavia gli amministratori del Consorzio hanno, da tempo, ritenuto opportuno affrontare la questione per migliorare il servizio rivolto alle imprese agricole così rilevanti per l'economia della Regione.

 

Scarica il rapporto sulla qualità delle acque irrigue 2021