I numeri del latte, perché il prezzo cala

Il latte spot in Italia scende vistosamente e si avvicina alle quotazioni di quello tedesco. Giù anche il Grana padano. Va meglio il mercato europeo. Occhi puntati sulla Cina

Angelo Gamberini di Angelo Gamberini

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La flessione del Grana padano sta trascinando verso il basso le quotazioni del latte

Continua la caduta del prezzo del latte spot, quello venduto fuori contratto, che dopo aver perso oltre il 6% in gennaio, ha accentuato le perdite in febbraio e ora quota poco sopra i 37 euro al quintale, con una differenza di più del 10% rispetto ad un anno fa.
 

L'andamento del prezzo del latte spot in Italia negli ultimi tre anni
(fonte: © Assolatte)

Come si nota dalla tabella seguente, anche le provenienze da Francia e Germania sono in flessione, seppure in misura più modesta.
Ma in entrambi i casi i prezzi si mantengono più elevati rispetto ai 12 mesi precedenti, tanto da allineare il prezzo del latte spot tedesco a quello italiano, cosa che non accade sovente.


Va meglio in Europa

Un'occhiata alla media dei prezzi del latte in Europa elaborata dalla Commissione europea evidenzia che, al contrario di quanto accade in Italia, le quotazioni del latte segnano una ripresa, seppure limitata, per collocarsi a 35,6 euro al quintale.
Il distacco dal prezzo del latte spot in Italia è modesto, anche questa una situazione che non si realizza con frequenza.
 


In attesa dei nuovi accordi

Il confronto fra il mercato europeo e quello italiano sembra voler mostrare le tensioni che accompagnano la vigilia delle intese sul prezzo del latte e sui parametri di indicizzazione.

E' facile presumere che oltre alle normali dinamiche della domanda e dell'offerta, intervengano altre componenti tese a imprimere una compressione dei prezzi.

A favorire questo orientamento anche l'andamento del mercato del Grana padano, i cui prezzi sono in caduta già dallo scorso ottobre, per fermarsi nella terza settimana di febbraio sotto la soglia degli 8 euro al chilo (media settimanale).
 

I prezzi medi mensili del Grana padano
(fonte: © Ismea)

Le "consegne"

Certo, non solo "manovre" di mercato, ma anche un'anticipazione dei futuri flussi di latte, previsti in aumento nei prossimi mesi, seguendo il normale andamento stagionale, che vede un incremento delle consegne a partire dalla primavera.

C'è tuttavia da mettere in evidenza che nel complesso la produzione italiana di latte non mostra picchi di crescita, ma anzi si mantiene allineata a quella dello scorso anno, cosa che dunque dovrebbe favorire una tenuta dei prezzi, piuttosto che un loro calo, come invece sta avvenendo.
 

Le consegne di latte in Italia
(fonte: © Assolatte)

Il latte nella Ue...

Per quanto influente sul mercato interno, la produzione in Italia di latte è solo uno dei componenti da prendere in esame.
Meglio allora allargare lo sguardo a cosa accade in Europa e anche in questo caso si nota che non c'è stato un aumento significativo della produzione, tale da giustificare una caduta dei prezzi, che in effetti non è avvenuta, salvo che in Italia.

Anzi, è da segnalare la minore produzione (-3,4%) di latte alimentare, che si allinea al minor consumo di questo prodotto.
Un'evoluzione, questa dei consumi di latte fresco, che prende le mosse da scellerate campagne di denigrazione, basate su presunte conseguenze dannose per la salute. Notizie spesso catalogate fra le fake news o fandonie, per dirla in italiano.
 


...e nel mondo

Nelle altre aree mondiali dove si registra una forte produzione di latte, come Oceania e Usa, le produzioni sono in flessione o stabili, cosa che dovrebbe dare un impulso ai prezzi.

In Australia i dati relativi al periodo gennaio dicembre 2019 segnalano infatti una caduta del 4,3%, mentre in Nuova Zelanda la situazione è praticamente stabile, con un modesto meno 0,4%.
Situazione analoga negli Usa, dove si registra al contrario un aumento dello 0,3%.


Attenti alla Cina

Ma non basta conoscere quanto si produce, ma anche come si muovono i flussi commerciali a livello mondiale e in particolare in Cina, uno fra i maggiori importatori di latte.

Qui la presenza prima della peste suina africana e oggi del coronavirus dell'uomo, sta modificando gli equilibri.
Continuano infatti a ridursi le importazioni di siero di latte in polvere (ci sono meno suini da nutrire) e quelle di burro e di lattosio.

Nel complesso "tengono" però le importazioni cinesi di altri prodotti caseari, cosa che contribuisce a evitare bruschi scossoni al mercato.
Non resta che augurarsi che ne possa beneficiare anche il mercato del latte italiano.
 

Compito difficile quello delle previsioni di mercato.
Un aiuto può venire dall'esame delle tendenze in atto. Ma occorre conoscere i "numeri del latte" e in tempi di mercati globali lo sguardo deve allargarsi a livello internazionale.
Le fonti non mancano e AgroNotizie le raccoglie per dare ai lettori gli strumenti per orientarsi.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: import/export latte prezzi mercati formaggi

Temi caldi: I numeri del latte

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