Cover agroecologiche, più sostanza organica e meno infestanti nelle colture

Le innovazioni della misura 16 del Psr

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Il progetto ha anche valutato la sostenibilità economica delle cover crop testate
Fonte foto: Agronotizie

Molte aziende della Pianura padana coltivano intensivamente i propri terreni, con impoverimento della sostanza organica e sviluppo di infestanti resistenti. Tra queste la Società agricola Ciato di Panocchia (Parma), che è stata tra i partecipanti al Gruppo operativo per l'innovazione cover agroecologiche.

Obiettivo del progetto è stato quello di contrastare la riduzione del tenore di sostanza organica dei terreni e controllare le infestanti particolarmente ostiche con sistemi innovativi di agricoltura conservativa, fondati su principi di agroecologia per ottenere vantaggi agronomici ed ambientali.

La prova agronomica della durata di tre anni ha previsto l'impiego di diverse cover crop in un sistema di agricoltura conservativa con semine su sodo (no tillage), mettendo a confronto come cover: senape-facelia; loiessa-trifogli; segale multicaule; leguminose (erba medica e annuali come veccia e trifogli). La rotazione condotta ha previsto per tre anni mais-soia-mais come colture da reddito. Le cover crop autunno-vernine sono state seminate ogni anno a fine estate, in precessione alle colture primaverili-estive.

Il vantaggio delle cover crop è che permettono di produrre sostanza organica utile alla fertilità e funzionalità del suolo e di contribuire al recupero e riciclo di nutrienti. A fronte di differenze tra apporti di azoto e asportazioni dovute a granelle, variabili tra 140 e 230 chilogrammi/ettaro nel triennio, i residui colturali lasciati al campo (foglie, stocchi e tutoli di mais, foglie e fusti di soia) hanno permesso un "ricircolo" di circa 130-160 chilogrammi/ettaro e le cover crop sino ad oltre 100 chilogrammi/ettaro, portando praticamente in pareggio il bilancio tra apporti e asportazioni.

Per quanto riguarda la qualità del suolo le cover crop a base di graminacee (segale e loiessa-trifogli), dotate di un ampio apparato radicale fascicolato hanno dimostrato di migliorare fino al 65% l'indice di stabilità strutturale del suolo rispetto al testimone senza cover. Rispetto al test senza cover, nella tesi senape-facelia il tenore di sostanza organica nello strato 0-5 centimetri è aumentato del 10%. Anche per tutte le altre cover crop si è osservata una tendenza all'aumento della concentrazione di sostanza organica nel primo strato di circa il 4%.

In generale, i migliori risultati delle colture su sodo si sono ottenuti nel terzo anno di prove, con mais da granella, a dimostrazione del progressivo miglioramento delle caratteristiche del suolo. Nelle parcelle con cover crop era inoltre presente un maggior numero di lombrichi, in particolare nella tesi loiessa-trifogli.

Tra i principali vantaggi ambientali delle cover crop vi è il sequestro di carbonio dovuto, oltre che alla produzione e accumulo di sostanza organica, anche alla continua copertura vegetale del terreno che funge da protezione.

Il progetto ha anche valutato la sostenibilità economica delle cover crop testate, evidenziando che i minori costi si registrano con senape-facelia per effetto del maggior incremento delle rese nel triennio e del maggiore sequestro di carbonio, mentre la tesi leguminose è risultata la più costosa.

In conclusione, cover agroecologiche ha dimostrato che introdurre nella successione colturale delle cover crop autunno-vernine, come il mix di senape e facelia, permette di mantenere un buon tenore di sostanza organica nei suoli, con un giovamento su fertilità, lavorabilità del terreno e controllo delle infestanti, incrementando le esternalità positive dell'azienda.

Maggiori informazioni in questo sito.
Contatto per informazioni: cover@crpa.it

Tabella: Cover agroecologiche
Clicca sull'immagine per ingrandirla
 
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