Led e frequenze luminose specifiche, rivoluzione per le colture protette

Utilizzate nelle serre che lavorano nel settore orticolo (ma anche fra i vivaisti e fra le ditte sementiere), offrono il vantaggio di poter personalizzare la risposta che si vuole ottenere dalla pianta

Barbara Righini di Barbara Righini

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Le piante hanno bisogno dello studio della corretta quantità e qualità di luce

"Trovare un nuova frequenza luminosa specifica per una determinata pianta è come sviluppare il mix esatto di nutrienti che le serve", così spiega Mattia Accorsi, ricercatore e responsabile del settore Ricerca e sviluppo per C-Led, la rivoluzione del Led in serra e in indoor, le due situazioni nelle quali le lampade Led a spettro specifico possono essere utilizzate.

Accorsi lavora per C-Led, azienda di Imola (Bo) specializzata proprio nell'ottenere, attraverso le luci Led, il massimo della risposta dalle piante. La richiesta di questa tecnologia relativamente giovane (ha poco più di dieci anni di vita in ambito orticolo) è in continuo aumento, soprattutto per quanto riguarda le serre e ambiti chiusi come le famose vertical-farm. La frequenza luminosa, ovvero il colore della luce, può infatti essere tarata sull'esigenza della pianta e contemporaneamente su ciò che l'agricoltore o il vivaista vuole ottenere dalla stessa.

In Italia si utilizzano i Led in serra soprattutto per i pomodori (come ad esempio nella serra Fri-El di Ostellato, in provincia di Ferrara) ma c'è richiesta anche per i cetrioli, per peperoni e melanzane e per i piccoli frutti, in particolare per le fragole: "Abbiamo scoperto - ci ha raccontato ancora Accorsi - che variando lo spettro luminoso, cambiando cioè il rapporto blu/rosso o aggiungendo altre cromatiche possiamo migliorare la qualità del raccolto in termini di contenuto di antiossidanti e di zuccheri. E' valido per le fragole ma anche per gli ortaggi da foglia, come la lattuga e per le essenze aromatiche tra cui il basilico".
Le piante hanno bisogno dello studio della corretta quantità e qualità di luce, al fine garantire il massimo in termini di qualità e produttività, in maniera stabile e continuativa. Lo spettro di luce però si può adattare anche alle esigenze del cliente, infatti c'è chi desidera accorciare il ciclo produttivo, velocizzando la crescita e avere quindi più cicli l'anno o chi vuole mantenere le piante compatte o addirittura chi cerca una maggior pigmentazione dei tessuti vegetali.
 

L'utilizzo di lampade Led è adatto alle serre che lavorano nel settore orticolo, la tecnologia Led però trova un utilizzo anche fra i vivaisti (per la micropropagazione ad esempio) e fra le ditte sementiere. "Chi fa miglioramento genetico tramite incroci varietali, per esempio, trova grande vantaggio con i Led grazie a cicli di crescita accelerati. Se prendiamo il frumento, infatti, si può spingere la fioritura ed arrivare addirittura a cinque incroci l'anno, quando normalmente se ne avrebbe solo uno o al massimo due", ha raccontato ancora Accorsi.

L'utilizzo di lampade Led in serra o in indoor (in assenza di luce solare, quando cioè l'unica fonte luminosa è quella delle lampade) offre quindi il vantaggio di poter personalizzare la risposta che si vuole ottenere dalla pianta. Tradizionalmente in serra si utilizzavano lampade Hps o Neon, le prime consumano molta energia, vanno spesso cambiate e lavorano soprattutto su spettri fra il verde e il giallo, meno efficaci da un punto di vista fotosintetico; le seconde di luce bianca hanno avuto notevole successo nelle produzioni indoor ma oggi la tecnologia Led offre indubbi vantaggi produttivi e per aumentati risparmi energetici.

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Fonte: Agronotizie

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Tag: orticoltura video tecnologia serre

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